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Addio Pin Inps dal 1° settembre: cosa cambia e come si accede ai servizi online

Dal 1° settembre non si accede più con Pin e il 30 settembre il vecchio sistema sarà dismesso definitivamente

Chiara Arroi
pin inps addio

La rivoluzione nel mondo delle prestazioni sociali online è già iniziata da ottobre 2020, mese da cui abbiamo iniziato a dire addio al Pin Inps per passare in modo definitivo allo Spid (il sistema pubblico di identità digitale). È stato lo stesso Istituto a comunicarlo con la circolare 87 del 17 luglio 2020. Siamo però attualmente in una fase di transizione graduale, perchè l’Inps non rilascia più il codice pin dal 1° ottobre dello scorso anno, ma chi ne è già in possesso da tempo può ancora continuare ad utilizzarlo. Fino a quando però?

Il dubbio è stato chiarito oggi 2 luglio dall’Ente previdenziale, che ha pubblicato sul sito un la circolare n.95 con cui mette nero su bianco che dal 1° settembre 2021 non sarà più possibile accedere ai servizi online del portale Inps con il codice Pin. E dal 30 settembre il sistema Pin sarà dismesso definitavamente. In questa data saluteremo per sempre la vecchia modalità di accesso web. Meglio dunque affrettarsi a dotarsi di SPID, o comunque di credenziali CNS e CIE.

Inglesizzando il tutto si parla in gergo di switch-off (passaggio dal Pin allo Spid). E l’Inps aveva annunciato questo grande salto già nel luglio 2020 anche sui suoi canali social, per rendere noto a tutti i cittadini e le cittadine il cambiamento, che non sarebbe stato repentino, ma che il cambiamento avrebbe seguito una fase di transizione.

Il tweet Inps

Vediamo in breve cos’è il Pin Inps, cosa cambierà con la sua rimozione dai sistemi di autenticazione per accedere ai servizi online, e di cosa si tratta quando parliamo di Spid. Ecco tutte le istruzioni utili.

>> Scarica la circolare Inps numero 87 del 17 luglio 2020

Cos’è il Pin Inps 

L’Inps utilizza un proprio sistema di accreditamento delle credenziali di accesso ai servizi on line, costituito da un codice identificativo personale PIN che consente a cittadini, imprese e intermediari di usufruire direttamente dei servizi loro dedicati.

Il Pin (Personal Identification Number) è proprio questo codice identificativo personale, che consente l’accesso ai servizi online dell’Istituto. Grazie a questo sistema di riconoscimento, ogni utente può usufruire dei servizi a lui dedicati.

Il Pin poteva essere richiesto da qualsiasi utente che voglia usufruire dei servizi online offerti da INPS. il Pin può essere:

  • ordinario, per consultare i dati della propria posizione contributiva o della propria pensione;
  • dispositivo, per richiedere le prestazioni e i benefici economici ai quali si ha diritto.

O meglio, poteva essere ordinario o dispositivo, perchè dal 1° settembre 2021 andrà definitivamente in pensione. 

>> Pin Inps semplificato: come chiederlo per domanda bonus

Addio Pin Inps: da quando verrà rimosso

Il cambiamento è iniziato già il 1° ottobre 2020 seguendo una fase transitoria, che porterà al graduale switch-off definitivo, in favore dello Spid, a partire dal 1° settembre di quest’anno.

Addio Pin Inps: cosa cambia dal 1° ottobre

Cosa è successo in pratica dal 1° ottobre 2020? Come faranno i cittadini e le cittadine ad accedere alle prestazioni e servizi online messi a disposizione dall’Istituto? Come si accederà per visualizzare gli importi delle pensioni, degli assegni, dei contributi?

Dall’autunno 2020 è iniziata una fase di transizione per “istruire” gli utenti al graduale utilizzo esclusivo dell’Identità Spid (il sistema di identità pubblica digitale).

Come spiegato dallo stesso Istituto di previdenza nella vecchia circolare numero 87:

L’Istituto intende quindi procedere allo switch-off dal PIN allo SPID in considerazione degli evidenti vantaggi a favore sia delle politiche nazionali di digitalizzazione sia del diritto dei cittadini alla semplificazione del rapporto con la pubblica Amministrazione.

