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Governo Draghi, partono le consultazioni: ministri tecnici o politici? I numeri in Parlamento

Al via oggi le consultazioni dopo l'incarico a Draghi. Il destino del governo in mano a Lega e Movimento 5 stelle

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Avverto pertanto il dovere di rivolgere un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento perché conferiscano la fiducia a un governo di alto profilo che non debba identificarsi con alcuna formula politica.” Queste le parole del Presidente Mattarella prima di convocare Mario Draghi al Quirinale affinché ricevesse l’incarico per la formazione di un nuovo governo. Appello a tutte le forze politiche.

Quante di queste forze hanno risposto? Abbiamo parlato in questo articolo delle dichiarazioni a caldo dei principali leader politici, tra conferme e cambi di rotta. Il centrodestra, che pur si era presentato compatto alle consultazioni avviate dal capo di Stato prima del conferimento a Roberto Fico di un mandato esplorativo, adesso è diviso. Salvini, Meloni, Toti, Berlusconi, Lupi, vedono la loro unità vacillare di fronte alla possibilità di dare la fiducia a un esecutivo istituzionale, preferito da Mattarella al voto anticipato. Si sfila sicuramente Fratelli d’Italia, che si schiera convintamente per le elezioni anticipate.

Anche il Movimento 5 stelle vede in questo momento al proprio interno un profondo contrasto: se la linea politica dettata da Crimi e Di Maio è quella del no alla fiducia, i contrasti interni che si sono generati durante i colloqui con il Presidente della Camera Fico riguardo a un possibile riavvicinamento di Italia Viva alla maggioranza rischiano adesso di sgretolare un Movimento che pare aver perso la propria identità. Sono ormai numerosi i parlamentari che hanno “abbandonato la nave”, segno della difficoltà di riuscire a mantenere una linea unica dopo tutte le volte che il Movimento è stato costretto a scendere a patti per proseguire l’attività di governo.

Quindi, affidandoci sulle dichiarazioni dei partiti politici dopo l’incarico di Draghi, con la fiducia del centrosinistra, di Forza Italia e dei gruppi parlamentari più piccoli, possiamo capire che i numeri per un governo istituzionale possono esserci solo in due modi:

  • con la fiducia del Movimento 5 stelle;
  • con la fiducia o l’astensione della Lega.

La prima ipotesi è in questo momento la meno probabile. In primo luogo, come abbiamo detto, la linea di partito è quella di non votare la fiducia. Anche se i parlamentari contrari alla linea dovessero schierarsi per il sì, nel caso in cui la Lega dovesse non votare la fiducia i numeri non ci sarebbero in ogni caso. Cosa potrebbe influire sulla scelta dei 5 stelle? Prima su tutti, la possibilità di un voto su Rousseau. Il Movimento potrebbe interpellare gli iscritti per una questione così delicata, lo stesso Crimi non ha infatti escluso l’ipotesi di una consultazione sulla piattaforma di Casaleggio, il quale tuttavia in questo momento non gode di buoni rapporti con i vertici pentastellati.

Un secondo spiraglio verso la fiducia dei 5 stelle è quello dato dalla possibilità di un governo politico. La linea sarebbe quella di chiudere ai tecnici, non è esclusa la possibilità (seppur remota) di far partire un governo politico a guida Draghi. Di questa idea sarebbe infatti Carlo Sibilia, sottosegretario pentastellato al Ministero dell’Interno.

In caso di un no compatto da parte dei 5 stelle, il destino di un eventuale Governo Draghi potrebbe dipendere dalla Lega. Il leader Salvini, che aveva inizialmente chiuso alla possibilità di un governo tecnico, sarà ricevuto da Draghi questo pomeriggio aprendo alla possibilità di dialogo.

Sono tante le incognite dalle quali dipende la nascita del governo Draghi. Nella giornata di oggi si avviano le consultazioni con tutte le forze politiche, mentre spunta già qualche nome per la compagine di governo. Una cosa è certa: è necessario che ogni decisione venga presa in fretta, sul tavolo di governo troppe proposte attendono di essere avviate, a partire dal Recovery Plan.

(FOTO quirinale.it)



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