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Ministro Bianchi, linee guida per le assunzioni e la riorganizzazione della scuola

Elena Bucci

Nella giornata di ieri, 4 maggio, il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha esposto davanti alle Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato, presso la Sala del Mappamondo, le linee programmatiche per riformare il mondo della scuola. Il Ministro ha infatti sostenuto che: “Il ministero così come è oggi, non è più in grado di organizzare la specificità e la complessità dei compiti. Stiamo ampliando l’età dell’educazione dai 0 anni fino alla formazione continua: serve un dipartimento che si occupi di formazione tecnica superiore […] Mentre un tempo potevamo immaginare che la formazione permanente fosse un lusso oggi è necessario per tenersi al passo con le nuove tecnologie”.

Il testo contenente queste linee programmatiche è diviso in quattro macro categorie:

  • il diritto allo studio,
  • l’organizzazione del sistema scolastico,
  • il ruolo del personale della scuola,
  • Riforma del Ministero.

Un punto molto importante è costituito dal ruolo assunto in questo testo dalle politiche per la formazione, il reclutamento e la valorizzazione del personale scolastico, per porre le basi per costruire un nuovo modello di Scuola.

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Di seguito un approfondimento sui singoli punti evidenziati nel testo del Ministro Bianchi e parte integrante del progetto di cambiamento della scuola.

Il diritto allo studio

Il primo paragrafo, intitolato “Il diritto allo studio”, sottolinea in prima battuta che la scuola e lo studio devono essere intesi come “bene comune” al pari del diritto alla salute. Per questo motivo, secondo il Ministro Bianchi, si rende necessaria una reinterpretazione del diritto allo studio come diritto ad una “scuola di qualità”.

Un altro punto importante è la volontà di ridurre la dispersione scolastica: proprio per questo il Ministero dell’Istruzione è impegnato nella strutturazione di un grande piano, finanziato con il PNRR, con interventi finalizzati a:

  • migliorare degli esiti degli studenti,
  • ridurre la povertà educativa (con particolare attenzione alle scuole che hanno registrato maggiori difficoltà in termini di rendimento scolastico),

La misura prevede anche azioni di supporto per i dirigenti scolastici, a cura di tutor esterni e docenti di supporto, mentoring e formazione per almeno il 50% dei docenti, potenziamento del tempo scuola con progettualità mirate, incremento delle ore di docenza e presenza di esperti per almeno 2000 scuole e orientamento professionale attivo.

In questa categoria rientra anche l’orientamento, e la necessità di un ponte che colleghi scuole ed università per facilitare le scelte degli studenti. A questo proposito è stato previsto un intervento normativo che introduca dei moduli di orientamento formativo, di durata non inferiore a 30 ore annue, rivolti alle classi quarte e quinte della scuola secondaria di II grado, al fine di accompagnare gli studenti nella scelta consapevole di prosecuzione del percorso di studi o di ulteriore formazione professionalizzante (ITS), propedeutica all’inserimento nel mondo del lavoro.

Infine, particolare attenzione sarà riservata allo sviluppo delle discipline STEM, delle competenze digitali e linguistiche, in tutti i gradi d’istruzione, a partire dall’infanzia, in un’ottica di piena interdisciplinarità e pari opportunità di accesso alle carriere, anche attraverso il Next Generation EU, per svolgere un ruolo attivo verso i lavori del futuro.

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Organizzazione del sistema scolastico

Come evidenziato nel testo: “Una scuola “motore del Paese” richiede un deciso ripensamento del sistema scolastico, a partire dai curricoli fino al riordino dei cicli, attraverso l’innovazione dei modelli organizzativi e dei servizi.”

Il primo punto riguarda la riorganizzazione dei curricoli, che dovrà tendere verso modelli di progettazione integrati (integrated curriculum), che favoriscano la relazione tra conoscenze scolastiche e mondo reale (naturale e storico-sociale). Sarà necessario anche  uniformare i modelli di certificazione delle competenze.