Inoltre, SPID consente agli utenti di interagire non solo con l’Istituto, ma con l’intero sistema pubblico e con i soggetti privati aderenti, costituendo di fatto un sistema aperto agli sviluppi europei.

Il sistema SPID è inoltre dotato di livelli di autenticazione grazie ai quali l’Istituto potrà cogliere nuove opportunità per abilitare servizi inediti che richiedano una maggiore affidabilità nella fase di riconoscimento dell’utente (firme digitali, pagamenti, ecc.).

>> Identità Spid: come chiederla per il Reddito di cittadinanza 

Dal Pin Inps allo Spid: come avviene il passaggio 

Lo switch-off graduale dal PIN allo SPID è quindi partito dal 1° ottobre 2020. Innanzitutto da questa data non vengono più rilasciati PIN Inps come credenziali per accedere ai servizi online dell’Istituto.

Dal 1° ottobre quindi è avvenuto questo:

  • non sono più rilasciati nuovi PIN agli utenti, salvo quelli richiesti da utenti che non possono avere accesso alle credenziali SPID e per i soli servizi loro dedicati;
  • i Pin già in possesso degli utenti conserveranno la loro validità e potranno essere rinnovati alla naturale scadenza fino alla conclusione della fase transitoria: ora sappiamo che la fine di questa fase è fissata al 30 settembre 2021, ma gli utenti comunque non potranno più accedere con Pin già dal 1° settembre 2021. 

>> Scarica qui la circolare Inps 

Addio definitivo al Pin Inps dal 30 settembre 2021

Questa la data di cessazione definitiva del Pin comunicata dall’Inps con Circolare n° 95 del 2 luglio 2021.

Nel provvedimento Inps spiega che: ” Ai fini dell’attuazione dell’articolo 64, comma 3-bis, del decreto legislativo n. 82/2005, i PIN già rilasciati dall’Istituto alla data del 1° ottobre 2020, rimasti in vigore nel periodo transitorio, devono essere dismessi entro il 30 settembre 2021. 

E, per assicurare una più graduale transizione dal PIN verso l’utilizzo di credenziali SPID, CIE e CNS, l’accesso tramite PIN ai servizi online con profili diversi da quello di cittadino non sarà più consentito a partire dal 1° settembre 2021.

Pertanto, al fine di non interrompere gli adempimenti connessi alla propria attività lavorativa, l’Inps invita gli utenti che operano in qualità di intermediario, azienda, associazione di categoria, pubblica Amministrazione, professionista esercente l’attività di medico o di avvocato, ecc., a dotarsi di una credenziale SPID di livello non inferiore a 2 o della CIE (con relativo PIN) o di una CNS entro il mese di agosto 2021.

L’Istituto inoltre si riserva la possibilità di inibire progressivamente l’accesso attraverso il proprio PIN agli utenti che risultano già dotati di una delle credenziali sopra citate (SPID, CIE e CNS).

Resta il Pin dispositivo per minorenni ed extracomunitari 

Tuttavia, il PIN dispositivo sarà mantenuto per gli utenti che non possono avere accesso alle credenziali SPID, come ad esempio i minori di diciotto anni o i soggetti extracomunitari, e per i soli servizi loro dedicati.

Cos’è lo Spid

Lo Spid è un sistema pubblico di identità digitale, che garantisce l’accesso a tutta una serie di servizi offerti dalla Pubblica amministrazione, perché si basa su un riconoscimento dell’identità della persona che lo ottiene.

Se si è residenti in Italia, per ottenerlo occorrono:

  • un indirizzo e-mail
  • il numero di telefono del cellulare normalmente usato
  • un documento di identità valido (uno tra: carta di identità, passaporto, patente, permesso di soggiorno)
  • la tessera sanitaria con il codice fiscale
  • Per richiedere il codice Spid, ogni cittadino può scegliere liberamente uno degli 8 identity provider che consentono di registrarsi sul proprio sito. Basta inserire i propri dati anagrafici, creare le proprie credenziali Spid.

Per conoscere e avviare la procedura di rilascio si può andare sul sito istituzionale www.spid.gov.it/richiedi-spid e vedere qual è la modalità di richiesta da uno dei fornitori che si dovrà scegliere (Aruba, Infocert, IntesaId, Lepida, Namirial, Tim, Poste, Sielte, SpidItalia).

Possiamo ottenere spid in quattro modi principali:

  • di persona,
  • via internet tramite webcam,
  • via internet tramite Cns/nuova Cie (Carta di identità elettronica 3.0),
  • via internet tramite firma digitale

>> Spid digitale 2021: tutti i gestori che lo rilasciano e i servizi online 



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17 COMMENTI

  1. Trovo tutto questo una prova di insensibilità morale nei confronti di tanti anziani che sono disorientati per svariati motivi nell’affrontare questo cambiamento.Ripensateci per favore!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. questa è la solita schifosa carognata immorale, pensata per complicare la vita ai soggetti più deboli e lucrare su prestazioni che così non potranno più essere richieste con facilità.
    altro che semplificazione.
    indegni.

  3. CORTESEMENTE, vedete se è possibile rimanere invariato il PIN per le persone ULTRA OTTANTENNI, COME FARANNO CON QUESTO “SPID”, PERCHE’ POI COME FIGLIO FACCIO TUTTO IO. CORDIALI SALUTI

  4. Ma gli anziani come faranno? Io faccio tutto per mia mamma e mia zia col Pin dispositivo. Adesso come farò a richiedere lo SPID per tutte e due? Devo trascinarmele alla Posta? Quasi non camminano!

  5. altro che semplificare – è una complicazione per anziani e per chi no ha dimestichezza con mail o cellulare – come si comporta una persona che non ha possibilità? Le persone anziane, e ce ne sono molte, che non hanno cellulare non potranno più fare il 730 per esempio e quindi dovranno recarsi presso un CAF o un commercialista, pagando e facendo guadagnare persone o Enti, che non ne hanno bisogno e dei quali tanti stanno pure bene………….. Questo è quello che interessa a chi ha studiato tutto questo e ci sta altro – è una vergogna ed un approfittarsi di persone deboli – forse è il caso di rivedere il tutto e fare in modo che sia una scelta – chi può fa tramite SPID ma altri ancora con il vecchio sistema senza dover usare cellulare ed il meno possibile i pc – tra l’altro non è che la procedura per richiederlo sia un passaggio e basta.

  6. E’ l’ennesimo esempio delle semplificazioni sulle quali i nostri politici e amministratori hanno detto e scritto fiumi di parole. Cosa ci voleva a tenere attivi i due sistemi, PIN e SPID, visto che il PIN viene comunque mantenuto in vigore per alcune categorie di persone come per esempio le persone che non hanno documento di identità italiana, minori di 18 anni ecc.

  7. Invece di migliorare si cerca sempre di complicare il tutto. Penso alle persone che non hanno il cellulare, alle persone anziane che hanno imparato a memoria come utilizzare il PIN. Ma a voi cosa interessa l’importante è complicare la vita a gli atri, poi chi se ne frega di chi non riesce, di chi non può comprarsi un cellulare.

  8. Come può fare una persona anziana che attualmente si avvale dei figli per le pratiche Inps effettuare il cambiamento?
    Con lo spid i figli riescono ad avere accesso al profilo Inps per il pagamento dei contributi della badante?

  9. Non se ne sentiva proprio il bisogno di questa ulteriore complicazione per accedere al sito dell Inps.
    Tra l altro la procedura per attivare lo ” SPID” è complicata e farraginosa e non si conclude dopo essere stati un’ ora sul sito a dare informazioni e a ricevere codici di conferma: alla fine occorre andare di persona in un un’ufficio postale, fare qualche ora di fila , e sperare che sia finita.
    Un’ odissea burocratica altro che semplificazione…

  10. Vergogna, imponete i cambiamenti a tantissima gente e vi fate pure pagare profumatamente. Viva la falsa democrazia, non so come faranno “i poveri anziani pensionati” a cui rendete la vita sempre più difficile e complicata non solo burocraticamente ma anche finanziariamente. Lasciare le cose come stavano o a discrezione sarebbe stata la scelta più oculata e democratica.

  11. si certo anche io avevo pensato che gli anziani si troveranno in difficolta INOLTRE HANNO CELLULARI DI VECCHIA GENERAZIONE PER CUI COMPLICA LA COSA.

  12. Bello schifo, perchè complicate sempre la vita della gente con queste cagate?? quante migliaia di anziani non potranno più accedere ai servizi Inps solamente perchè voi volete imporre lo Spid?? oltretutto anche a pagamento!!!

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