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Pensioni 2023: requisiti di accesso bloccati a 67 anni per uomini e donne

Requisiti pensioni per il biennio 2023 e 2024 adeguati alla speranza di vita

Chiara Arroi
requisiti pensioni 2023

Dal 1° gennaio 2023 i requisiti per l’accesso alle pensioni, adeguati all’incremento della speranza di vita non cambiano, restano bloccati: si continuerà ad andare in pensione maturati i 67 anni di età (per pensione di vecchiaia) e i 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne (per pensione anticipata).

La comunicazione è stata data dall’Inps con la circolare 28 del 18 febbraio 2022 (Adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita a decorrere dal 1° gennaio 2023).

In particolare, il decreto direttoriale del Ministero dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, del 27 ottobre 2021, ha stabilito che: “A decorrere dal 1° gennaio 2023, i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici (…) non sono ulteriormente incrementati”.

Ecco perché a decorrere dal 1° gennaio 2023, i requisiti di età per le pensioni di vecchiaia, anzianità e anticipata non cambiano. E non cambieranno neppure nel 2024.

Vediamo i dettagli in base ai diversi trattamenti pensionistici.

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Pensioni: requisiti di accesso 2023 e 2024


I requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia, alla pensione anticipata e alla pensione di anzianità con il sistema delle quote, adeguati agli incrementi della speranza di vita, valgono per il biennio 2023/2024. Dal 2025 per ora restano gli stessi, ma bisognerà poi valutare l’adeguamento ISTAT alla speranza di vita.

Il requisito per la pensione di vecchiaia per gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata è il seguente:

Anno Età pensionabile
Dal 1° gennaio 2023

Al 31 dicembre 2024

67 anni
Dal 1° gennaio 2025 67 anni*

*Requisito da adeguare alla speranza di vita ai sensi dell’art. 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

Pensione anticipata 2023: Requisito contributi

Il requisito per la pensione anticipata è il seguente:

Anno Uomini Donne
Dal 1° gennaio 2023

al 31 dicembre 2026

42 anni e dieci mesi

(2.227 settimane)

41 anni e dieci mesi

(2.175 settimane)

 

Pensione anticipata lavoratori precoci: requisiti

Il requisito per la pensione anticipata per i lavoratori “precoci”  è il seguente:

Anno Requisito contributivo
Dal 1° gennaio 2023

al 31 dicembre 2026

41 anni

(2132 settimane)

Dal 1° gennaio 2027 41 anni *

(2132 settimane)

*Requisito da adeguare alla speranza di vita ai sensi dell’art. 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

Pensione di anzianità con il sistema delle quote

Anche per il biennio 2023-2024, i soggetti per i quali continuano a trovare applicazione le disposizioni in materia di requisiti per il diritto a pensione con il sistema delle quote possono conseguire tale diritto se in possesso:

  • di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e di un’età anagrafica minima di 62 anni, fermo restando il raggiungimento di quota 98, se lavoratori dipendenti pubblici e privati,
  • di un’età anagrafica minima di 63 anni, fermo restando il raggiungimento di quota 99, se lavoratori autonomi iscritti all’INPS.

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Pensione anticipata 2023: Requisito contributi

Il requisito per la pensione anticipata è il seguente:

Anno Uomini Donne
Dal 1° gennaio 2023

al 31 dicembre 2026

42 anni e dieci mesi

(2.227 settimane)

41 anni e dieci mesi

(2.175 settimane)

 

Il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico anticipato si perfeziona trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei predetti requisiti.

Per info dettagliate su tutti i requisiti e trattamenti pensionistici specifici consulta qui la circolare Inps 

(Fonte: Inps)




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1 COMMENTO

  1. Sarebbe più corretto scrivere che per i precoci, non bastano i 41 di contributi versati, bisogna che siano stati licenziati ed usufruire per intero la Naspi (che per un lavoratore con 41 anni di contributi arriva a 24 mesi, con “declarage” a partire dall’ottavo mese), quindi evitando di citare “l’aspettativa di vita”. che stranamente aumenta soltanto, poichè nel periodo covid non è diminuita, in considerazione della fonte (ISTAT) che l’abbassava notevolmente.
    Pertanto se un lavoratore con una speranza di vita incerta, esce con 41 anni di contributi e probabilmente con un ‘età di 62 anni, dovrà attendere due anni con il “contentino NASPI”, prima di ottenere il diritto alla pensione e quindi avrà un probabile accesso a 64 anni. poi bisogna tenere conto che dopo la NASPI bisogna attendere 3 mesi (non pagati da nessuno) e della finestra d’uscita di altri 3 mesi (non pagati da nessuno), quindi riassumendo i 64 anni diventano 64 e sei mesi, per il pagamento si arriva ad attendere anche 60 giorni, quindi se il lavoratore non è morto di stenti nella sofferta attesa, tra declarage e 8 mesi senza percepire un qualsiasi emolumento e semprechè la Fornero non intervenga con un ulteriore provvedimento… credo che lo potremo definire con cognizione di causa un “sopravvissuto al governo distratto dai Vitalizi e privilegi auto-attribuiti”.
    Senza tener conto che dopo aver versato oltre 350.000 euro, al massimo si ottiene un misero importo pensionistico di 1.240 euro al mese (al netto delle onnipresenti tasse) , che saranno decurtate di un eventuale mutuo in essere o di un affitto, spese di condominio ordinarie e spesso straordinarie (molto più onerose), di bollo ed assicurazione auto (per chi abita a Napoli è ancora più oneroso), della Bolletta Elettrica e del gas e se avanza qualcosa forse mangia pure, ora alla luce di quanto esposto s’intravede un futuro incerto ed una morte a breve sicura, da ricordare ai Sigg. pensionati (quelli che ci arrivano) di mettere anche qualche soldo da parte per il funerale (poichè anche quello offerto per gli indigenti dal comune è a pagamento), qualche soldo per la bara (anche quella è a pagamento), e le mance per gli operatori al l’interramento.
    Caro governo grazie per quanto ti sei impegnato con noi cittadini, nella prossima vita… potresti impegnarti un po meno?

    un affettuoso saluto all Fornero :-)

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