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Isee corrente, nuovo modello DSU: novità e cosa cambia

Daniele Bonaddio

Aggiornato il nuovo modello di DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), utile per richiedere l’ISEE corrente. Il nuovo modello, che entrerà in vigore dal 9 settembre 2023, è stato rilasciato con Decreto Direttoriale n. 314 del 7 settembre 2021, il quale fornisce le istruzioni per la compilazione del modello stesso. Ma quali sono i cambiamenti principali? Ebbene, la richiesta dell’ISEE corrente sarà possibile anche in caso di variazioni patrimoniali del 20% negli ultimi 12 mesi, cioè nell’ultimo anno. L’ISEE ordinario, diversamente, prende in considerazione redditi e patrimoni percepiti nel secondo anno solare precedente alla DSU.

L’ISEE corrente potrà essere presentato dal 1° aprile di ciascun anno anche in caso di variazioni nel patrimonio, e sarà valido fino al 31 dicembre.

Isee corrente 2021: quando serve, agevolazioni, istruzioni

ISEE corrente 2021: cos’è

In via generale, l’ISEE fa riferimento ai redditi dichiarati al Fisco nell’anno precedente (i redditi cioè percepiti nel secondo anno solare precedente la DSU). In alcune situazioni, però, in presenza di eventi avversi, come ad esempio:

  • la perdita del posto di lavoro;
  • l’interruzione di un trattamento previdenziale, assistenziale e indennitario;
  • una rilevante variazione del reddito del nucleo familiare (superiore al 25%);

tali redditi non riflettono la reale situazione economica del nucleo familiare.

Viene pertanto data la possibilità di calcolare un ISEE corrente basato sui redditi degli ultimi 12 mesi. Tale limite può riguardare anche solo gli ultimi due mesi in caso di lavoratore dipendente a tempo indeterminato per cui sia intervenuta la perdita, sospensione o riduzione dell’attività lavorativa ovvero di interruzione dei trattamenti.

ISEE corrente 2021: requisiti di richiesta

Le previgenti regole sulle modalità di determinazione ed i campi di applicazione dell’indicatore della situazione economica equivalente, contenute nel Dpcm n. 159/2013, stabilivano che l’ISEE corrente poteva essere chiesto laddove si verificassero la concomitanza di due eventi:

  • da un lato, un’oscillazione negativa superiore al 25% della situazione reddituale del nucleo familiare;
  • dall’altro, la variazione della situazione lavorativa di almeno uno dei componenti il nucleo familiare, avvenuta nei 18 mesi precedenti la richiesta.

Una situazione, questa, assai stringente per chi subiva una contrazione del reddito.

Successivamente, con il “Decreto Crescita”, i requisiti sono diventati alternativi e si aggiunge un’ulteriore opportunità rispetto a quelle originarie e che migliora la situazione per i richiedenti. Alla luce dell’intervento legislativo, oltre alle fattispecie previste dal Dpcm n. 159/2013, possono richiedere l’indicatore provvisorio quelle famiglie in cui:

  • uno dei componenti perde il lavoro (oppure un trattamento assistenziale, previdenziale o indennitario esente da Irpef);
  • la situazione reddituale del nucleo familiare non dovesse cambiare del 25%, un’eventualità che può ricorrere in numerosi casi.

ISEE corrente 2021: la novità

Ora, grazie al predetto decreto direttoriale, il modello ISEE corrente potrà essere richiesto non solo in caso di variazioni sul fronte lavorativo o reddituali, ma anche in caso di riduzione del patrimonio per più del 20% nel corso di un anno.

In attesa della pubblicazione delle istruzioni INPS, le novità si trovano nel riquadro S2 del nuovo modello di DSU, indispensabile per la richiesta o l’aggiornamento dell’indicatore provvisorio.

Scarica il testo del Decreto Direttoriale n.314 del 07 settembre 2021

ISEE corrente 2021: quando va calcolato

Di seguito, una panoramica dei casi in cui richiedere l’ISEE corrente:

  • lavoratore dipendente a tempo indeterminato in caso di risoluzione del rapporto di lavoro o una sospensione/riduzione dell’attività lavorativa o una riduzione della stessa;
  • il contribuente membro del nucleo familiare trova lavoro dipendente a tempo indeterminato;
  • se si verifica un’interruzione dei trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF;
  • se, durante il periodo di validità di un ISEE corrente, inizia la fruizione di trattamenti previdenziali, assistenziali indennitari non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF;
  • è necessario aggiornare l’ISEE corrente nel caso di componente che abbia iniziato una propria attività come lavoratore autonomo, durante il periodo di validità di un ISEE corrente;
  • in caso di variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo familiare superiore del 25% rispetto alla situazione reddituale individuale dell’ISEE ordinario;
  • in caso di variazione della situazione patrimoniale complessiva del nucleo familiare superiore del 20% rispetto alla situazione patrimoniale individuata dall’ISEE ordinario.

ISEE corrente 2021: durata

Nel caso in cui ricorrano le condizioni per aggiornare sia redditi che patrimoni, l’ISEE corrente avrà comunque validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione, al fine della richiesta di prestazioni sociali agevolate.

In caso di variazioni alla situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti, l’ISEE corrente dovrà essere aggiornato entro due mesi.

Se dopo la presentazione della DSU per l’ISEE corrente dovuto a variazioni patrimoniali dovessero registrarsi modifiche anche alle condizioni reddituali, nel caso di presentazione di una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica a tal fine dovrà essere aggiornata anche la parte patrimoniale.

Le novità previste dal decreto del Ministero del Lavoro prevedono un ulteriore passaggio prima di diventare operative.

Ai fini della presentazione del modello ISEE corrente per l’aggiornamento anche dei dati patrimoniali, l’INPS dovrà predisporre un modulo integrativo della DSU.

Isee 2021: i documenti necessari per richiederlo



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