Home Economia Contributi a fondo perduto 2020: nuovi codici Ateco, importi ed esempi di...

Contributi a fondo perduto 2020: nuovi codici Ateco, importi ed esempi di indennizzi

Giuseppe Moschella
contributi a fondo perduto ristori bis

Dopo il primo Decreto Rstori (D.L. 137/2020), che ha reintrodotto contributi a fondo perduto, a sostegno delle attività colpite dall’emergenza covid e dalle restrizioni di ottobre, ecco che arriva un altro provvedimento: il Decreto Ristori Bis, che di fatto ha ampliato la portata di questi indennizzi, alle attività e imprese incluse nelle zone rosse e arancioni, la cui situazione si è aggravata, in conseguenza delle ulteriori restrizioni imposte dall’ultimo Dpcm novembre, che ha diviso l’Italia in 3 fasce: rossa, arancione e gialla.

E’ stato in particolare previsto uno stanziamento destinato a supportare le attività economiche che sono interessate direttamente o indirettamente dalle restrizioni disposte dal Governo a tutela della salute.

Il provvedimento introdotto nel primi Decreto Ristori, che richiama il contributo previsto dal decreto Rilancio (art. 25), contiene una serie di interventi a sostegno dell’economia colpita dalla pandemia, tra i quali si segnala la disposizione del contributo a fondo perduto per le imprese dei settori maggiormente colpiti dalle nuove restrizioni.

Queste riceveranno le risorse a disposizione con la stessa procedura già utilizzata dall’Agenzia delle Entrate in relazione ai contributi previsti dal decreto “rilancio”.

Tra i beneficiari di tale contributo sono incluse anche le imprese con fatturato superiore a 5 milioni di euro, e potranno presentare la domanda anche le imprese che non hanno usufruito del precedente contributo, mentre è prevista l’erogazione automatica (entro il 15 novembre) sul conto corrente per chi aveva già fatto domanda in precedenza e ha incassato l’analogo indennizzo.

A questo proposito, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ha rassicurato sul fatto che gil dal 9 novembre i beneficiari dei contributi si troveranno gli indennizzi spettanti, accreditati sul conto corrente: “Sono stati disposti i bonifici in favore di più di 211 mila imprese, per un totale di oltre 964 milioni di euro”, quasi 1 miliardo, – ha annunciato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, spiegando che i soldi – “arriveranno già lunedì e martedì in tempi record”. Saranno pagati direttamente sul conto corrente dei beneficiari.

Il contributo varia dal 100% al 400% di quanto previsto in precedenza, in funzione del settore di attività, inoltre lo stesso non spetta se la partita Iva cessata alla data di presentazione dell’istanza.

Contributi a fondo perduto: novità Decreto Ristori Bis

A tutto ciò si aggiungono ora le novità dell’ultimo provvedimento di aiuti, approvato nella notte del 6 novembre dal Governo: il Decreto Ristori Bis, con cui è stata di fatto ampliata la gittata degli indennizzi a fondo perduto.

Sono previste infatti 3 novità principali:

  • un’estensione delle categorie di attività beneficiarie degli indennizzi, con nuovi codici Ateco,
  • il contributo è aumentato di un ulteriore 50 per cento, per alcuni operatori già beneficiari degli aiuti, colpiti da ulteriori restrizioni alla luce delle nuove misure restrittive nelle zone arancioni e rosse,
  • previsto un nuovo contributo a fondo perduto per specifiche imprese che operano nelle Regioni caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità. Il contributo sarà erogato sempre dall’Agenzia delle entrate sul conto corrente, in relazione ai contributi previsti dal decreto “Rilancio” e per quelli introdotti con il precedente decreto Ristori. L’importo del beneficio varierà in funzione del settore di attività dell’esercizio.

Contributi a fondo perduto: novità Decreto Ristori ter

Ultima novità in ordine cronologico è l’estensione dei contributi a fondo perduto anche ai negozi di scarpe e accessori. Con l’approvazione del Decreto Ristori Ter, è stato stabilito l’ampliamento anche a questa attività degli indennizzi.

Come specificato all’articolo 1 del Ristori ter in Gazzetta, L’allegato 2 del citato decreto-legge n. 149 del 2020 è integrato con la seguente riga:

 47.72.10 Commercio al dettaglio di calzature e accessori 200%

I negozi di scarpe quindi saranno inclusi tra i beneficiari dei contributi a fondo perduto con una percentuale del 200 per cento.

All’allegato 2 del decreto legge 9 novembre 2020, n. 149 è stato quindi aggiunto questo ulteriore codice Ateco. I negozi di calzature e accessori possono accedere agli indennizzi a fondo perduto 2020.

Contributi a fondo perduto: a chi spettano

In base alle regole del primo Decreto Ristori, il contributo a fondo perduto viene riconosciuto a favore dei soggetti che:

  • alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita Iva attiva;
  • dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 1 al decreto.

Se vengono esercitate più attività, per attività prevalente si intende l’attività che è stata dichiarata tale ai sensi dell’art. 35 del D.P.R. n. 633/1972. In questo caso si dovrà fare riferimento al modello presentato per la dichiarazione di inizio o di variazione di attività.

Il contributo non è previsto per i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 25 ottobre 2020, e rispetto a quanto previsto dall’art. 25 del D.L. n. 34/2020, possono beneficiare del ristoro anche i contribuenti con ammontare dei ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro.

