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Imu seconda casa: riduzione del 50% se inagibile o disabitata anche con autocertificazione

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Essere a conoscenza di agevolazioni ed esenzioni per quanto riguarda le imposte è fondamentale, soprattutto in periodi di difficoltà come quelli che stiamo vivendo oggi. In questo caso, parlando di tributi locali e in particolare di IMU seconda casa, l’Imposta Municipale Unica che dal 2020 racchiude sia IMU che TARI, ci chiediamo se è possibile pagare di meno.

Ricordiamo innanzitutto che dal 2014 l’Imu non riguarda più le prime case, quelle dove il soggetto ha dichiarato la propria residenza, si applica invece sulle seconde case, negozi, uffici e capannoni.

Per le seconde case tuttavia è possibile richiedere un’agevolazione, ci sono dei casi in cui la legge permette una riduzione del 50% dell’importo dovuto. Si tratta di:

  • abitazioni inagibili;
  • abitazioni inutilizzabili (mancanza di collegamenti alla rete elettrica, idrica e fognaria);
  • abitazioni utilizzate per il solo periodo estivo o invernale;
  • abitazioni concesse in comodato d’uso gratuito a figli o genitori;
  • fabbricati storici e artistici.

Ulteriori agevolazioni fino alla totale esenzione possono essere previste dai singoli Comuni, invitiamo quindi a informarsi anche nei regolamenti comunali dei luoghi in cui si trovano questi immobili.

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Imu seconda casa: dichiarazione di inagibilità

Per poter avere diritto all’agevolazione nel caso di immobile inagibile è necessario presentare la Dichiarazione IMU entro il 30 giugno 2021. La Legge di Bilancio 2020 (L. n. 160 del 27 dicembre 2019) stabilisce che la dichiarazione l’inagibilità dell’immobile debba essere certificata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario.

Tuttavia, una recente sentenza della corte di Cassazione, la n. 1263 del 21 gennaio scorso, ha stabilito che è possibile in alternativa presentare una dichiarazione sostitutiva (autocertificazione) ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 che attesti l’inagibilità o l’inabitabilità.

In ogni caso, ricordiamo che l’agevolazione resta valida per tutto il tempo durante il quale permane la condizione di inagibilità/inabitabilità.

A questo indirizzo è possibile scaricare la Dichiarazione Imu editabile.

Imu seconda casa: quando non occorre presentare dichiarazione

La Cassazione ha stabilito inoltre che non occorre presentare dichiarazione di inagibilità (sia con perizia che autodichiarazione) nel caso in cui lo stato di inagibilità sia già noto al Comune.

La sentenza si rifà a una norma riguardante la vecchia Ici, che la Cassazione ha stabilito poter essere applicata anche nel caso dell’IMU.

Imu seconda casa: agevolazioni per i residenti all’estero

La riduzione del 50% dell’IMU si applica anche ai soggetti che non risiedono in Italia e che sono titolari di pensione nello Stato di residenza, se possiedono degli immobili in Italia non locati e non concessi in comodato.

Anche in questo caso è necessario presentare la Dichiarazione IMU entro il 30 giugno.

Imu seconda casa: abitazioni con locazione a canone concordato

Un’altra riduzione dell’Imu, in questo caso del 75%, è applicabile nel caso di abitazioni con locazione a canone concordato, dietro presentazione della Dichiarazione Imu.

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Imu seconda casa: esenzione della Tari

Come detto in precedenza, l’Imu racchiude sia la vecchia imposta sulle abitazioni che la Tari. Nel caso di inagibilità o inabitabilità, l’immobile di fatto non produce rifiuti. Per questo motivo, in questo caso, l’abitazione è di fatto esente dal pagamento della Tari. Per beneficiare dell’esenzione occorre presentare la Dichiarazione Tari entro il 30 giugno.

Leggi anche “Modello 730/2021: ecco il modello definitivo. Novità, compilazione, scadenze”

 

 



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10 COMMENTI

  1. Spettabile redazione, la casa di cui sono proprietario al 50% si trova in campagna e non ho mai fatto allaccio, perché non esistono né rete idrica e né fognaria, ad esse né tantomeno alla reta elettrica. Vi chiedo: Devo continuare a pare l’imu? Nel caso della riduzione al 50%, l’autodichiarazione va inviata al comune o a chi?
    Grazie
    Armando

  2. Grazie delle informazioni tutte buone notizie che al cittadino facilmente sfuggono. Nella mia seconda casa non vado da un anno, posso chiedere la riduzione dell’IMU anno corrente? E per la TARI come posso regolarmi?
    Grazie
    Francesco

  3. ma quindi qual’è la novità rispetto al passato ? tutte le vecchie case dei paesi di campagna disabitate ma con gli allacciamenti attivi, per ovvi motivi, su cui si continuerà a pagare fior di IMU e TARI contribuendo così al bilancio di comuni in bancarotta.

