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Recovery Fund: cosa prevede per la scuola, il testo inviato al Parlamento

Elena Bucci

E’ stato approvato nella seduta svoltasi nella serata di sabato dal Consiglio dei Ministri, il testo definitivo del Recovery Fund (Piano nazionale di Ripresa e resilienza), che dovrà essere presentato alla Commissione europea entro il 30 aprile 2021, trasmesso oggi al Parlamento. Il Piano di ripresa prevede una serie di investimenti e riforme formulate allo scopo di migliorare l’equità, l’efficienza e la competitività del Paese, un Fondo di recupero volto ad arginare l’impatto devastante del coronavirus.

Come si legge nel testo: “L’attuale sistema di reclutamento degli insegnanti richiede una revisione finalizzata a poter coprire, con regolarità e stabilità, le cattedre disponibili con insegnanti di ruolo. Tale misura ha l’obiettivo strategico di comportare un significativo miglioramento della qualità del sistema educativo del nostro Paese che non può non passare attraverso un innalzamento delle professionalità del personale scolastico. Il processo normativo sarà avviato nel 2021 e concluso nel 2022.”

Recovery, il testo in Parlamento: cosa prevede, progetti e numeri del Piano

Tra le varie misure previste dal Recovery Fund, vi è anche un significativo rafforzamento del sistema educativo: a partire dagli asili nido e dai servizi di educazione e cura per la prima infanzia, proseguendo con il rafforzamento dell’istruzione professionalizzante. Vediamo ora nel dettaglio di cosa si tratta.

Recovery Fund: reclutamento e formazione docenti

Riguardo il fronte dell’istruzione vi sono tre punti fondamentali a cui il testo fa riferimento:

  • ridefinizione delle procedure concorsuali per l’immissione in ruolo del personale docente secondo modalità innovative;
  • un anno di formazione e prova mediante un’efficace integrazione fra formazione disciplinare e laboratoriale con l’esperienza professionale;
  • un sistema di formazione continua in servizio.

Dal testo si legge: “Il rafforzamento dell’offerta formativa presuppone un miglioramento delle competenze del corpo docente in servizio, a partire dal suo reclutamento. A tal fine, la riforma del sistema di reclutamento dei docenti ridisegna le procedure concorsuali per l’immissione nei ruoli del personale docente rafforzando, secondo modalità innovative, l’anno di formazione e prova, mediante una più efficace integrazione tra la formazione disciplinare e laboratoriale con l’esperienza professionale nelle istituzioni scolastiche. Completa il processo di rafforzamento delle competenze una riforma che introduce un sistema di formazione continua in servizio. Questo, insieme ad una migliore pianificazione del bisogno di insegnanti, consentirà di affrontare il cronico mismatching territoriale“.

La riforma prevista dal testo del Recovery Fund richiede la costruzione di un sistema di formazione di qualità per il personale della scuola, in linea con un continuo sviluppo professionale e di carriera con l’istituzione di un nuovo organismo di formazione gestito a livello nazionale, deputato alle linee di indirizzo della formazione del personale scolastico in linea con gli standard europei attraverso, corsi erogati on line, alla selezione e al coordinamento delle iniziative formative, che saranno collegate alle progressioni di carriera, come previsto nella riforma relativa al reclutamento.

A questo proposito nel documento si spiega che la Scuola di Alta Formazione avrà lo scopo di soddisfare tale proposito di miglioramento della qualità del personale scolastico: sarà infatti una struttura leggera e sarà funzionale all’erogazione on line dei corsi di formazione dotata di un comitato tecnico-scientifico di elevato profilo professionale (Presidenti di INDIRE, INVALSI, Accademia dei Lincei, rappresentanti OCSE e UNESCO, direttori dei Dipartimenti universitari di pedagogia che partecipano in ragione del loro incarico e senza oneri ulteriori).

La Scuola dovrà occuparsi delle funzioni di indirizzo e del coordinamento dell’attività formativa, che si svolgerà solo on line, per tutto il personale scolastico. Saranno coinvolti non solo Indire e Invalsi ma anche Università italiane e straniere.

L’attuazione della riforma sarà a carico del Ministero dell’Istruzione. La promulgazione della legge è prevista nel 2022 e la piena attuazione della riforma avverrà entro il 2025.

Scarica il testo del Recovery Fund.



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