Home Lavoro Attività commerciali e negozi: tutte le agevolazioni erogate entro il 2021

Attività commerciali e negozi: tutte le agevolazioni erogate entro il 2021

Daniele Bonaddio
attivita-commerciali-e-negozi-aiuti

Come noto, per venire incontro alle imprese che hanno attraversato un lungo periodo di crisi economica, il Governo ha introdotto, mese dopo mese, una serie di agevolazioni e bonus. Il Coronavirus, infatti, ha messo in ginocchio moltissime attività commerciali e negozi, alcuni dei quali sono state costrette ad abbassare definitivamente la serranda. Per evitare che la situazione, di per sé già grave, peggiori, i Governi che si sono succeduti durante la pandemia sanitaria hanno cercato di dare un sospiro di sollievo all’economia italiana.

Molte le agevolazioni in questo senso: dalla “Decontribuzione Sud” e agevolazioni assunzioni apprendistato per abbattere il costo del lavoro, al Contributo a fondo perduto fino a 1000 euro per le start-up, ma anche bonus affitto negozi, ecc.

Vediamo quindi in dettaglio tutte le agevolazioni erogate entro il 2021 per tipologia e calo di fatturato in favore delle attività commerciali e negozi. È disponibile inoltre la  Guida all’esposizione nelle dichiarazioni dei redditi 2021 dei contributi a fondo perduto e dei crediti d’imposta.

Decreto Sostegni bis, votata la fiducia alla Camera: i nuovi aiuti in arrivo

Attività commerciali e negozi: bonus affitto

Tra i numerosi bonus erogati dal Governo, particolarmente interessante è il bonus affitto negozi. Trattasi di un credito di imposta in rapporto ai canoni di locazione degli immobili adibiti ad uso non abitativo, ossia mirati al compimento dell’attività:

  • industriale;
  • artigianale;
  • commerciali;
  • affitto d’azienda a favore delle imprese del settore turistico, tour operator e agenzie viaggi.

In base alle regole vigenti, l’agevolazione in oggetto può essere corrispondente al 60, 50 o 30% del canone di locazione, in considerazione della tipologia di attività svolta.

Detto bonus deve essere sfruttato dall’avente diritto, secondo una delle due seguenti modalità:

  • in compensazione nel modello F24 con le imposte da versare al Fisco;
  • altrimenti, è ammessa la cessione del credito d’imposta al locatore, in cambio dello sconto di identico ammontare, applicato sul canone mensile.

Il bonus è stato prorogato fino al 31 luglio 2021 dal “Decreto Sostegni-bis”.

Attività commerciali e negozi: contributi a fondo perduto

Fondo perduto Start-up

È stato introdotto anche un nuovo contributo a fondo perduto per le start-up. Si tratta di un aiuto economico fino a 1000 euro di importo.

Il contributo a fondo perduto fino a 1000 euro spetta, in dettaglio, ai titolari di start-up in possesso dei seguenti requisiti:

  • attivazione della partita IVA tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018;
  • inizio dell’attività d’impresa nel corso del 2019, n base alle risultanze del registro delle imprese tenuto presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura;
  • fatturato non superiore a 10 milioni di euro per il 2019;
  • essere residenti o stabiliti in Italia.

Contributo a fondo perduto “Decreto Sostegni-bis

Il D.L. n. 73/2021 introduce nuove agevolazioni per imprese e professionisti. Si tratta di un pacchetto di benefici che comprende diversi contributi a fondo perduto. Nello specifico, la nuova misura si articola su 3 componenti:

  • il rinnovo del bonus partite IVA e professionisti a favore di coloro che hanno subito un calo del fatturato almeno del 30% tra il 2019 e il 2020;
  • un contributo basato sul calo medio mensile del fatturato nel periodo compreso tra il primo aprile 2020 e il 31 marzo 2021;
  • un contributo concesso con finalità perequativa, basato sul peggioramento del risultato economico d’esercizio e che tiene conto dei ristori e sostegni già percepiti nel 2020 e nel 2021.

Possono chiedere il nuovo contributo a fondo perduto decreto sostegni bis soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività d’impresa, arte o professione, enti non commerciali e del terzo settore, senza limitazione del settore o vincolo di classificazione dell’attività commerciale.

L’aiuto spetta ai soggetti titolari di reddito agrario di cui all’articolo 32 del TUIR approvato con Dpr. n. 917/1986, e ai soggetti con ricavi fino a 10 milioni di euro nel secondo periodo d’imposta antecedente a quello di entrata in vigore del decreto sostegni bis, in possesso dei seguenti requisiti:

  • partita IVA attiva alla data del 26 maggio 2021;
  • essere residenti o stabiliti in Italia;
  • per i titolari di reddito agrario, rientrare tra i soggetti;
  • ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi per il periodo dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020.