Il secondo obiettivo riguarda l’accesso a rete diffusa di servizi educativi e di scuole dell’infanzia, investendo sul Sistema Integrato 0-6. Nel PNRR è infatti previsto un progetto di investimento, diretto alla costruzione, alla riqualificazione e alla messa in sicurezza degli asili e delle scuole dell’infanzia. La misura consentirà la creazione di circa 228.000 posti. Il piano tende anche a promuovere la costituzione di poli per l’infanzia, costruendo così un percorso educativo unitario.

Il terzo punto si concentra sul rafforzamento della filiera formativa tecnico-professionalizzante. Particolare attenzione sarà dedicata al sistema degli Istituti Tecnici Superiori (ITS), con l’obiettivo di aumentare la quota di studenti in uscita dalla scuola secondaria di secondo grado che decidono di intraprendere percorsi di istruzione terziaria professionalizzante.

Il ruolo del personale della scuola

La realizzazione delle Linee programmatiche richiede una riforma di sistema che, a partire dalle politiche per la formazione, il reclutamento e la valorizzazione del personale scolastico, ponga le basi per costruire un nuovo modello di Scuola. Tutto ciò deve trovare forme concrete di realizzazione nei percorsi di formazione degli insegnanti, dalla formazione iniziale a quella in servizio, rendendo coerenti i diversi modelli formativi.

Per quanto riguarda la formazione iniziale il Ministero intende favorire una revisione della formazione iniziale del personale docente della scuola, in particolare della scuola secondaria, incoraggiando un nuovo modello di formazione, strutturato e stabile nel tempo. Infatti il profilo dell’insegnante per la scuola dei nostri tempi richiede almeno le seguenti competenze: disciplinare, pedagogica, psicologica, metodologico-didattica, digitale, valutativa, organizzativa, relazionale, di ricerca e di documentazione, riflessiva.

Molto importante è il tema del reclutamento: secondo il testo, saranno ridisegnate le procedure concorsuali per l’immissione in ruolo del personale scolastico, prevedendo una periodica continuità delle prove e stabilità delle cattedre, anche rafforzando, secondo
modalità innovative, la formazione. In particolare si legge che “La riforma persegue l’obiettivo strategico di innalzare la qualità del sistema di istruzione del nostro Paese, attraverso il reclutamento di personale docente adeguato a formare giovani preparati ad affrontare le sfide del lavoro del prossimo futuro.”

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Riforma del Ministero

Il primo proposito del Ministro Bianchi è quello di rivitalizzare la scuola, renderla autonoma attraverso due requisiti:

  • ogni istituzione deve contare sulla presenza di un suo dirigente scolastico: per questa ragione saranno banditi nuovi concorsi a cadenza regolare;
  • le scuole hanno bisogno di essere supportate da figure professionali specifiche,
    in modo particolare dai dirigenti tecnici, il cui contingente è attualmente ridotto rispetto alle esigenze di tutte scuole e del territorio. È già stato previsto l’espletamento di un nuovo concorso.

Il secondo obiettivo è di rinsaldare i legami con il territorio attraverso la stipulazione di “Patti educativi di comunità” con le istituzioni locali, le organizzazioni produttive e sociali, l’associazionismo, il volontariato e il terzo settore, finalizzati al potenziamento dell’offerta didattica e formativa e a raccordare l’educazione formale con quella non formale ed informale.

Il ministro Bianchi sottolinea la priorità di un’opera di semplificazione della normativa, volta ad adottare un Testo Unico che renda coerente la legislazione vigente e renda predittivo il quadro normativo rispetto ai bisogni del settore dell’educazione. La legislazione scolastica, infatti, al momento è molto frammentata e stratificata.

Scarica le linee programmatiche del Ministro Bianchi.

Di seguito il video sull’audizione del Ministro Bianchi:



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