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Auto e moto ferme in garage: sarà obbligatorio assicurarle

Massimo Quezel
assicurazione auto ferma in garage

Fino ad oggi molti utilizzatori di veicoli a motore, in particolare motociclisti, avevano la possibilità di scegliere di sottoscrivere una polizza assicurativa sospendibile nei periodi di mancato utilizzo del mezzo.

In questo modo i possessori di uno scooter o di una motocicletta che non veniva usato nei mesi più freddi dell’anno, potevano risparmiare una quota anche significativa del premio complessivo da pagare alla compagnia.

Tutto questo, però, sta per cambiare.

Il Parlamento europeo ha stabilito, con una recente direttiva che gli Stati membri dovranno recepire entro i prossimi due anni, che il veicolo deve essere assicurato per la responsabilità civile anche se è tenuto fermo e non utilizzato in un’area privata.

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La nuova norma considera gli orientamenti della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (condivisi in Italia dalla nostra Suprema Corte) che si è espressa per la prima volta sulla questione nel 2018 (causa C-80/17), precisando che presupposto per l’obbligatorietà dell’assicurazione non è il fatto che il veicolo circoli in area pubblica o aperta al pubblico, ma la sua astratta “idoneità alla circolazione”, a prescindere dal luogo in cui esso si trovi.

La vicenda esaminata nel 2018 dalla Corte riguardava una cittadina portoghese la quale aveva dismesso la sua autovettura, non rinnovandone l’assicurazione e parcheggiandola nel suo cortile privato.

L’auto veniva sottratta alla stessa dal figlio, il quale causava un incidente nel quale perdeva la vita insieme a due passeggeri.

Il Fondo di Garanzia portoghese, una volta risarciti gli aventi diritto, agiva in surroga nei confronti della proprietaria del mezzo, la quale si opponeva. La Corte, così, confermava il principio di cui sopra: non basta parcheggiare l’auto in uno spazio privato per venire meno all’obbligo di assicurarla per la RC, ma è necessario che essa sia “tecnicamente” inidonea a circolare su strada.

Ora il principio giurisprudenziale trova accoglimento in una direttiva specifica, che diventerà legge in ogni stato membro.

Si tratta di una modifica che avrà un peso significativo nel mercato assicurativo delle auto, portando nuovi introiti nelle casse delle imprese di assicurazioni visto che stiamo parlando di veicoli che assai difficilmente potranno essere coinvolti in sinistri stradali ma per i quali i proprietari dovranno comunque pagare il relativo premio assicurativo.

Si tratta dell’ennesimo favore alle compagnie? Lasciamo in sospeso la domanda. Di certo va sottolineato che proprio quando il mercato assicurativo iniziava a dare timidi segnali di adeguamento alle esigenze concrete dei clienti, offrendo sempre più spesso formule di copertura assicurativa basate sull’effettivo utilizzo del mezzo o con possibilità di sospensione, ora arriva questo provvedimento che comporterà, per una buona fetta di utenti (si pensi, come già ricordato, alla categoria dei motociclisti) un aggravamento significativo dei già alti costi di mantenimento del proprio mezzo.

E se si pensa che in Germania esiste addirittura la possibilità di sospendere il pagamento della RC auto consegnando la targa del proprio veicolo alle forze dell’ordine, pare evidente che l’obbligo assicurativo anche per i veicoli tenuti in garage costituisca un obolo destinato a suscitare fortissimi malumori tra i cittadini, la cui pazienza è già stata messa a dura prova dal mancato adeguamento al ribasso dei costi assicurativi in conseguenza dei lunghi periodi di lockdown degli ultimi mesi, durante i quali le compagnie hanno visto praticamente azzerate le uscite per risarcimento, stante l’assenza pressoché totale di sinistri.

In conclusione se, come sembra ormai certo, l’obbligo di assicurare i veicoli fermi in garage diventerà legge in ogni stato della UE, il modo per non dover pagare inutilmente la polizza sarà rimuoverne le parti meccaniche essenziali per la circolazione, come le ruote o il motore. Una soluzione drastica, se vogliamo, ma probabilmente l’unica possibile.



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