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Bonus covid operai agricoli: le novità del Sostegni bis

Paolo Ballanti
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Il Decreto “Sostegni-bis” riconoscerà l’indennità o bonus covid anche agli operai agricoli. Questo il risultato dell’incontro del 28 aprile scorso tra il Ministro Patuanelli e le sigle sindacali del comparto agricolo.

In particolare, a seguito degli impegni assunti dall’esecutivo in tema di sussidi, ammortizzatori sociali (in particolare la Cassa integrazione per il settore della pesca) e NASPI, le organizzazioni sindacali Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil hanno sospeso lo sciopero in programma il giorno 30 aprile.

Tra i temi oggetto del confronto con il governo, si segnala appunto l’assegno una tantum, inizialmente previsto dal Decreto “Cura Italia”, a beneficio delle categorie lavorative colpite dall’emergenza epidemiologica e recentemente riproposto dal Dl “Sostegni”.

Una misura che, eccezion fatta per i mesi di marzo e aprile 2020 non ha più visto tra i beneficiari gli operai agricoli. Analizziamo la questione nel dettaglio, in particolare cosa cambierà con il futuro “Sostegni-bis”, che verrà approvato nei prossimi giorni.

Decreto Sostegni bis: fondo perduto, mutui, bonus affitto, Imu, Rem, indennità

Bonus covid operai agricoli: l’incontro

Le novità in materia di lavoratori agricoli sono giunte al termine di un incontro tenutosi lo scorso 28 aprile tra il Ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli e le segreterie nazionali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil.

Il confronto ha portato alla sospensione dello sciopero nazionale previsto per venerdì 30 aprile.

In una nota condivisa, le sigle sindacali informano, per bocca dei segretari generali Onofrio Rota, Giovanni Mininni e Stefano Mantegazza, di aver “ottenuto rassicurazioni dal Ministro sulla definizione di un bonus di sostegno al reddito anche per i lavoratori a tempo determinato”.

Il prossimo decreto, prosegue il comunicato, conterrà “una risposta concreta che andrà finalmente ad integrare il reddito della categoria”.

Il riferimento è al bonus una tantum recentemente previsto dal Decreto “Sostegni” (D.l. n. 41/2021), destinato a talune categorie lavorative costrette a terminare, sospendere o ridurre l’attività a causa dell’emergenza COVID-19. Tra i destinatari non figurano tuttavia gli operai agricoli. Da qui le rassicurazioni ministeriali sull’estensione del sussidio anche ai soggetti citati.

La prima occasione utile sarà probabilmente il Decreto “Sostegni-bis”.

Bonus covid operai agricoli: le indennità 2020

Ricordiamo che le uniche indennità previste per gli operai agricoli nel 2020 sono state quelle introdotte dai Decreti “Cura Italia” (D.l. n. 18/2020) e Rilancio (D.l. n. 34/2020).

In particolare, le norme citate hanno riconosciuto due rate del sussidio pari a 600,00 euro, rispettivamente per i mesi di marzo ed aprile 2020 (1.200,00 euro complessivi) a beneficio degli operai agricoli a tempo determinato e delle altre categorie di lavoratori iscritti negli elenchi annuali, a patto di:

  • Aver totalizzato nel 2019 almeno cinquanta giornata di effettivo lavoro agricolo;
  • Non essere titolari di pensione.

I successivi decreti chiamati a fronteggiare gli effetti economico-sociali dell’emergenza COVID, non hanno tuttavia riproposto l’indennità per i lavoratori agricoli, ivi compreso il recente Decreto “Sostegni”.

Decreto “Sostegni”: le categorie destinatarie dell’indennità COVID

Il Decreto “Sostegni” ha introdotto un’indennità una tantum di 2.400,00 euro a beneficio di:

  • Soggetti già destinatari del sussidio ai sensi del Decreto “Ristori” (D.l. n. 137/2020);
  • Lavoratori stagionali dei settori turismo e stabilimenti termali (compresi i lavoratori somministrati);
  • Lavoratori stagionali (ivi inclusi gli interinali) appartenenti a settori diversi da turismo e stabilimenti termali;
  • Intermittenti;
  • Lavoratori autonomi occasionali;
  • Incaricati alle vendite a domicilio;
  • Dipendenti a tempo determinato dei settori turismo e stabilimenti termali;
  • Lavoratori dello spettacolo.

A differenza dei soggetti che hanno già beneficiato del sussidio previsto dal “Ristori”, per i quali l’erogazione dei 2.400,00 euro avviene d’ufficio, gli altri potenziali destinatari sono tenuti ad inoltrare apposita istanza all’INPS entro il 31 maggio prossimo.

Ricordiamo da ultimo che l’indennità COVID-19, erogata dall’INPS direttamente al beneficiario, è:

  • Esente da qualsiasi contributo previdenziale o assistenziale;
  • Non subisce alcuna ritenuta a titolo di IRPEF;
  • Non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini fiscali del percipiente.

Bonus covid operai agricoli: come sarà nel Sostegni bis

Al di là delle dichiarazioni a valle dell’incontro tra il Ministro dell’Agricoltura e le sigle sindacali, non ci sono ulteriori anticipazioni sull’estensione del bonus covid agli operai agricoli.

Tuttavia, si può ragionevolmente ipotizzare che il “Sostegni-bis”, sulla scorta di quanto avvenuto in precedenza:

  • Riconoscerà d’ufficio l’indennità a chi ha già percepito la tranche di cui al Decreto numero 41;
  • Estenderà l’indennità agli operai agricoli a tempo determinato in possesso di determinati requisiti in termini di giornate lavorate e non titolarità della pensione;
  • Ricomprenderà tra i destinatari le altre categorie lavorative colpite dagli effetti dell’emergenza COVID, come stagionali, intermittenti, lavoratori dello spettacolo, incaricati alle vendite a domicilio, lavoratori autonomi occasionali.

Reddito di emergenza e compatibilità con indennità COVID

Tra le novità del Decreto “Sostegni” figura il riconoscimento del Reddito di emergenza (REM) per i mesi di marzo, aprile e maggio 2021, a beneficio di:

  • Nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica, in possesso di determinati requisiti in termini di reddito familiare, ISEE e patrimonio mobiliare familiare;
  • In alternativa coloro che hanno terminato di percepire l’indennità di disoccupazione NASPI o DIS-COLL nel periodo dal 1° luglio 2020 al 28 febbraio 2021, appartenenti a nuclei con un reddito ISEE non superiore a 30 mila euro.

Il Reddito, le cui domande devono pervenire all’INPS entro il 31 maggio 2021 a pena di decadenza, non è compatibile con l’indennità una tantum riconosciuta dal “Sostegni”, citata al paragrafo precedente, oltre a Reddito e Pensione di cittadinanza, prestazioni pensionistiche, redditi di lavoro dipendente e collaborazioni coordinate e continuative.

La circolare dell’Istituto numero 61 del 14 aprile scorso, precisa che l’incompatibilità opera non solo con riferimento al soggetto che richiede il Reddito, ma a tutti i componenti il nucleo familiare beneficiario.

È pertanto ipotizzabile che una nuova tranche del sussidio, introdotta ad opera del “Sostegni-bis”, manterrà tale incompatibilità con il REM, anch’esso prorogato dal nuovo decreto in arrivo.

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