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Decreto Energia in Gazzetta: caro bollette, auto, tutte le misure

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È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Energia, approvato durante la riunione del Consiglio dei Ministri numero 62 del 18 febbraio scorso e che contiene ulteriori misure per contrastare l’aumento dei costi dell’energia.

In particolare, alle misure contro il caro bollette saranno destinati circa 7,5 miliardi di euro. Previsto un contributo straordinario per le imprese energivore, sotto forma di credito d’imposta, per il quale sono stati stanziati 700 milioni di euro.

Un altro contributo, sempre sotto forma di credito d’imposta, è destinato alle imprese delle regioni del Sud che effettuano investimenti per migliorare l’efficienza energetica e a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Altre misure serviranno a rafforzare la capacità di approvvigionamento di gas del nostro Paese, potenziando la produzione di gas nazionale.

Un altro Decreto approvato durante il CdM del 18 febbraio riguardava il Superbonus, ma quest’ultimo non è stato ancora pubblicato. Dopo i cambiamenti introdotti dal Decreto Sostegni ter, con questo nuovo decreto arriverebbero altre importanti novità: le cessioni passano da una a tre, ma dovranno essere tracciabili; inoltre, la seconda e la terza cessione potranno essere effettuate solo a favore di banche e intermediari finanziari iscritti all’albo. Aumentano infine le sanzioni


Vediamo quindi nei prossimi paragrafi il dettaglio di tutte le misure in arrivo con il nuovo Decreto Energia.

Superbonus, firmato il Decreto sui massimali: cosa cambia

Decreto Energia: nuove misure contro il caro bollette

Come anticipato sono circa 7,5 miliardi di euro i fondi destinati al contrasto dell’aumento delle bollette. Sulla scia di quanto fatto dal Governo nei mesi scorsi il Decreto-legge 1 marzo 2022, n. 17 recante “Misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali” prevede che vengano azzerati gli oneri di sistema dell’energia elettrica anche per il secondo trimestre del 2022, sia per le utenze domestiche che per quelle superiori a 16,5 KW.

Ridotta l’Iva per il gas metano, che continuerà a essere del 5% per i consumi stimati o effettivi dei mesi di aprile, maggio e giugno 2022, nonché gli oneri di sistema per le bollette del gas.

Vengono inoltre potenziate le agevolazioni del bonus sociale, ovvero quelle relative alle tariffe per la fornitura di energia elettrica riconosciute ai clienti domestici economicamente svantaggiati e ai clienti domestici in gravi condizioni di salute.

Decreto Energia: crediti d’imposta imprese energivore

Alle imprese a forte consumo di energia elettrica e di gas naturale è riconosciuto un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti, nella misura del:

  • 20% per le imprese a forte consumo di energia elettrica;
  • 15% per le imprese a forte consumo di gas naturale.

Il credito d’imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione e non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Decreto Energia: contributo efficientamento energetico Sud

Un altro contributo, sempre sotto forma di credito d’imposta, è previsto per le imprese  che effettuano investimenti nelle regioni

  • Abruzzo,
  • Basilicata,
  • Calabria,
  • Campania,
  • Molise,
  • Puglia,
  • Sardegna
  • Sicilia,

volti ad ottenere una migliore efficienza energetica e a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili.

I costi ammissibili all’agevolazione in questione corrispondono ai costi degli investimenti supplementari necessari per conseguire un livello più elevato di efficienza energetica e per l’auto produzione di energia da fonti rinnovabili nell’ambito delle strutture produttive. Spetterà a un decreto attuativo a firma MiTE, MISE e MEF stabilire le modalità di accesso ed erogazione del contributo in questione.

Decreto Energia: Nuovo Fondo automotive

Il nuovo Decreto Energia istituisce un nuovo Fondo “al fine di favorire la transizione verde, la ricerca, la riconversione e riqualificazione dell’industria del settore automotive, nonché per il riconoscimento di incentivi all’acquisto di veicoli non inquinanti“.

Il Fondo in questione prevede finanziamenti fino al 2030: si partirà nel 2022 con 700 milioni di euro e poi verranno destinati al fondo 1 miliardo di euro per ciascuno degli anni successivi. Spetterà a uno o più Dpcm stabilire i criteri per la ripartizione delle risorse stanziate. In arrivo quindi nuovi bonus per l’acquisto di veicoli non inquinanti, ma anche investimenti per la riconversione delle industrie del settore.

Superbonus, le cessioni passano a tre

Oltre al Dl sul caro bollette il CdM del 18 febbraio ha licenziato un Decreto-legge recante “Misure urgenti per il contrasto alle frodi in materia edilizia e sull’elettricità prodotta da impianti da fonti rinnovabili“, che corregge nuovamente la questione delle cessioni del credito. Il Decreto non è stato pubblicato, il governo è al lavoro per le ultime rifiniture.

Dopo le modifiche introdotte dal Decreto Sostegni ter, infatti, era stata stabilità la possibilità di cedere il credito relativo ai bonus edilizi solo una volta. Con il nuovo decreto le cessioni passano a tre, ma con una limitazione: la seconda e la terza cessione potranno essere effettuate solo a favore di:

  • banche e intermediari finanziari iscritti all’albo previsto dall’articolo 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia;
  • società appartenenti a un gruppo bancario iscritto all’albo di cui all’articolo 64 del predetto testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia;
  • imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia ai sensi del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209.

I crediti saranno inoltre tracciati: a ogni credito verrà attribuito un codice identificativo univoco da indicare nelle comunicazioni delle eventuali successive cessioni.

Aumentano le sanzioni. Il tecnico abilitato che nelle asseverazioni espone informazioni false o omette di riferire informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione dello stesso ovvero attesta falsamente la congruità delle spese, è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50.000 a 100.000 euro. Se il fatto è commesso al fine di conseguire un ingiusto profitto per sé o per altri la pena è aumentata.

Vengono infine prolungati i termini di utilizzo dei crediti sottoposti a sequestro penale di un periodo pari alla durata del sequestro stesso, fermo restando il rispetto del limite annuale di utilizzo.

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