Con decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, potranno essere individuati ulteriori codici ATECO riferiti a settori economici aventi diritto al contributo.

Contributi a fondo perduto: nuove categorie Decreto Ristori Bis

Altre categorie sono state ammesse ai contributi a fondo perduto tra il 100% e il 200% previsti dal decreto ristori 1.

Compaiono molte delle categorie che lamentavano di essere stati esclusi dagli aiuti nel precedente provvedimento:

  • avranno contributi al 100% i bus turistici e anche i trasporti lagunari, i fotoreporter, chi fa corsi di danza, le lavanderie industriali, i negozi di bomboniere i traduttori e anche i produttori di fuochi d’artificio.
  • al 200% arriveranno invece guide alpine, musei, biblioteche, monumenti e anche orti botanici e zoo. Incluse anche la ristorazione senza somministrazione, come rosticcerie e pizzerie al taglio, e gli internet point, che avranno un ristoro al 50% di quanto già avuto in estate.

Contributi a fondo perduto: il fatturato

Per beneficiare del contributo a fondo perduto, l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020, deve essere inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Se ad esempio l’ammontare del fatturato di aprile 2019 è stato di 30.000 euro i 2/3 ammontano a 20.000, in questo caso la condizione si verifica se l’ammontare del fatturato di aprile 2020 è inferiore a 20.000 euro.

E’ stato a suto tempo chiarito con la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 15 del 13 giugno 2020, che per il calcolo del fatturato e dei corrispettivi da confrontare al fine di verificare la riduzione, poiché si fa riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione dei beni o di prestazione dei servizi, dovranno essere considerate le operazioni che hanno partecipato alla liquidazione periodica del mese di aprile 2019 (rispetto ad aprile 2020).

Per il calcolo dell’ammontare del contributo sono state previste delle “quote”, differenziate per settore economico, e riportate nell’Allegato 1 al decreto 137/2020, in ogni caso l’importo del contributo, non può essere superiore a euro 150.000 euro.

Tra le quote previste dal decreto si evidenzia:

  • il 100% per taxi e autonoleggio;
  • il 150% per bar, gelaterie, pasticcerie, alberghi, affittacamere, villaggi turistici, campeggi;
  • il 200% per ristoranti, palestre, piscine, impianti sportivi, cinema, teatri, intrattenimento;
  • il 400% per discoteche, sale da ballo, night club e simili.

Contributi a fondo perduto: il pagamento

Per i soggetti che hanno già beneficiato e ricevuto il contributo previsto dall’art. 25 del D.L. n. 34/2020, non è previsto nessun adempimento, l’ammontare dello stesso è determinato come quota del contributo già erogato in base a quanto disposto dall’articolo 25.

Prendendo in considerazione un ristorante la cui quota prevista dal decreto è pari a 200%, se è stato beneficiario di un contributo di 4.000 euro, l’accredito sul conto corrente sarà di 8.000 euro, ovvero la quota del 200% di 4.000 (contributo già erogato).

Chi invece non ha mai presentato istanza, potrà presentare la domanda tramite la procedura web utilizzando il modello approvato con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 giugno 2020. Un prossimo provvedimento delle Entrate dovrà stabilire i termini e le modalità per la trasmissione delle istanze.

Il contributo è determinato come quota del valore calcolato sulla base dei dati indicati nell’istanza trasmessa, e dei criteri stabiliti dai commi 4, 5 e 6 dell’art. 25 del decreto “Rilancio”.

Sono state stabilite delle percentuali in funzione dei ricavi o dei compensi relativi al periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto (19 maggio 2020), ossia, per i contribuenti “solari”, quelli relativi al 2019.

Nello specifico abbiamo:

  • il 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400 mila euro;
  • il 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400 mila euro e fino a 1 milione di euro;
  • il 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.

Qualora l’ammontare dei ricavi o compensi è superiore a 5 milioni di euro, il valore è calcolato applicando la percentuale del 10% del calo del fatturato.

>> Qui tutte le misure introdotte con il Decreto Ristori

>> Scopri l’E-book Decreto Ristori 2020 <<

Contributi a fondo perduto: esempi di importi pagati

Il nuovo ristoro può essere pari a quello calcolato (e già percepito) secondo le regole appena ricordate, incrementato di una certa percentuale, diversa a seconda del codice Ateco di appartenenza.

Per fare un esempio di come funziona il contributo consideriamo un Bar con ricavi inferiori a 400 mila euro, che ha già ricevuto un contributo pari a 1.961 euro, questo riceverà un ristoro del 150% del valore medio di 2.941 euro.

Per un ristorante invece che supera i 400 mila euro di ricavi, e che ha ricevuto precedentemente un contributo pari a 6.960 euro (quota 200%), riceverà un ristoro del 200% del valore medio di 13.920 euro. Una palestra con ricavi inferiori a 400 mila euro, che ha ricevuto infine un contributo di importo medio pari a 2.028 euro, riceverà un ristoro del 200% del valore medio di 4.056 euro.

Considerato invece un albergo che non ha beneficiato del contributo, con ricavi superiori a 5 milioni di euro, per tale attività la quota prevista è pari a 150%.

Sopponendo una differenza di fatturato (aprile 2019 – aprile 2020) pari a 500.000 euro, si applicherà in questo caso la percentuale del 10% quindi 50.000 al cui importo verrà calcolata la quota del 150% (75.000). Il contributo spettante sarà di 75.000 euro.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome