Home Lavoro Manovra 2022: mappa delle novità su sussidi sociali, lavoro e previdenza

Manovra 2022: mappa delle novità su sussidi sociali, lavoro e previdenza

Paolo Ballanti
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La Manovra 2022 approvata con Legge 30 dicembre 2021 numero 234 contiene numerose disposizioni in tema di agevolazioni contributive per talune categorie lavorative (giovani e lavoratrici madri), estensione delle prestazioni economiche INPS contro la disoccupazione involontaria (NASpI e DIS-COLL), aumento dei controlli e introduzione di misure volte a ridurre l’utilizzo fraudolento di strumenti di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale (Reddito e Pensione di Cittadinanza).

Ultima, ma non meno importante, la proroga (e la modifica) di alcune forme di accesso anticipato alla pensione, come Quota 102, APE sociale ed Opzione donna.

Analizziamo le novità in dettaglio.

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Manovra 2022: le novità nel mondo del lavoro

Decontribuzione

Previsto in via eccezionale per i periodi di paga dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022 (articolo 1 comma 121) l’esonero dello 0,8% sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico dei lavoratori dipendenti, a patto che la retribuzione imponibile INPS non ecceda l’importo mensile di 2.692 euro “maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima”. Il limite annuo è di conseguenza pari a 34.996,00 euro.

Decontribuzione lavoratrici madri

L’articolo 1 comma 137 prevede in via sperimentale per l’anno 2022 un esonero nella misura del 50% dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato.


Lo sgravio spetta per un anno a decorrere dalla data del rientro sul posto di lavoro, dopo l’assenza per maternità obbligatoria.

Sgravio apprendisti

Con l’obiettivo di promuovere l’occupazione giovanile l’articolo 1 comma 645 introduce per l’anno corrente uno sgravio contributivo del 100% a beneficio dei datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori pari o inferiore a nove ed attivano, sempre nel 2022, contratti di apprendistato di primo livello per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore ed il certificato di specializzazione tecnica.

L’esonero totale spetta con riferimento alla contribuzione dovuta per i primi tre anni di contratto, fermo restando l’applicazione dell’aliquota al 10% per i periodi contributivi maturati negli anni successivi.

Congedo padre lavoratore

Confermati in via strutturale a partire dal 2022 (articolo 1 comma 134) il congedo obbligatorio (dieci giorni) e quello facoltativo (un giorno) per il padre lavoratore, da fruire entro cinque mesi dalla nascita del figlio.

Leggi anche “Indennità di maternità, tre mensilità aggiuntive 2022: le istruzioni Inps”

Manovra 2022: sussidi sociali

NASpI

Rispetto all’indennità di disoccupazione NASpI la Legge di Bilancio 2022 (articolo 1 comma 221) prevede innanzitutto l’estensione del sussidio agli operai agricoli a tempo indeterminato delle cooperative e loro consorzi che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici prevalentemente propri o conferiti dai loro soci.

Sempre il comma 221 alla lettera b) elimina “con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2022il requisito delle trenta giornate di effettivo nei dodici mesi che precedono la perdita dell’occupazione. Per accedere alla NASpI residuano pertanto le seguenti due condizioni:

  • Essere in stato di disoccupazione;
  • Aver totalizzato almeno tredici settimane di contributi versati nei quattro anni che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Viene da ultimo modificata la riduzione mensile del sussidio. Quest’ultima, sempre con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2022, applica il taglio del 3% al mese a decorrere dal primo giorno del sesto mese di fruizione (e non più dal quarto).

Fanno eccezione i beneficiari NASpI che abbiano compiuto i cinquanta anni di età. In tal caso la riduzione decorre dal primo giorno dell’ottavo mese di fruizione.

DIS-COLL

L’articolo 1 comma 223 della Legge numero 234/2021 della Manovra 2022 ritocca l’indennità di disoccupazione DIS-COLL erogata dall’INPS in favore di collaboratori coordinati e continuativi, assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata.

