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Reddito di Cittadinanza, come potrebbe cambiare: le proposte in campo

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Di Reddito di Cittadinanza si continua a discutere, e periodicamente tornano proposte per la modifica o per l’abolizione del sussidio. Contro il totale superamento della misura si è schierato il ministro Orlando, che ha difeso il RdC definendolo un bersaglio facile sul quale scagliarsi mentre ci si dovrebbe occupare dei problemi strutturali del Paese.

Il mercato del lavoro e il sistema economico hanno molti problemi: si dovrebbe discutere di salari, di politiche industriali, di cose che chiamano in causa le responsabilità delle classi dirigenti, questo è fastidioso e si cerca un parafulmine, quello ideale è il Reddito di Cittadinanza. Per una ragione semplice: i poveri non hanno giornali, non finanziano campagne elettorali, sono il bersaglio ideale.

Queste le parole del ministro, secondo cui la misura non va eliminata in quanto ritenuta un utile strumento di contrasto alla povertà, sebbene non abbia funzionato dal punto di vista di politica attiva del lavoro.

Contro la misura si è scagliato spesso il mondo degli imprenditori, ma non solo: Il Reddito di Cittadinanza continua a subire attacchi in Parlamento da parte di Fratelli d’Italia e Italia Viva, e dal 15 giugno proprio il partito di Renzi farà partire la raccolta firme per l’abolizione.

Proposte di modifica sono arrivate anche dal ministro del Turismo, Massimo Garavaglia (Lega), per contrastare la difficoltà nel reperire lavoratori stagionali in vista dell’estate.


Vediamo quindi cosa potrebbe cambiare nel prossimo futuro, fino alla proposta di abolizione lanciata da Italia Viva.

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Reddito di Cittadinanza: proposte di modifica

Pur difendendo la validità dello strumento, il ministro Orlando ha più volte sostenuto che questo possa aver bisogno di modifiche, mentre alcune sono già state fatte quest’anno con la Legge di Bilancio, basti pensare al meccanismo di décalage che riduce progressivamente l’importo dell’assegno al rifiuto di un’offerta di lavoro.

La necessità di modificare il Reddito di Cittadinanza viene espressa principalmente dalla Lega, con critiche che vertono principalmente su due punti:

  • il numero di frodi che girano intorno alla misura;
  • la disincentivazione per i percettori a cercare un impiego.

Una delle ultime proposte di modifica da parte della Lega è arrivata dal ministro Garavaglia, che vorrebbe intervenire sul RdC per contrastare la difficoltà delle imprese turistiche nel trovare lavoratori stagionali per l’estate.

La proposta del ministro è quella di dimezzare l’importo del Reddito di Cittadinanza per chi accetta un impiego stagionale, in modo da non perdere del tutto il sussidio e incentivare i lavoratori ad accettare un impiego.

Sulla stessa linea Forza Italia, che però propone la sospensione del sussidio in estate per gli occupabili.

Sempre dalla Lega, stavolta dal sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali Tiziana Nisini, arriva un appello a una modifica radicale del sistema:

Giusto aiutare chi vive in una condizione di disagio sociale e non può lavorare, ma per gli occupabili vanno messe in campo misure di politica attiva e non processi assistenziali che rischiano di diventare un boomerang per la nostra economia“.

Reddito di Cittadinanza: proposte di abolizione

A schierarsi apertamente contro la misura e a spingere per l’abolizione ci sono sia partiti al governo che all’opposizione. Fratelli d’Italia non ha mai nascosto l’avversione per il Reddito di Cittadinanza, visto come una misura di assistenzialismo che ha fallito come politica attiva del lavoro e definito come “paghetta o metadone di Stato” dalla leader Giorgia Meloni.

All’interno del governo, oltre alle voci della Lega che ne chiedono una profonda revisione ci sono quelle più drastiche di Italia Viva, partito che ne chiede l’abolizione. Dal 15 giugno il partito di Renzi farà partire una raccolta firme per l’abolizione della misura, che secondo il coordinatore nazionale Rosato è “uno strumento sbagliato che va riscritto tutto“.

I dibattiti in parlamento fervono, e già durante la conversione in legge del Decreto Aiuti potrebbero arrivare emendamenti volti a modificare la misura. In attesa di conoscere il destino del Reddito di Cittadinanza, l’Inps fa sapere che ad aprile sono 1,19 milioni i nuclei beneficiari del sussidio, con 2,65 milioni di persone coinvolte e un importo medio erogato a livello nazionale di 561 euro.

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