L’agevolazione ha un importo massimo di 150.000 euro.

Fondo perduto alternativo, domande dal 5 luglio: modulo e istruzioni

Attività commerciali e negozi: bonus POS e crediti d’imposta

Aumentato il bonus POS e dei crediti d’imposta riconosciuti agli esercenti di attività di impresa per i pagamenti elettronici.

L’agevolazione è fruibile, per attività commerciali e negozi, per i pagamenti effettuati con bancomat, carta di credito, carte prepagate e altri strumenti di pagamento tracciabili, nel periodo compreso tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022.

In pratica è stato incremento dal 30% fino al 100% il credito d’imposta riconosciuto agli esercenti di attività di impresa per le commissioni addebitate per i pagamenti elettronici.

Tali crediti di imposta sono rivolti a coloro che noleggiano, acquistano o utilizzano strumenti che consentono il pagamento elettronico. Il credito di imposta è parametrato sul costo dell’acquisto o noleggio degli strumenti, nonché sulle spese di convenzionamento sostenute per collegare tecnicamente tali apparecchi.

Il primo credito d’imposta previsto dal Decreto Lavoro riguarda gli apparecchi per il pagamento elettronico connessi ai registratori di cassa. Il tetto massimo per tale credito d’imposta è pari a 160 euro per ogni soggetto.

Vi è anche un secondo credito d’imposta che ha un tetto massimo pari a 320 euro per soggetto. Tale credito è invece destinato a chi acquista, noleggia o utilizza strumenti di pagamento elettronico evoluti che consentono anche la trasmissione telematica e la memorizzazione elettronica.

Il credito d’imposta per i POS connessi ai registratori di cassa, con tetto massimo 160 euro per soggetto, viene concesso con le seguenti percentuali di applicazione:

  • 70% per i soggetti i cui compensi e ricavi, nel periodo indicato, non superino i 200.000 euro;
  • 40% per i soggetti i cui ricavi e compensi, nel periodo indicato, siano compresi tra 200.000 euro e 1 milione di euro;
  • 10% per i soggetti i cui ricavi e compensi, nel periodo indicato, siano compresi tra 1 milione e 5 milioni di euro.

Bonus acquisto Pos 2021: cos’è, a chi spetta, importi, domanda

Attività commerciali e negozi: agevolazioni assunzioni

I datori di lavoro delle piccole imprese fino a 9 dipendenti che scelgono il contratto di apprendistato per le assunzioni di giovani possono richiedere delle agevolazioni. Si tratta, nello specifico, di sgravi del 100% sul pagamento dei contributi per i primi 3 anni di contratto. La decontribuzione totale è applicata per le assunzioni effettuate nel 2020 e nel 2021.

Per gli anni successivi al terzo, è confermata l’aliquota contributiva del 10%. L’aliquota contributiva a carico dell’apprendista rimane, invece, pari al 5,84% della retribuzione imponibile, per tutta la durata del periodo di formazione.

I datori di lavoro che operano nel Mezzogiorno e in regioni svantaggiate possono beneficiare della cosiddetta “Decontribuzione Sud”.

Si tratta di uno sgravio contributivo per le aziende del Sud Italia finalizzato a sostenere l’occupazione.

La Legge di Bilancio 2021 (L. n. 178/2020) ha esteso l’esonero contributivo fino al 31 dicembre 2029. In base alla nuova normativa introdotta, la proroga prevede una diminuzione nel tempo del beneficio, che resta invariato fino al 2025 e passa poi dal 30% al 20% e 10% tra il 2026 e il 2029.

La riduzione dal versamento contributivo previsto dalla decontribuzione fiscale Sud ha come destinatari i datori di lavoro del settore privato che abbiano sede legale e/o unità operativa/e situata in aree svantaggiate del Centro – Sud Italia, ossia nelle seguenti Regioni:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Sono esclusi il settore agricolo e i datori di lavoro che stipulano contratti di lavoro domestico.

Decontribuzione Sud 2021: tutte le istruzioni Inps

Libri consigliati:

Aiuti Covid-19 nei Modelli Redditi 2021

Aiuti Covid-19 nei Modelli Redditi 2021

Simone Dimitri, Clara Pollet, 2021, Maggioli Editore

Il volume rappresenta una guida operativa su come esporre i contributi a fondo perduto e i crediti d’imposta maturati nel 2020 per far fronte al Covid-19, nelle dichiarazioni dei redditi 2021 (Modelli Redditi PF, SP e SC 2021) ricordando, in sintesi, le logiche di...





© RIPRODUZIONE RISERVATA


CONDIVIDI

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome