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Dote ai 18enni: cos’è, come funziona la proposta di tassa patrimoniale

Cosa propone Letta per l'aumento della tassa di successione

Chiara Arroi
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Con l’ultimo tweet del 5 giugno il segretario del Pd Enrico Letta continua a diffondere il verbo sulla sua proposta di dote ai 18enni finanziata con la tassa patrimoniale, o meglio, l’imposta di successione sui patrimoni dell’1 per cento di cittadini più ricchi.

L’economista Thomas #Piketty che a @OttoemezzoTW sostiene a spada tratta la proposta di #dote18 finanziata con tassa di successione per i patrimoni milionari. Bene. Avanti”. Questo il tweet di Letta, che commenta il sostegno di tutte le personalità pubbliche pronte all’endorsement del suo progetto di costruire una dote per i diciottenni.

Proposta resa pubblica a metà maggio e subito frenata dallo stesso premier Draghi, che ha commentato secco: “Non ne abbiamo mai parlato, non l’abbiamo mai guardata ma non è il momento di prendere i soldi ai cittadini, ma di darli. L’economia è ancora in recessione”.

Nonostante ciò il silenzio non è mai calato definitivamente sulla questione. Continuano ad avvicendarsi politici, giornalisti e commentatori pro e contro la tassa di successione.

Dote ai 18enni: cos’è 

E’ lo stesso Letta a spiegare in cosa consiste il progetto Dote18

Ho lanciato la proposta di dote18 per i diciottenni – ha scritto il segretario Pd sui social – per la generazione più in crisi è un aiuto concreto per gli studi, per il lavoro, la casa. Per essere seri va finanziata non a debito (lo ripagherebbero loro) ma chiedendo all’1% più ricco del Paese di pagarla con la tassa di successione. Proponiamo che l’1% degli italiani che eredita patrimoni sopra i 5 milioni di euro finanzi il diritto al futuro di 280.000 ragazze e ragazzi ogni anno. E’ una proposta del Partito Democratico per l’equità e per la giustizia sociale”.

Per approfondire l’argomento >> Il Trust

Dote ai 18enni: come funziona la proposta 

Si tratta di una redistribuzione di risorse a favore della ‘generazione Covid’, mettendo a disposizione una dote di 10 mila euro alla metà dei 18enni italiani.

Questa dote verrebbe finanziata con un aumento della tassa di successione che toccherebbe le eredità milionarie. Una proposta del Pd, anticipata appunto dal suo segretario di partito Letta.

La dote sarebbe riservata a quella che Letta stesso definisce generazione Covid: i ragazzi e le ragazze di età compresa tra i 13 e i 18 anni. E verrebbe distribuita in abse all’Isee del nucleo familiare.

Un piccolo gruzzoletto da non spendere però in beni superflui, ma in spese specifiche:

  • formazione e istruzione;
  • lavoro e piccola imprenditoria;
  • casa e alloggio.

Non si tratta di prestiti finanziari, ma di una dotazione economica per i giovani di cui poter disporre da coprire con le tasse di successione dell’1% degli italiani che ricevono eredità e donazioni superiori al valore di 5 milioni di euro.

>> Leggi lo speciale Tassa patrimoniale su Diritto.it

La Tassa di successione per finanziare Dote ai 18enni

I fondi per coprire questa misura verrebbero reperiti toccando appunto i patrimoni più sostanziosi del Paese. Sarebbe quindi previsto l’aumento della tassa di successione sui patrimoni dell’1% del paese più ricco.

Prevista una revisione in senso progressivo delle aliquote su successioni e donazioni superiori a 5 milioni, l’1% degli italiani.

L’aliquota di tassazione per eredità o donazioni superiori a 5 milioni di euro tra genitori e figli, in Italia, è attualmente tra le più basse d’Europa, il 4%. In Germania è al 30%, in Spagna al 34%, in Gran Bretagna il 40%, in Francia il 45%.

Si tratta di aumentare questa imposta introducendo aliquote progressive.

Dote ai 18enni: chi sostiene la proposta

Nonostante sembra sia stata cassata, in primis dal premier Draghi, il segretario sembra non volersi arrendere. Sul suo profilo twitter continua a sostenere la sua proposta con tweet suoi e dei suoi sostenitori:

Libri utili:

Il Trust

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