    • Gentile Roberto, Imu e Tari sono due dei tributi locali che i contribuenti sono chiamati a pagare annualmente. Esistono esenzioni e agevolazioni che determinano un minor versamento per i contribuenti ed in alcuni casi anche un azzeramento dell’imposizione. Per capire bene eventuali agevolazioni, specie quelle di carattere comunale, occorre verificare i regolamenti e le delibere della Giunta del Comune dove hanno sede gli immobili. Vi sono casi in cui è la legge nazionale che stabilisce delle esenzioni, come la n. 160 del 2019 che prevede il taglio del 50% dell’importo dell’Imu, per i fabbricati dichiarati inagibili, inabitabili o di fatto non utilizzati. La novità del 2021 riguarda ad esempio i titolari di pensione estera che risiedono nello Stato che eroga la pensione e che hanno immobili in Italia. La legge 178 del 2020, prevede in presenza di alcuni requisiti e dietro presentazione delle dichiarazione Imu e Tari al Comune sede dell’immobile posseduto in Italia, a partire dal 2021 il dimezzamento dell’Imu e la riduzione della Tari.
      Alcuni Comuni in maniera autonoma possono prevedere esenzioni per le case inabitate sia per l’Imu che per la Tari, in genere la casa oggetto dell’esenzione, anche se è abitabile, deve essere senza arredi e magari senza utenze. Cordiali saluti.

  4. Spett.le Redazione, in relazione alla recente sentenza della Cassazione per la riduzione dell’IMU,
    CHIEDO:
    Ho un immobile che non è collegato né a corrente elettrica né a rete fognaria e idrica; è considerato ricovero attrezzi, garage e fienile; é inagibile e pericolante, posso richiedere la riduzione dell’ IMU?
    Grazie per la sua risposta.
    Erika

    • Gentile Erika, per ottenere lo sgravio, secondo le attuali disposizione normative vigenti in materia di Imu (articolo 1, comma 747, legge n. 160/2019), le condizioni di inagibilità o inabitabilità del fabbricato devono essere accertate dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario.
      Secondo l’orientamento della Cassazione, non è più necessario che venga effettuata la perizia. Si può ottenere la riduzione dell’imposta, anche presentando solo una autocertificazione sostitutiva, ai sensi del testo unico di cui al DPR 28 dicembre 2000, n. 445, nella quale si attesta l’impossibilità di utilizzare l’immobile. I motivi che stabiliscono l’inabitabilità possono essere diversi. Fermo restando che bisogna verificare i regolamenti Imu del Comune rientrano nella possibilità di pagamento dimezzato dell’Imu. La riduzione del 50% della base imponibile da dichiarare ai fini Imu è prevista per quei fabbricati considerati inagibili o non abitati e, quindi, non utilizzati.
      Cordiali saluti.

  5. Buongiorno,
    quindi avere un’abitazione che il collegamento alle reti fognarie /idriche l’aveva fino a quando era stata abitata non è sufficiente per chiedere la riduzione dell’imu?
    Nella mia casa non c’è nemmeno una caldaia collegata. Posso sperare o è tempo perso?
    Grazie, cordialità.

  6. Spett.le Redazione, in relazione alla recente sentenza della Cassazione per la riduzione dell’IMU,
    CHIEDO:
    il distacco di tutte le utenze dall’abitazione rende la casa inabitabile? Pertanto è applicabile la riduzione del 50% dell’imposta ai fini IMU?

    Ringrazio

    • Buongiorno Massimo,
      la ringraziamo per la segnalazione e precisiamo che non è il distacco delle utenze a rendere la casa inabitabile ma il mancato collegamento alla rete elettrica, idrica e fognaria.

    • Gentile Massimo, il fatto che siano state disdette le utenze non rende l’immobile “inabitabile” ma semplicemente come inabitato. Non dovrebbe essere previsto in questo caso la riduzione dell’imposta, può comunque verificare al Comune se sono previsti eventuali riduzioni o sconti che lo stesso ente, potrebbe aver stabilito per gli immobili che sono privi di utenze. Cordiali saluti.

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