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Regime Forfettario verso la conferma nel 2022 con alcune novità

Raccomandata un'uscita soft dal regime per favorire la crescita delle imprese

Chiara Arroi
regime forfettario 2022

Nel 2022 si continuerà probabilmente a usufruire del Regime forfettario per partite Iva fino a 65 mila euro. La conferma non è ancora arrivata con legge delega del governo Draghi. Il testo si limita a parlare della riforma del catasto e Irpef, con un alleggerimento graduale delle aliquote medie effettive per i contribuenti. Non è invece stato toccato in maniera chiara il regime agevolato per partite Iva, che con tutta probabilità sarà però confermato anche nel nuovo anno, tenendo conto del parere formulato a giugno dalle commissioni parlamentari.

La conferma del regime forfettario dovrebbe però assere accompagnata da alcuni correttivi ai coefficienti di redditività, come anticipato da Il Sole 24 ore.

Le modifiche da apportare al sistema tributario terranno conto, come detto delle raccomandazioni espresse dalle Commissioni parlamentari nel documento diffuso lo scorso 30 giugno.

In particolare, secondo le valutazioni della Commissione Finanza e tesoro il sistema fiscale italiano dovrebbe conservare un regime agevolato e semplificato per le piccolissime imprese e i lavoratori autonomi:

  • a un livello di fatturato di 65.000 euro all’anno
  • aliquota proporzionale al 15 per cento, tranne per i primi cinque anni ad aliquota al 5 per cento.

L’attuale regime forfettario secondo la commissione presenta criticità in quanto finisce con l’inibire la crescita dimensionale delle piccole imprese, il che contrasta con l’obiettivo fondamentale della riforma, vale a dire la promozione della crescita economica.

Riforma fiscale 2022: le novità in arrivo

Il governo ha dato l’ok alla legge delega sulla riforma fiscale che, partirà in ritardo, ma porterà a sostanziali modiche di Irpef, revisione catasto e Iva.

In base alla bozza del Disegno di legge delega, la riforma fiscale segue i seguenti criteri direttivi generali:

  • stimolo alla crescita economica;
  • razionalizzazione e semplificazione del sistema tributario;
  • preservare la progressività del sistema tributario;
  • ridurre l’evasione e l’elusione fiscale.

Sottolineamo comunque che la legge delega è solo lo scheletro della riforma, mentre il corpo verrà costruito con i successivi decreti delegati, che dovranno essere adottati entro 18 mesi dall’approvazione della legge delega.

Regime Forfettario: come funziona oggi

Al di là di alcune clausole di esclusione che lasciano fuori gli autonomi dalla possibilità di aderire, ad oggi al regime forfettario (comma 54 e ss. della legge 190/2014) possono accedere coloro che:

  • hanno conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65 mila euro (se si esercitano più attività, contraddistinte da codici Ateco differenti, occorre considerare la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate);
  • hanno sostenuto spese per un importo complessivo non superiore a 20 mila euro lordi per lavoro di terzi, compresi dipendenti e collaboratori.

Regime Forfettario 2022: come funzionerà

Come anticipato, non verrà eliminata l’agevolazione fiscale per partite Iva con ricavi fino a 65mila euro, che finora hanno usufruito del Regime Forfettario.

Il governo Draghi manterrà il tetto massimo di 65mila euro di ricavi/compensi, con aliquote per le nuove attività al 15% e al 5%.

Dalla Nota di aggiornamento del Documento di finanza pubblica (la Nadef) si evince anche la possibilità di un nuovo regime biennale di favore per chi supera i 65mila euro ed entra così nella tassazione ordinaria. In pratica un accompagnamento soft al regime ordinario in base alla crescita di fatturato.

Regime Forfettario 2022: parere delle Commissioni

La Commissione ritiene utile l’introduzione di un meccanismo che non ostacoli la crescita di fatturato delle microimprese, dei professionisti, dei lavoratori autonomi, mediante l’introduzione di un regime transitorio che accompagni il contribuente verso la transizione al regime ordinario di tassazione IRPEF.

La Commissione raccomanda:

  • per il caso in cui il contribuente, in un determinato periodo d’imposta, consegua un ammontare di ricavi o compensi superiore all’attuale soglia di 65.000 euro,
  • ma inferiore a un tetto opportunamente individuato,
  • l’introduzione di un regime opzio­nale, con scelta irrevocabile da parte del soggetto passivo d’imposta, per la continuazione del regime forfettario nei due periodi d’imposta successivi, a condizione che in ciascuno di detti periodi d’imposta il contribuente dichiari un volume d’affari incrementato di almeno il 10 per cento rispetto a quello di ciascun anno precedente.

Conseguentemente, le aliquote dell’imposta sostitutiva previste potranno essere aumentate, per il biennio in questione, rispettivamente, dal 15 al 20 e dal 5 al 10 per cento.

In particolare, nella relazione della Commissione risalente al 30 giugno 2021, si evince questa raccomandazione:

  • per il caso in cui il contribuente, in un determinato periodo di imposta, consegua un ammontare di ricavi o compensi superiore all’attuale soglia di 65.000 euro ma inferiore ad un tetto opportunamente individuato, l’introduzione di un regime opzionale – con scelta irrevocabile da parte del soggetto passivo di imposta – per la continuazione del regime forfettario nei due periodi di imposta successivi, a condizione che in ciascuno di detti periodi di imposta il contribuente dichiari un volume d’affari incrementato di almeno il 10% rispetto a quello di ciascun anno precedente.

Conseguentemente, le aliquote dell’imposta sostitutiva previste ai commi 64 e 65 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, potranno essere aumentate, per il biennio in questione, rispettivamente, dal 15 al 20 e dal 5 al 10 per cento.



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