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Bar e ristoranti: tutti gli aiuti e bonus di dicembre 2020 e novità gennaio 2021

Paolo Ballanti
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Il macro-settore dei bar e ristoranti è stato ed è attualmente colpito in misura considerevole dagli effetti economici dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

Il Governo è intervenuto con numerosi decreti legge in sostegno delle attività che hanno subito un considerevole calo degli introiti o sono ubicate in zone dell’Italia soggette a misure di limitazione alla circolazione delle persone ovvero finalizzate ad evitare assembramenti.

In particolare le misure di sostegno sono contenute nei Decreti “Rilancio” (D.l. n. 34/2020), “Ristori” (D.l. n. 137/2020), “Ristori-bis” (D.l. n. 149/2020), “Ristori-quater” (D.l. n. 157/2020). Gli interventi vanno dalla concessione di contributi a fondo perduto fino ad arrivare alla Cassa integrazione. Analizziamoli nel dettaglio.

 

Bar e ristoranti: le misure del Decreto Rilancio 

Il D.l. “Rilancio” ha previsto un contributo a fondo perduto per bar e ristoranti che nel 2019 hanno conseguito ricavi o compensi non eccedenti i cinque milioni di euro con, altresì, fatturato o corrispettivi ad aprile 2020 inferiori di due terzi rispetto allo stesso periodo del 2019.

L’ammontare del sussidio variava da un minimo del 10% ad un massimo del 20% (in base al volume d’affari), da applicare sulla differenza tra il fatturato di aprile 2020 e quello dello stesso mese dell’anno precedente.

Le istanze per ottenere il contributo dovevano essere presentate entro il 13 agosto scorso all’Agenzia delle entrate.

 

Bar e ristoranti: le misure del Decreto Ristori e Ristori-bis

 Fino al 15 gennaio prossimo bar e ristoranti possono presentare sul sito dell’Agenzia entrate le domande di accesso ai contributi a fondo perduto previsti dai Decreti:

  • “Ristori” per le attività interessate dalle misure del DPCM 24 ottobre 2020;
  • “Ristori-bis” per le attività coinvolte dalle restrizioni di cui al DPCM 9 novembre 2020 ubicate nelle zone rosse.

Decreto Ristori: cosa cambia e misure confermate

Bar e ristoranti: le misure del Decreto Natale

 Il Decreto legge n. 172 del 18 dicembre 2020 (cosiddetto Decreto “Natale”) stanzia contributi a fondo perduto pari a 455 milioni di euro per il 2020 e 190 milioni di euro per il 2021 a beneficio delle categorie produttive colpite dalle nuove restrizioni, finalizzate a contenere la diffusione del virus COVID-19 durante le festività natalizie.

Destinatarie della misura le attività (compresi bar e ristoranti) riportate nell’allegato 1 al Decreto e identificate dal codice ATECO 56:

  • Con partita IVA attiva alla data del 19 dicembre 2020;
  • Esclusi di coloro che hanno avviato l’attività dal 1º dicembre 2020;
  • Già destinatari delle misure del Decreto “Rilancio” (D.l. n. 34/2020) che non ne hanno restituito il sussidio previsto.

 

L’ammontare del sussidio sarà pari a quanto già erogato in virtù del Decreto numero 34 con un massimo di 150 mila euro. La corresponsione avverrà in automatico da parte dell’Agenzia entrate.

 

Bar e ristoranti: contributo a fondo perduto centri storici

 Prorogata dal 18 novembre al 14 gennaio 2021 la scadenza per la richiesta all’Agenzia entrate del contributo a fondo perduto introdotto dal Decreto “Agosto” in favore di esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nelle zone A o equipollenti di:

  • Capoluoghi di provincia che abbiano registrato una presenza di turisti stranieri in misura tre volte superiore ai residenti;
  • Città metropolitane con una presenza di turisti stranieri pari almeno a quella dei residenti.

 

Sono richiesti altresì i seguenti requisiti:

  • Partita IVA attiva alla data del 30 giugno 2020 e non cessata al momento di presentare la domanda di contributo;
  • Ammontare del fatturato o dei corrispettivi del mese di giugno 2020 negli esercizi situati nelle zona A o equipollenti, inferiore di due terzi rispetto allo stesso periodo del 2019;
  • In alternativa al requisito di cui al punto precedente, inizio dell’attività nelle zone A o equipollenti a partire dal 1º luglio 2019.

 

Il sussidio si calcola applicando una percentuale alla differenza tra il fatturato o i corrispettivi del mese di giugno 2020 e quello registrato a giugno 2019:

 

  • Pari al 15% se i ricavi e i compensi 2019 sono stati inferiori a 400 mila euro;
  • Pari al 10% in presenza di ricavi e compensi 2019 compresi tra 400 mila e 1.000.000 di euro;
  • Pari al 5% per ricavi e compensi 2019 eccedenti 1.000.000 di euro.

