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Rinnovo cassa integrazione 2021: beneficiari, durata, novità Legge di bilancio

Fino al 31 marzo la cassa integrazione ordinaria. Fino al 30 giugno quella in deroga

Paolo Ballanti
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Il 16 novembre 2020 il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al Disegno di legge di bilancio 2021, riguardante il Bilancio previsionale dello Stato per l’anno finanziario 2021 quella che in gergo è chiamata Legge di Bilancio. Ora si attende solo l’inizio del percorso in Parlamento, che si concluderà con l’approvazione del testo di legge, entro il 31 dicembre 2020, e l’entrata in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Stando all’ultimo testo del Disegno di legge (Ddl) all’interno del titolo VI dedicato a “Lavoro, famiglia e politiche sociali” è presente l’articolo 51 che tratta, tra le altre cose, il tema degli ammortizzatori sociali con causale “COVID-19”, l’esonero contributivo per le imprese che non chiedono la Cassa integrazione e infine il divieto di licenziamento.

Proprio il tema degli ammortizzatori sociali riveste grande importanza, tenuto conto dei rischi occupazionali legati agli effetti economici dell’emergenza COVID-19.

A tal proposito, il Ddl prevede 12 settimane di Cassa integrazione speciale “COVID-19” dal 1º gennaio 2021 al 30 giugno 2021, senza modificare l’impostazione degli ammortizzatori come disciplinata dal Decreto “Cura Italia” (D.l. n. 18/2020) in termini di accesso alla prestazione.

Analizziamo nel dettaglio le novità in arrivo nel 2021 per quanto riguarda i trattamenti di Cig.

Cassa integrazione: rinnovo in Legge di bilancio 2021

Il testo della legge di bilancio 2021 prevede, dal prossimo anno, 12 settimane di ammortizzatori sociali con causale “COVID-19”. La misura, si legge nel testo, è giustificata dal garantire una più ampia forma di tutela dei posti di lavoro visto il prolungarsi degli effetti occupazionali dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Di seguito vediamo gli strumenti di sostegno al reddito che potranno essere chiesti nel 2021 dalle aziende:

  • Cassa integrazione ordinaria (CIGO);
  • Cassa integrazione in deroga (CIGD);
  • Assegno ordinario a carico del Fondo integrazione salariale (FIS);
  • Cassa integrazione salariale operai agricoli (CISOA).

Con esclusivo riferimento al trattamento CISOA, il disegno di legge prevede un limite massimo di durata pari a novanta giorni dal 1º gennaio 2021 al 30 giugno 2021.

Cassa integrazione Covid 2021: quando usarla

Le 12 settimane di cassa per COVID-19 dovranno essere fruite nelle seguenti finestre temporali:

  • Dal 1º gennaio 2021 al 31 marzo 2021 per i trattamenti di Cassa integrazione ordinaria;
  • Dal 1º gennaio 2021 al 30 giugno 2021 per i trattamenti di Assegno ordinario a carico del FIS e Cassa integrazione in deroga.

Cassa integrazione Decreto Ristori 

Il testo dedica spazio anche al rapporto con le 6 settimane di ammortizzatori sociali previste dal recente Decreto Ristori (D.l. n. 137 del 28 ottobre 2020).

La norma riconosce alle aziende che abbiano interamente goduto delle 18 settimane previste dal Decreto Agosto (D.l. n. 104 del 14 agosto 2020) di ottenere altre 6 settimane di cassa con causale “COVID-19”, da fruire nel periodo 16 novembre 2020 – 31 gennaio 2021.

A tal proposito, prevede il testo del provvedimento, i periodi richiesti e autorizzati ai sensi del “Ristori” e collocati, anche solo parzialmente, in periodi successivi al 1º gennaio 2021 vengono imputati alle nuove 12 settimane.

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Cassa integrazione in Legge di bilancio 2021: fare domanda

Le domande per accedere ai periodi di cassa integrazione previsti dal Ddl Bilancio devono essere inoltrate, a pena di decadenza, all’INPS entro la fine del mese successivo quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o riduzione di orario. In sede di prima applicazione delle dodici settimane, il termine di invio delle istanze sarà eccezionalmente fissato alla fine del mese successivo quello di entrata in vigore della legge finanziaria.

Cassa integrazione in Legge di bilancio 2021: come viene pagata

Le ore di assenza dei dipendenti per sospensione o riduzione dell’attività lavorativa con intervento dei trattamenti di Cassa integrazione o assegno ordinario sono a carico dell’INPS. Le aziende di norma anticipano le somme in capo all’Istituto, salvo poi recuperarle in sede di versamento dei contributi previdenziali con modello F24.

In deroga all’anticipazione è possibile chiedere il pagamento diretto al dipendente delle ore di cassa da parte dell’INPS. In questo caso è fatto carico all’azienda di trasmettere i modelli cosiddetti “SR-41” necessari affinché l’Istituto provveda alle erogazioni. La bozza del Ddl fissa il termine per l’invio alla fine del mese successivo quello interessato dalla Cassa ovvero, se posteriore, entro trenta giorni dall’adozione del provvedimento che autorizza l’ammortizzatore sociale.

In sede di prima applicazione della normativa, il termine per l’invio dei modelli SR-41 è fissato al trentesimo giorno successivo quello di entrata in vigore della legge di bilancio, se posteriore alle scadenze ordinarie.

Trascorso inutilmente il termine per l’invio delle istanze, i periodi di Cassa integrazione restano interamente a carico dell’azienda senza alcun intervento dell’INPS.

Legge di bilancio 2021: a chi spetta la cassa integrazione

Le 12 settimane di Cassa sono destinate ai lavoratori in forza alla data di entrata in vigore della legge.

Legge di bilancio 2021: fondi stanziati per Cig covid

Le misure per la cassa integrazione saranno finanziate con un apposito capitolo di bilancio all’interno dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con una dotazione finanziaria per il prossimo anno pari a 5,3 miliardi di euro.

Legge di bilancio 2021: esonero contributi

Il Disegno di legge bilancio proroga di altre 8 settimane l’esonero contributivo previsto dal Decreto “Agosto” per le aziende che non ricorrono agli ammortizzatori sociali.

L’agevolazione, comunque fruibile entro il 31 marzo 2021, è calcolata sulle ore di integrazione salariale fruite a maggio e giugno 2020, con esclusione dei premi dovuti all’INAIL.

La misura è riservata ai datori di lavoro privati, eccezion fatta per il settore agricolo.

In costanza di fruizione dell’esonero ne è ammessa l’interruzione e contestualmente l’accesso agli ammortizzatori sociali.

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