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Lavoratori fragili: assenza da lavoro è malattia solo fino al 15 ottobre scorso. Istruzioni Inps

Scaduta il 15 ottobre la copertura previdenziale della malattia per le assenze dei lavoratori fragili. Cosa fare ora

Daniele Bonaddio
lavoratori fragili malattia fino 15 ottobre

Per i cosiddetti lavoratori fragili, ossia i soggetti in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, co. 3, della L. n. 104/1992), il periodo di assenza dal servizio viene equiparato a degenza ospedaliera. Cosa significa? Ebbene, ciò comporta il riconoscimento della prestazione economica e della correlata contribuzione figurativa entro i limiti del periodo massimo assistibile previsto dalla normativa vigente per la specifica qualifica e il settore lavorativo di appartenenza.

Tale agevolazione, però, non è stata attualmente prorogata dai recenti decreti legge. Si ricorda, al riguardo, che il termine di tutela è stato inizialmente stabilito al 30 aprile 2020 dall’art. 26, co. 2 del D.L. n. 18/2020 (cd. “Decreto Cura Italia”), convertito con modificazioni in L. n. 27/2020. Successivamente, la scadenza è stata prorogata due volte:

  • con il cd. “Decreto Rilancio” (art. 74, co. 1, lett. a), del D.L. n. 34/2020, convertito con modificazioni in L. n. 77/2020), fino al 31 luglio 2020;
  • con il cd. “Decreto Agosto” (art. 26, co. 1-bis del D.L. n. 104/2020), fino al 15 ottobre 2020.

Il differimento della tutela per i “lavoratori fragili” è stato recepito dall’INPS con il Messaggio n. 4157 del 9 novembre 2020.

In sostanza il 15 ottobre è scaduta la copertura previdenziale della malattia per le assenze dei lavoratori fragili.

Ma la domanda che molti si pongono è: cosa succede per i lavoratori fragili dal 16 ottobre in poi? Che tutele hanno? Cerchiamo di fare chiarezza in merito.

Quarantena: equiparazione alla malattia

L’art. 26 del D.L. n. 18/2020, convertito con modificazioni in L. n. 27/2020, dispone che “il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, dai lavoratori del settore privato, è equiparato a malattia ai  fini  del  trattamento economico”. Tale periodo, tra l’altro, non è  computabile ai fini del periodo di comporto.

Pertanto, la tutela viene riconosciuta a fronte di un procedimento di natura sanitaria dal quale non è possibile prescindere, alla luce:

  • sia dell’equiparazione della stessa alla malattia;
  • sia dell’obbligo per il lavoratore di produrre idonea certificazione sanitaria.

Nulla è innovato, sotto il profilo previdenziale e contrattuale, in merito alla specifica tutela prevista in caso di malattia comportante incapacità temporanea al lavoro per le diverse categorie di lavoratori.

Pertanto, ai lavoratori aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia a carico dell’Istituto, viene riconosciuta:

  • l’indennità economica previdenziale (con correlata contribuzione figurativa), sulla base del settore aziendale e della qualifica del lavoratore;
  • l’eventuale integrazione retributiva, dovuta dal datore di lavoro, secondo gli specifici contratti di riferimento (con la conseguente copertura contributiva).

Si ricorda, al riguardo, che tali periodi non sono da computare per il raggiungimento del limite massimo previsto per il comporto nell’ambito del rapporto di lavoro.

Lavoratori fragili: equiparazione a degenza ospedaliera

Differente è il caso, invece, dei lavoratori dei settori privati e pubblici in possesso:

  • di riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992);
  • di condizioni di rischio determinate da immunodepressione, esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, debitamente certificate mediante riconoscimento di disabilità (art. 3, comma 1, della legge n. 104/1992).

In questi ultimi casi, trattandosi di lavoratori fragili, l’intero periodo di assenza dal servizio debitamente certificato, fino al termine del 15 ottobre 2020, è equiparato a degenza ospedaliera.

Laddove l’interessato non sia in possesso del verbale di riconoscimento della disabilità, la condizione di rischio può essere attestata dagli organi medico legali presso le ASL territorialmente competenti.

>> lavoratori fragili: chi sono, visita medica, diritti, agevolazioni

Lavoratori fragili: rilascio della certificazione sanitaria

Sia nel primo che nel secondo caso di disabilità, il lavoratore deve farsi rilasciare la certificazione di malattia dal proprio medico curante. In questo modo, si garantisce l’avvio del procedimento per il riconoscimento della prestazione equiparata alla degenza ospedaliera.

Si ricorda, al riguardo, che:

  • in caso di degenza ospedaliera è prevista una decurtazione ai 2/5 della normale indennità qualora non vi siano familiari a carico;
  • il termine massimo previsto per la trasmissione della certificazione eventualmente prodotta in modalità cartacea è pari all’anno di prescrizione della prestazione.

Lavoratori fragili: cosa deve fare il medico curante

Il medico curante è tenuto a precisare, nelle note di diagnosi:

  • l’indicazione dettagliata della situazione clinica del suo paziente, tale da far emergere chiaramente la situazione di rischio in soggetto con anamnesi personale critica;
  • i riferimenti del verbale di riconoscimento dello stato di handicap ovvero della certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali delle Autorità sanitarie locali.

Successivamente gli Uffici medico legali dell’INPS territorialmente competenti verificano la certificazione prodotta per i lavoratori aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia. Questi ultimi possono acquisire, in caso di necessità, ulteriore documentazione dal lavoratore ai fini della definizione della pratica.

Lavoratori fragili: assenza per Covid-19

Le regole cambiano se il lavoratore si assenta per Covid-19. In tali casi, quest’ultimo deve farsi rilasciare il certificato di malattia dal proprio medico curante senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica.

Tale fattispecie rientra nella consueta gestione della malattia comune.

Lavoratori fragili: equiparazione a degenza ospedaliera fino al 15 ottobre 2020

Come specificato in premessa, il “Decreto Agosto” ha disposto un’ulteriore proroga, al 15 ottobre 2020, del termine previsto per la tutela in questione. Allo stato attuale, quindi, l’equiparazione alla degenza ospedaliera per i lavoratori fragili è riconosciuta per periodi di assenza dal lavoro compresi tra il 17 marzo 2020 e il 15 ottobre 2020.

Quindi, dal 16 ottobre in poi, in caso di assenza, tale periodo verrà gestito con l’istituto della malattia, in base al CCNL di riferimento.

Lavoratori fragili: smart working fino a fine anno

Infine, il legislatore ha previsto, dal 16 ottobre 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per i lavoratori fragili, l’esercizio dell’attività lavorativa in modalità agile. È possibile adibire il lavoratore anche a mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.

 



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