In parallelo con quanto disposto in tema di NASpI, a decorrere dagli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2022, la riduzione del 3% al mese del sussidio si applica a decorrere dal primo giorno del sesto mese di fruizione (anziché del quarto).

Viene inoltre estesa la durata, dal momento che la prestazione sarà riconosciuta per un numero di mesi pari a quelli di contribuzione accreditati nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio dell’anno precedente la cessazione del rapporto e la perdita stessa del lavoro (in precedenza si assumeva la metà dei mesi di contribuzione). La DIS-COLL non potrà in ogni caso superare la durata dei dodici mesi (prima erano sei).

Reddito e Pensione di Cittadinanza

Oltre ad aggiungere risorse pubbliche a copertura della misura (articolo 1 comma 73) la Manovra 2022 interviene in maniera significativa sul Reddito di Cittadinanza, introdotto con Decreto Legge 28 gennaio 2019 numero 4 quale strumento di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale.

Le novità principali riguardano (articolo 1 comma 74):

  • La competenza dell’INPS, con riferimento ai requisiti patrimoniali dei soggetti beneficiari (in particolare i beni detenuti all’estero), nel definire annualmente un piano di verifiche in collaborazione con Ministero del Lavoro, Agenzia Entrate, Guardia di Finanza, il quale potrà altresì prevedere lo scambio di dati con gli Stati esteri;
  • La verifica, con frequenza almeno mensile, presso i Centri per l’impiego, riguardante la ricerca attiva di un’occupazione da parte del beneficiario RdC (la mancata presentazione senza giustificato motivo comporta la decadenza dal sussidio);
  • L’impegno del beneficiario ad accettare almeno due offerte di lavoro congrue (rispetto alle precedenti tre), pena la perdita del Reddito;
  • Nell’ambito di progetti utili alla collettività, l’obbligo in capo ai comuni di impiegare almeno un terzo dei percettori RdC residenti (a titolo gratuito);
  • La previsione di controlli a campione, sempre da parte dei comuni, circa la composizione del nucleo familiare dichiarato nella domanda di accesso al Reddito;
  • L’introduzione di un incentivo a beneficio delle agenzie per il lavoro in ragione di ogni soggetto percettore del Reddito assunto in azienda.

Viene altresì prevista dalla Manovra 2022 (articolo 1 comma 76) la riduzione dell’ammontare mensile del RdC in misura pari a cinque euro al mese “a partire dal mese successivo a quello in cui si è eventualmente rifiutata un’offerta di lavoro congrua”.

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Manovra 2022: Pensioni

Quota 102

Prevista (articolo 1 comma 87) per il 2022 la possibilità di ottenere l’assegno pensionistico con un minimo di 64 anni di età e 38 di anzianità contributiva. Il diritto alla pensione conseguito entro il 31 dicembre 2022 può essere esercitato anche successivamente alla predetta data”.

APE sociale

All’articolo 1 commi 91, 92 e 93 si dispone la proroga dell’APE sociale per l’anno 2022. Viene altresì eliminata, ai fini dell’accesso alla misura, la condizione per cui si riteneva necessario aver concluso integralmente la prestazione di disoccupazione da almeno tre mesi (prevista all’articolo 1 comma 179 lettera a della L. n. 232/2016).

Da ultimo, oltre ad estendere la spettanza dell’APE sociale ad altre categorie professionali, viene ridotta da trentasei a trentadue anni l’anzianità contributiva richiesta per operai edili, ceramisti e conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta.

Opzione Donna

L’accesso alla pensione grazie a Opzione donna è prorogato per tutto il 2022.

Grazie alla modifica operata dall’articolo 1 comma 94 hanno diritto al trattamento pensionistico anticipato le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2021 hanno maturato:

  • Un’anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni;
  • Un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (se dipendenti) o 59 anni (se autonome).

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