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Stato di emergenza, proroga al 31 dicembre: cosa comporta

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Con l’inizio della pandemia, nel 2020, nel nostro Paese così come in molti altri paesi del mondo è stato disposto lo stato di emergenza. La misura, in vigore dal 31 gennaio dell’anno scorso, è stata prorogata più volte, e con la Delibera del Consiglio dei Ministri del 21 aprile 2021, la fine dello stato di emergenza era stata fissata al 31 luglio 2021.

In relazione al perdurare della pandemia, se pur con un netto miglioramento della situazione, è stata decisa un’ulteriore proroga fino al 31 dicembre 2021.

Sono infatti diverse ancora le questioni da risolvere, come la necessità di far proseguire la campagna vaccinale a un ritmo sostenuto, mentre preoccupano le varianti, soprattutto la Delta.

Cosa comporta la proroga dello stato di emergenza? Lo vediamo nei prossimi paragrafi.

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Stato di emergenza: cos’è

Come già anticipato, lo stato di emergenza è stato disposto il 31 gennaio 2020 in seguito alla dichiarazione di emergenza da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità sull’epidemia di Sars-Cov-2 originatasi inizialmente in Cina.

Lo stato di emergenza nel nostro Paese è regolato dalla legge 24 febbraio 1992, n. 225. All’articolo 5 si legge che lo stato di emergenza può essere deliberato dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio, al verificarsi di “calamità naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità ed estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari“.

Il Presidente del Consiglio durante lo stato di emergenza può emanare ordinanze in deroga ad ogni disposizione vigente, finalizzate ad evitare situazioni di pericolo o maggiori danni a persone o a cose. Grazie allo stato di emergenza è stato possibile quindi emanare tutti quei provvedimenti che hanno limitato la libertà personale durante il periodo della pandemia, per il contenimento dei contagi. Lo stato di emergenza ha permesso inoltre l’istituzione del Comitato Tecnico Scientifico e della struttura commissariale in questo momento nelle mani del Generale Figliuolo.

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Stato di emergenza: cosa comporta la proroga

La proroga allo stato di emergenza permette non solo il permanere delle strutture straordinarie istituite per il contrasto alla pandemia (CTS e Commissario straordinario) ma anche la possibilità di continuare a emanare ordinanze e provvedimenti con ulteriori restrizioni, come ad esempio i vari DPCM che hanno regolato le nostre vite in questi mesi, nel caso in cui dovesse manifestarsi un nuovo aumento dei contagi.

Pensiamo al Dpcm dell’8 marzo 2020 che istituiva le prime zone rosse, con tutti i divieti annessi, o al Decreto “Io resto a casa” emanato pochissimo tempo dopo, che ha imposto il lockdown generalizzato su tutto il territorio italiano.

Sono state emanate misure straordinarie per l’emergenza, come i congedi parentali speciali Covid, le indennità straordinarie come la prima indennità da 600 euro per gli autonomi, proseguendo con l’ultima misura in favore dei lavoratori stagionali prevista dal Decreto Sostegni Bis, e con i nuovi aiuti previsti dalla legge di conversione del Decreto.

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Un’altra misura che si è resa possibile con lo stato di emergenza è la possibilità di ricorrere allo smart working semplificato, ovvero senza l’obbligo di accordo individuale tra azienda e dipendente. Il Decreto Riaperture del 22 aprile ha prorogato al 31 luglio lo smart working semplificato. In fase di conversione in legge del Decreto Riaperture, la proroga è ulteriormente stata spostata al 31 dicembre 2021.

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Stato di emergenza: fino a quando

La delibera del Consiglio dei Ministri del 21 aprile 2021 ha prorogato al 31 luglio 2021 la durata dello stato di emergenza. La nuova proroga introdotta dal nuovo Decreto Covid ha spostato il termine al 31 dicembre 2021, fino a fine anno.

Questo per permettere di proseguire gli sforzi per raggiungere l’immunità di gregge, ovvero l’80% dei cittadini italiani vaccinati, previsto per settembre, rinforzando la campagna vaccinale e rimodulando l’approvvigionamento di dosi. Inoltre, con l’ipotesi di una terza dose sempre più consistente, la campagna vaccinale non terminerà presto.

Preoccupa anche la questione varianti. Potrebbero rendersi necessarie delle restrizioni in entrata per quei Paesi in cui l’incidenza di varianti è molto alta, a preoccupare è anche la contagiosità dei nuovi ceppi.

Per questo motivo il nuovo Decreto Covid, oltre a prorogare lo stato di emergenza, ha disposto nuove misure per il contenimento dei contagi, cambiando i criteri per il passaggio tra le diverse zone bianca, gialla, arancione e rossa, ed estendendo l’uso del green pass a diverse attività sociali ed economiche.

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