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Contributi a fondo perduto: dichiarazione dei redditi entro il 30 settembre

Paolo Ballanti
contributi a fondo perduto

I Contributi a fondo perduto (contributo “perequativo”) introdotto dal Decreto “Sostegni-bis” (D.l. 25 maggio 2021 n. 73 convertito in Legge 23 luglio 2021 numero 106) spetteranno a coloro che trasmetteranno entro il 30 settembre prossimo la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020. Il termine, precedentemente previsto per il 10 settembre, è stato prolungato da un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, secondo quanto riportato da un comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate, “in considerazione delle esigenze rappresentate dagli ordini professionali e dalle associazioni di categoria.” I contribuenti che intendono accedere ai contributi a fondo perduto avranno quindi tempo fino alla fine del mese per poter trasmettere la dichiarazione dei redditi.

Il sussidio, riconosciuto in misura non superiore a 150 mila euro, è legato ad un calo degli utili nel periodo 2019 – 2020, a differenza degli altri aiuti previsti sempre dal Decreto numero 73, nello specifico:

  • Il contributo “automatico” ai soggetti già destinatari della misura prevista dal Decreto “Sostegni” (D.l. 22 marzo 2021 numero 41 convertito in Legge 21 maggio 2021 numero 69);
  • Il contributo “alternativo” per chi ha registrato ricavi o compensi nel 2019 non eccedenti i 10 milioni di euro oltre ad una riduzione del fatturato medio mensile non inferiore al 30% nel periodo 1° aprile 2020 – 31 marzo 2021, rispetto al lasso temporale 1° aprile 2019 – 31 marzo 2020.

Il sussidio “perequativo”, introdotto (al pari delle altre misure) con lo scopo di sostenere economicamente le imprese colpite dagli effetti dell’emergenza COVID-19, ha sollevato le critiche del Consiglio nazionale dell’ordine dei commercialisti in merito all’obbligo di inviare entro il 10 settembre prossimo la dichiarazione dei redditi, pena l’esclusione dalla platea dei potenziali beneficiari.

Sul punto si era già espresso il Ministero dell’economia e delle finanze sottolineando, nel corso di un’interrogazione parlamentare alla Camera, che le tempistiche di invio delle dichiarazioni sono figlie dell’esigenza, da parte dell’Agenzia entrate, di verificare celermente il diritto o meno al contributo, in particolare i risultati d’esercizio indicati nelle dichiarazioni dei redditi 2019 e 2020.

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Analizziamo la questione in dettaglio.

Contributi a fondo perduto: a chi spettano

Il contributo statale “perequativo” (disciplinato all’articolo 1 commi dal 16 al 27 del Decreto “Sostegni-bis”) spetta a tutti coloro che:

  • Svolgono attività d’impresa, arte o professione ovvero producono reddito agrario;
  • Sono titolari di partita IVA attiva al 26 maggio 2021;
  • Risiedono o sono stabiliti in Italia;
  • Hanno totalizzato nel 2019 ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro.

Contributi a fondo perduto: calo degli utili

A differenza del contributo “alternativo” (legato ad una riduzione del fatturato) il sussidio “perequativo” è riconosciuto a coloro che hanno registrato un risultato economico relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 in diminuzione rispetto a quello del periodo precedente.

Il calo degli utili dovrà essere pari o superiore ad una determinata percentuale, la quale sarà fissata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.

Contributi a fondo perduto: importi

Il contributo “perequativo”, il cui importo non potrà comunque eccedere i 150 mila euro, sarà calcolato applicando un’apposita percentuale (da definirsi con decreto ministeriale) alla differenza tra il risultato economico dell’esercizio 2020 (al netto dei sussidi COVID-19 a fondo perduto già ricevuti dall’Agenzia entrate) rispetto a quello dell’anno precedente.

Il contribuente potrà scegliere, in maniera irrevocabile ed alternativa, di ricevere il sussidio (in toto) sotto forma di credito d’imposta, da utilizzare in compensazione con modello F24.

Contributi a fondo perduto: istanza all’Agenzia entrate

Per ottenere il contributo “perequativo” sarà necessario inviare domanda telematica all’Agenzia entrate, anche per il tramite di un intermediario delegato al cassetto fiscale ADE, nel termine di trenta giorni dall’avvio della procedura di trasmissione delle istanze.

Le modalità di invio delle domande, il loro contenuto informativo, oltre ai termini di presentazione delle stesse saranno oggetto di apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia entrate.

Sempre con lo stesso provvedimento saranno indicati i campi delle dichiarazioni dei redditi, relative ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 ed al 31 dicembre 2020, da cui ricavare gli importi dei risultati economici d’esercizio.

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Contributi a fondo perduto: Invio Modello Redditi

Il contributo in questione spetterà previa presentazione in via telematica di un’apposita istanza all’Agenzia delle entrate, anticipata dall’obbligatorio invio della dichiarazione dei redditi, relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, entro il 30 settembre 2021.

Ciò permetterà all’ADE, come sottolineato dal Ministero dell’economia nell’interrogazione parlamentare del 9 giugno 2021 numero 5-06182 in Commissione finanze alla Camera, la preventiva disponibilità “dei dati della dichiarazione dei redditi riferiti sia all’anno 2019 che all’anno 2020”, in modo da assicurare in tempi brevi la verifica dei requisiti per la spettanza o meno del sussidio.

Contributi a fondo perduto: la richiesta dei Commercialisti

Con una lettera datata 6 agosto 2021 il Presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei commercialisti Massimo Miani ha sottolineato la necessità di posticipare al 31 ottobre prossimo il termine per presentare la dichiarazione dei redditi, a beneficio di coloro che intendono accedere al contributo a fondo perduto “perequativo”.

La missiva, inviata al Ministro dell’Economia Daniele Franco ed ai Presidenti delle Commissioni Finanze di Camera e Senato, Luigi Marattin e Luciano D’Alfonso, nonché a quello della Commissione Bilancio della Camera Fabio Melilli, sottolinea, si legge nel testo, la “assoluta inadeguatezza del termine del 10 settembre 2021”, a causa della vicinanza delle ferie estive e della complessità delle informazioni da riportare in dichiarazione dei redditi.

Quest’ultima, essendo relativa ai redditi prodotti nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, dovrà fare i conti con le misure agevolative straordinarie introdotte lo scorso anno per far fronte all’emergenza COVID-19.

La maggiore criticità, secondo i Commercialisti, è rappresentata dal fatto che entro il 10 settembre prossimo tutti i soggetti potenzialmente beneficiari del contributo statale saranno tenuti a trasmettere la dichiarazione dei redditi, con il rischio di essere comunque esclusi dalla misura alla luce dei requisiti che saranno stabiliti con il decreto ministeriale di prossima emanazione.

Contributi a fondo perduto: cosa pensa il Ministero dell’Economia

Il tema relativo all’obbligo di invio del Modello Redditi 2021 entro il 10 settembre prossimo è già stato oggetto dell’interrogazione parlamentare del 9 giugno scorso in Commissione Finanze alla Camera.

In quella sede il Ministero dell’Economia ha evidenziato, come emerge dal testo, che la “scelta di vincolare la richiesta del contributo alla presentazione entro un certo termine della dichiarazione dei redditi è ispirata pertanto alla volontà di assicurare la sua erogazione nel minor tempo possibile, tenuto conto della situazione di difficoltà economica in cui si trovano gli operatori destinatari dello stesso”.

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E-book utili:

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