 

Bonus affitto negozi   

Il Decreto “Ristori” ha esteso per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020 il credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo nonché nelle ipotesi di affitto d’azienda.

La misura agevolativa è pari al 60% del canone, mentre scende al 30% per i contratti di servizi a prestazioni complesse o affitto d’azienda.

 

Bonus ristoranti 2020 

È stata prorogata dal 28 novembre al 15 dicembre scorso la scadenza per l’invio delle domande finalizzate ad ottenere i contributi a fondo perduto nell’ambito del Bonus ristoranti 2020. La misura, finanziata dal Fondo ristorazione, è riservata agli acquisti (effettuati dopo il 14 agosto 2020) di prodotti di filiere agricole e alimentari italiani (compresi i prodotti vitivinicoli) da parte di ristoranti, mense, agriturismi, catering e alberghi.

 

Bar e ristoranti: sospensione versamenti

 

Novembre 

È il Decreto “Ristori-bis” a prevedere la:

  • Sospensione dei versamenti tributari in scadenza a novembre 2020 per le attività interessate dalle restrizioni del DPCM 3 novembre 2020 (tra cui i servizi di ristorazione);
  • Sospensione del versamento dei contributi INPS in scadenza a novembre 2020 (esclusi i premi dovuti all’INAIL) per le attività (tra cui bar e ristoranti) di cui all’allegato 1 del “Ristori-bis”.

 

I pagamenti sospesi potranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 ovvero in un massimo di quattro rate mensili sempre a partire dal 16 marzo 2021.

 

Dicembre

 Il Decreto “Ristori-quater” prevede la sospensione dei versamenti in scadenza nel mese di Dicembre 2020 di:

 

  • Ritenute alla fonte, oltre a addizionali regionali e comunali;
  • IVA;
  • Contributi previdenziali e assistenziali.

 

La misura si applica in favore di imprese e i professionisti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio italiano, con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019, i quali hanno registrato una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di novembre dell’anno 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

A prescindere dai requisiti appena citati, la sospensione opera in favore di:

  • Attività economiche sospese in seguito al DPCM del 3 novembre 2020;
  • Attività di ristorazione con sede legale, domicilio fiscale o sede operativa nelle zone rosse o arancioni come individuate alla data del 26 novembre 2020.

 

I versamenti sospesi potranno essere effettuati:

  • In un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021;
  • In un massimo di quattro rate a partire sempre dal 16 marzo 2021.

Leggi anche “Contributi sospesi a dicembre: le istruzioni”

Bar e ristoranti: seconda rata IMU 

Il Decreto “Ristori” ha previsto la cancellazione della seconda rata IMU per i settori colpiti dalle restrizioni decise con DPCM del 24 ottobre 2020, tra cui bar e ristoranti.

La misura si applica agli immobili (e relative pertinenze) in cui vengono esercitate le attività coinvolte dalle limitazioni governative, da parte degli stessi soggetti che ne sono anche proprietari.

 

Bar e ristoranti: acconti IRPEF, IRES e IRAP 

Il Decreto “Ristori-quater” ha disposto lo slittamento della seconda o unica rata di acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP al 10 dicembre 2020 per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con domicilio fiscale, sede legale od operativa nel territorio italiano.

La scadenza per i pagamenti in questione è invece prorogata al 30 aprile 2021 in favore di esercenti attività d’impresa, arte o professione con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel 2019 che abbiano subito una riduzione di fatturato non inferiore al 33% nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo 2019.

La proroga al 30 aprile 2021 spetta, a prescindere dai requisiti appena citati, per:

 

  • Esercenti attività d’impresa, arte o professione di cui all’allegato 1 e 2 del “Ristori-bis” (tra cui bar e ristoranti) con sede nelle zone rosse;
  • Esercenti attività di ristorazione nelle zone arancioni.

 

Bar e ristoranti: Cassa integrazione 

Il D.l. “Ristori” ha concesso altre sei settimane di Cassa integrazione con causale “COVID-19” dal 16 novembre al 31 gennaio 2021, in aggiunta alle diciotto previste dal Decreto “Agosto”. 

Non solo. Il Decreto “Ristori-quater” ha esteso l’applicazione degli ammortizzatori sociali per COVID-19 introdotti dal Decreto “Agosto” pari a diciotto settimane dal 13 luglio al 31 dicembre 2020 ai lavoratori in forza alla data del 9 novembre 2020. In precedenza l’accesso alla Cassa era riservato ai dipendenti assunti al 13 luglio 2020.

 



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