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Smart working Pa, stop soglia 50%: cosa cambia ora negli uffici pubblici

Paolo Ballanti
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L’articolo 1 del Decreto-legge 30 aprile 2021 numero 56 (cosiddetto Decreto “Proroghe”) prevede, sino alla definizione della disciplina del lavoro agile da parte dei contratti collettivi, comunque non oltre il 31 dicembre 2021, il ricorso allo smart working per le PA in modalità semplificata.

La novità (in vigore dal 30 aprile 2021) arriva a seguito di modifica dell’articolo 263 del Decreto “Rilancio” (Decreto legge numero 34/2020), con cui si era previsto l’utilizzo del lavoro agile nella Pubblica amministrazione, in misura non inferiore al 50 per cento del personale impiegato nelle attività che potevano essere svolte da remoto.

La scomparsa della soglia minima di lavoro agile è stata commentata dal Ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta, si legge nella nota diffusa sul portale del ministero, come da un lato un segnale di flessibilità “coerente con la fase di riavvio delle attività produttive e commerciali che stiamo vivendo e dall’altro lato la piena autonomia organizzativa degli uffici”.

Analizziamo in dettaglio cosa cambia per i dipendenti pubblici e come si potrà continuare ad accedere allo smart working.

Ok al Dl proroghe: salta obbligo smart working Pa al 50%, proroga documenti di identità

Smart working Pa: modalità semplificata

Come espressamente previsto dal Decreto numero 56, sino alla definizione del lavoro agile da parte dei singoli contratti collettivi, comunque non oltre il 31 dicembre 2021, l’attivazione dello smart working nella PA avverrà in forma semplificata.

Di conseguenza, prosegue il ricorso allo smart working senza l’obbligo di stipulare un apposito accordo individuale tra amministrazione e lavoratore.

Peraltro gli obblighi informativi in materia di tutela della salute e della sicurezza nel lavoro agile, nei confronti dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS), sono assolti in via telematica, eventualmente ricorrendo alla documentazione disponibile sul portale inail.it.

Smart working Pa: personale dei comparti difesa sicurezza e soccorso pubblico

Con esclusivo riferimento al personale dei comparti difesa, sicurezza e soccorso pubblico, le disposizioni in tema di ricorso allo smart working in modalità semplificata, modificate dal Decreto “Proroghe”, si applicano sino al termine dello stato di emergenza COVID-19, attualmente previsto al 31 luglio 2021.

Smart working Pa: conciliazione vita – lavoro

Il Decreto numero 56 introduce importanti novità anche in materia di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Dal 2022 si conferma infatti l’obbligo per le amministrazioni pubbliche di adottare i “Pola” (Piani organizzativi del lavoro agile), entro il 31 gennaio di ciascun anno, riducendo tuttavia dal 60 al 15% la quota minima di personale che potrà avvalersi dello smart working, limitatamente alle attività compatibili con il lavoro a distanza.

Si ricorda che il Pola, introdotto dal Decreto “Rilancio”, ha lo scopo di individuare le modalità attuative del lavoro agile:

  • Garantendo ai lavoratori di non subire penalizzazioni nel riconoscimento di professionalità e progressione di carriera;
  • Definendo misure organizzative, requisiti tecnologici e percorsi formativi del personale;
  • Individuando strumenti di rilevazione e di verifica dei risultati conseguiti, anche in un’ottica di miglioramento dell’efficacia dell’azione amministrativa.

Smart working Pa: rischio disservizi per i cittadini?

La proroga del ricorso allo smart working semplificato, sia pure con il tramonto della percentuale minima del 50%, che effetti avrà sui servizi ai cittadini? Gli uffici pubblici funzioneranno a regime?

A questa domanda si può rispondere citando le parole del Ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta, riportate sul sito istituzionale funzionepubblica.gov.it: “Fino a dicembre le amministrazioni potranno ricorrere allo smart working a condizione che assicurino la regolarità, la continuità e l’efficienza dei servizi rivolti a cittadini e imprese”.

Si segnala altresì che lo stesso Decreto numero 56 prevede il ricorso al lavoro agile in modalità semplificata, a patto che, si legge nel testo, l’erogazione “dei servizi rivolti a cittadini ed imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza, nonché nel rigoroso rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente”.

Smart working Pa: linee guida

Sempre in tema di smart working nella PA, ricordiamo che sul già citato portale funzionepubblica.gov.it è presente la “Guida pratica al lavoro agile nella PA”, con cui si forniscono indicazioni su:

  • Condizioni tecnologiche di base per lavorare da casa;
  • Raggiungibilità delle applicazioni di lavoro da remoto, tramite cloud o VPN;
  • Privacy;
  • Security.

Scarica la guida

Smart working Pa: tecnologia

La Guida evidenzia che il dipendente dotato di pc può utilizzarlo per scopi professionali. In alternativa, si ha la possibilità di sfruttare il portatile dell’ufficio presso la propria abitazione.

In tema di connessione internet si precisa che la maggior parte dei cittadini (e di conseguenza dei dipendenti della PA) è dotato di abbonamenti internet “flat”, il cui costo non dipende dal consumo della rete. Al contrario, è possibile sfruttare lo smartphone come hotspot.

Smart working Pa: utilizzo delle applicazioni da remoto

All’interno del documento di indirizzo si sottolinea l’importanza degli strumenti di condivisione dei file e del calendario, oltre alle applicazioni di videoconferenza o call conference.

Da non dimenticare l’utilizzo degli smartphone con conversazioni in viva voce, aggiungendo più interlocutori alla medesima conversazione.

Smart working Pa: Privacy

In materia di privacy si elencano una serie di comportamenti da osservare:

  • Distruggere i documenti stampati a casa;
  • Non salvare documenti lavorativi sul pc personale, se non temporaneamente, salvo poi cancellarli nel breve periodo;
  • Porre la massima attenzione se si inviano foto in cui è visibile il monitor.

Smart working Pa: Security

Come avviene in tema di privacy, a livello di security la Guida pratica elenca una serie di buone pratiche:

  • Avere un personal computer con sistema operativo aggiornato;
  • Verificare che l’antivirus sia aggiornato;
  • Creare un account specifico per gli scopi lavorativi, nel caso in cui il pc sia utilizzato da familiari o conviventi;
  • Bloccare il pc se ci si allontana dalla postazione;
  • Non incollare password sul pc personale.

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1 COMMENTO

  1. basta smart working! non è possibile che ci sono persone dimenticate a casa da marzo 2020 che lavorano in condizioni ormai insostenibili per la propria famiglia

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