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Governo Draghi: ampia fiducia da entrambe le Camere. Le sfide del nuovo Esecutivo

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535 sì alla Camera, 262 quelli al Senato: inizia ufficialmente il governo Draghi, con una larga maggioranza. Nessuna sorpresa, il voto ha rispettato le intenzioni espresse dai partiti nei giorni precedenti, anche il caos nel Movimento 5 stelle era già preannunciato e adesso ha anche dei numeri concreti.

Sono stati infatti 15 i senatori dissidenti che hanno votato no, mentre 8 sono risultati assenti. A questi si sono aggiunti i 16 deputati che nel voto alla Camera di ieri si sono astenuti o erano assenti. Mentre il Movimento 5 stelle ha dichiarato che i dissidenti verranno espulsi, regna un clima di incertezza sul futuro di questa forza politica che ha nel frattempo creato un intergruppo con PD e LeU, spostando di fatto il Movimento nell’asse del centrosinistra.

Il primo impegno del premier rappresenta una partenza in grande stile: oggi infatti Draghi presenzierà al G7, una videoconferenza tra i capi di governo delle 7 più potenti nazioni del mondo, presieduta dal premier britannico Boris Johnson. Al Regno Unito spetta la guida del summit ristretto per il 2021, mentre il nostro paese presiederà il G20. Un’occasione per mostrare come l’Italia possa giocare un ruolo chiave nella politica globale.

Draghi non sarà l’unico volto nuovo di oggi al G7. Al summit di oggi infatti parteciperanno per la prima volta anche il nuovo Presidente americano Biden e il nuovo Primo Ministro giapponese Yoshihide Suga. Tra i temi di cui si discuterà oggi sicuramente la lotta alla pandemia, la sfida non è solo nazionale ma anche globale, sono 130 i paesi del mondo che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino.

Si parlerà anche della ripartenza dell’economia e del lavoro, di transizione digitale e soprattutto di transizione ecologica, con gli Stati Uniti che rientrano nell’Accordi di Parigi sui Cambiamenti climatici. Sfide globali dunque, ma che sentiamo fortemente anche all’interno del nostro paese. Il governo Draghi è chiamato a rispondere a queste sfide, nel suo discorso programmatico alle Camere ha fornito delle indicazioni su come il nuovo governo si sarebbe mosso in campo del lavoro, della salute, dell’economia e delle riforme. Gli occhi sono puntati soprattutto su queste ultime, la proposta di una profonda riforma fiscale non è infatti passata inosservata, soprattutto perché il premier ha promesso una tassazione progressiva e più leggera. Per farlo, il primo passo da compiere è sicuramente quello di potenziare i meccanismi della lotta all’evasione.

Governo Draghi: il blocco dei licenziamenti

L’INPS ha appena pubblicato i dati dell’Osservatorio sul precariato relativi ai primi 11 mesi del 2020. Le assunzioni nel settore privato hanno visto una diminuzione del 30% rispetto all’anno precedente, con picchi di oltre l’80% nel mese di aprile. Il mercato del lavoro ha subito una battuta d’arresto, mentre sono diminuite del 20% le cessazioni rispetto al 2019 grazie al blocco dei licenziamenti previsto dai decreti “Cura Italia, Rilancio e Agosto”.

Cosa succederà adesso? Il presidente di Confindustria Bonomi ha lanciato un appello al premier affinché il blocco venga revocato. Giorgetti dal MISE ha fatto capire che ci sarà una deroga, se pur breve, mentre si sta lavorando anche al caso Whirpool. Il blocco potrebbe essere prorogato per tutti inizialmente, per poi procedere nei prossimi mesi a un blocco selettivo. Quali sono gli effetti della revoca del blocco dei licenziamenti? Ne abbiamo parlato in questo articolo.

Il governo è inoltre al lavoro sul cosiddetto Decreto Ristori 5, per il quale era già stato votato uno scostamento di bilancio per 32 miliardi. Il testo del decreto era sul tavolo del precedente esecutivo, ma con l’arrivo di Draghi ci saranno sicuramente diverse novità, aspettiamo quindi di sapere come cambierà il sistema di ristori coi quali il precedente governo aveva provato a dare sollievo ai cittadini dalla crisi generata dalla pandemia.

Governo Draghi: il piano di vaccinazioni

Prima di parlare di ripresa occorre uscire dalla crisi pandemica. Per farlo, e per garantire l’immunizzazione dei cittadini italiani nel più breve tempo possibile il Presidente del Consiglio Draghi ha dato indicazioni sulle modalità di distribuzione, modificando il precedente piano. Mentre in Europa si continua a discutere sugli accordi per ottenere più dosi, in Italia si sta lavorando per cambiare soprattutto la struttura logistica della quale non si occuperà più il commissario Arcuri. I punti chiave sono:

  • Mobilitazione di massa (Protezione Civile, Esercito, Volontari);
  • Utilizzo di tutte le strutture a disposizione (caserme, fiere, centri commerciali, stazioni);
  • Conversione dei Drive Through per i tamponi in Centri di somministrazione.
  • Obiettivo di somministrare 500.000 vaccini al giorno.

Misure imponenti che necessitano del dialogo con tutte le istituzioni ma il tempo non è di certo la risorsa più abbondante in questo momento: si punta all’avvio delle vaccinazioni di massa per il mese di aprile.

Governo Draghi: il Recovery Plan

Selezioneremo progetti e iniziative coerenti con gli obiettivi strategici del Programma, prestando grande attenzione alla loro fattibilità nell’arco dei sei anni del programma. Assicureremo inoltre che l’impulso occupazionale del Programma sia sufficientemente elevato in ciascuno dei sei anni, compreso il 2021.

Queste le parole del premier Draghi durante il discorso programmatico dei giorni scorsi in Parlamento. Il nostro Recovery Plan, chiamato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è stato scritto dal precedente governo, ed è stato anche la principale causa della sua fine. L’intenzione di Draghi è di non riscriverlo da zero, mantenendo gli obiettivi strategici ma puntando a una maggiore concretezza, inserendo al suo interno iniziative e progetti realizzabili nei prossimi sei anni e che possono partire subito. Ricordiamo che aprile è il termine ultimo entro il quale il Piano va presentato.

Governo Draghi: la riforma fiscale

La “riforma alla danese”. Nel suo Discorso Draghi ha parlato della necessità di riformare il sistema fiscale italiano, prendendo come esempio la riforma danese del 2008. L’intenzione è quella di riformare l’Irpef, alleggerendo il carico sul lavoro. Per farlo, Draghi istituirà una commissione di esperti, che dialogherà con le parti sociali, perseguendo tre punti fondamentali: semplificazione, riduzione del carico fiscale, impegno nel contrasto all’evasione. Avevamo parlato di riforme fiscali anche in questo articolo.

Sono tante le ricette presentate dal Governo Draghi per la ripresa del nostro paese. Il lavoro è tanto ed è necessario un appoggio dal Parlamento che in questo momento sembra ampio ma che non è affatto scontato. Spetterà al premier il compito di mediare tra le parti in un duplice piano, destra-sinistra ma anche tecnico-politico. E a questo Parlamento così eterogeneo ma compatto spetterà anche il compito di votare il nuovo Presidente della Repubblica nel 2022, evento che potrebbe incrinare questa (apparentemente) fragile unità dimostrata in questi giorni.

(FOTO governo.it)



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