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Congedo di paternità: novità, giorni e come funzionerà nel 2022

Daniele Bonaddio
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La Manovra Finanziaria per il prossimo anno, oltre alle novità contenuta in tema di pensioni, include alcune misure mirate a migliorare e aumentare le tutele sulla genitorialità. Tale obiettivo viene raggiunto con l’estensione, anche per il 2022, del congedo di paternità. Con la nuova Legge di Bilancio, il cui disegno di Legge è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 29 ottobre, il congedo di paternità di 10 giorni viene infatti reso strutturale.

C’è di più però: i 10 giorni potrebbero diventare presto addirittura 3 mesi in base a quanto si prefigge il Family Act. Difatti, la ministra delle Pari Opportunità, Elena Bonetti, ha annunciato che il Governo è impegnato per estendere tale diritto fino a tre mesi, con un aumento graduale. L’obiettivo finale è quello di parificare la responsabilità maschile a quella femminile.

Bisogna invece attendere il testo della manovra per capire se sarà confermato anche il congedo facoltativo di un giorno.

Andiamo quindi in ordine e vediamo in dettaglio le novità del congedo di paternità, a quanti giorni corrispondono e come funzionerà nel 2022.

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Congedo di paternità: come funziona nel 2022

Il congedo di paternità è una tutela per i neo papà, i quali hanno l’obbligo di astenersi dal lavoro per un determinato arco temporale. La misura poggia le fondamenta nella L. n. 232/2016 che ha portato – a decorrere dal 1° gennaio 2017 – il numero dei giorni di congedo da 2 a 4.

Successivamente, con la Legge di Bilancio 2019 (L. n. 145/2018), il congedo è stato aumentato di un ulteriore giorno, arrivando così complessivamente a 5 giorni di congedo per i neo papà nel corso di un anno.

Tale numero è cambiato nuovamente nel corso del 2020. In base all’art. 1, co. 342 della Legge di Bilancio 2020, il congedo per i neo papà è stato incrementato addirittura a una settimana, ossia a 7 giorni. Quindi si è registrato un aumento di ben 2 giorni.

Per l’anno solare 2021, l’art. 1, co. 363, lett. a), della L. n. 178/2020 (Legge di Bilancio 2021) ha ulteriormente aumentato a 10 il numero dei giorni di congedo obbligatorio ed ha ampliato la tutela del congedo stesso prevedendone la fruizione anche nel caso di morte perinatale del figlio.

Ora, come accennato in premessa, l’Esecutivo ha intenzione di rinnovare il congedo obbligatorio per i neo papà, sempre a 10 giorni.

Si segnala, al riguardo, che il congedo è attualmente operativo per i dipendenti privati, mancando per i dipendenti pubblici il relativo provvedimento attuativo previsto dall’art. 1, c. 8, della L. 92/2012 che ne subordina l’operatività all’approvazione del Ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione.

Congedo facoltativo: in accordo con la madre

Non bisogna dimenticare che al periodo di congedo di paternità, anche per il 2021, è possibile aggiungere un ulteriore giorno di congedo facoltativo, da fruire in accordo e in alternativa alla madre.

Congedo di paternità: a chi spetta

Possono fruire dei predetti congedi i padri lavoratori dipendenti, anche adottivi e affidatari, entro e non oltre il quinto mese dalla nascita o dall’ingresso in famiglia o in Italia in caso di adozione nazionale o internazionale, oppure dall’affidamento, avvenuti a partire dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2022, salvo proroghe.

Per quanto riguarda i padri lavoratori dipendenti da amministrazioni pubbliche, il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha chiarito che il Ministro per la Pubblica Amministrazione dovrà approvare una norma che individui e definisca gli ambiti, le modalità e i tempi di armonizzazione della disciplina.

Congedo di paternità: termini di fruizione

Si ricorda, al riguardo, che il congedo:

  • non è facoltativo bensì obbligatorio. Infatti è obbligo del neo papà utilizzare questi giorni per dedicarsi alla cura del proprio figlio e della famiglia;
  • può essere fruito entro 5 mesi dalla nascita del figlio o dall’ingresso dello stesso in famiglia nei casi di adozioni o affidamenti.

Rispettando questa scadenza, i giorni possono essere fruiti durante il congedo di maternità della madre lavoratrice, o anche successivamente e in maniera non continuativa.

Congedo di paternità: quanto spetta

Durante il congedo il papà ha diritto a ricevere in busta paga il 100% dell’intera retribuzione. È quindi obbligo del datore di lavoro anticipare in busta paga tali somme per poi compensarle nel mod. F24 con i contributi dovuti all’INPS.

Congedo di paternità: come fare domanda

Le modalità di richiesta del congedo obbligatorio, con ogni probabilità saranno gli stessi di quelli previsti per il 2020. Quindi:

  • se l’indennità viene pagata dal datore di lavoro, le date in cui si vuole usufruire del congedo devono essere comunicate almeno 15 giorni prima. Se richiesto in concomitanza dell’evento nascita, il preavviso si calcola sulla data presunta del parto. A sua volta il datore di lavoro comunica all’INPS le giornate di congedo fruite;
  • se invece è l’INPS a pagare, è necessario presentare domanda direttamente all’Istituto tramite i servizi dedicati. Il datore di lavoro, quindi, comunica all’INPS le giornate di congedo fruite, attraverso il flusso Uniemens.

Per ulteriori dettagli e conferme sul congedo di paternità 2022 bisognerà attendere l’ufficialità del testo della Legge di Bilancio e le relative indicazioni dall’INPS.

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