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Gestione separata Inps: chi deve iscriversi, istruzioni, come funziona, vantaggi

Paolo Ballanti
gestione separata Inps guida

La Gestione separata istituita presso l’INPS ha lo scopo di garantire una serie di prestazioni previdenziali a soggetti diversi dai lavoratori dipendenti.

Questa branca dell’INPS opera con regole diverse rispetto alla gestione che si occupa dei dipendenti: dall’iscrizione sino al versamento dei contributi.

Cerchiamo quindi di capire nel dettaglio le caratteristiche ed il funzionamento della Gestione separata.

Gestione separata Inps: chi deve iscriversi

L’iscrizione alla Gestione separata è prevista nei confronti di:

  • Liberi professionisti privi delle rispettive casse di previdenza;
  • Liberi professionisti con cassa di previdenza che svolgono attività per le quali non è previsto l’obbligo di iscrizione alla stessa (ad esempio uno psicologo che presta attività anche come lavoratore dipendente);
  • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co);
  • Venditori a domicilio;
  • Spedizionieri doganali non dipendenti;
  • Assegnisti di ricerca;
  • Destinatari di borse di studio per la frequenza ai dottorati di ricerca;
  • Amministratori locali;
  • Lavoratori autonomi occasionali;
  • Associati in partecipazione.

I soggetti interessati sono tenuti ad iscriversi alla Gestione separata al momento dell’instaurazione del primo rapporto. Ne consegue che l’adempimento non è da replicare in caso di attività future, anche se con committenti diversi.

Per iscriversi è necessario collegarsi al portale telematico dell’INPS (per coloro che sono in possesso delle credenziali di accesso PIN, SPID, CIE o CNS). In alternativa si può chiamare il Contact center dell’Istituto o rivolgersi ai patronati.

Gestione separata Inps: versamento contributi

L’ammontare dei contributi dovuti alla Gestione separata è definito annualmente dall’INPS con apposita circolare. Per il 2020 i valori di riferimento sono riportati nella circolare n. 12 del 3 febbraio 2020.

Le aliquote sono differenziate tra:

  • Collaboratori ed altre figure iscritte alla Gestione separata privi di altra copertura previdenziale, nei cui confronti l’aliquota per il 2020 è pari al 33% a titolo di assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti cui si aggiungono lo 0,72% per le prestazioni di maternità, malattia ed assegni familiari e lo 0,51% a finanziamento dell’indennità di disoccupazione DIS-COLL (contribuzione totale 34,23%);
  • Soggetti di cui al punto precedente per i quali non è prevista la copertura dell’indennità di disoccupazione DIS-COLL, a prescindere dai requisiti personali (contribuzione 33% a titolo di invalidità, vecchiaia e superstiti cui si aggiunge lo 0,72% per maternità, malattia e assegni familiari per un totale pari al 33,72%);
  • Soggetti iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria perché ad esempio lavoratori dipendenti o pensionati, i contributi totali ammontano al 24%;
  • Liberi professionisti non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie, l’aliquota totale è pari al 25,72% a titolo di 25,72% a titolo di assicurazione, invalidità, vecchiaia e superstiti (25%) cui si aggiunge lo 0,72% per le prestazioni di maternità, malattia ed assegni familiari.

Gestione separata Inps: calcolo dei contributi

Le percentuali appena citate devono essere calcolate sulla base imponibile. Il risultato rappresenta il totale degli importi da versare all’INPS.

La base imponibile è rappresentata da tutti i compensi percepiti in virtù della prestazione per la quale è previsto l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata, al lordo delle ritenute fiscali.

Facciamo l’esempio di Tizio, libero professionista privo della cassa di previdenza. Questi percepisce un compenso di 1.000 euro. Nei suoi confronti si applica un’aliquota pari al 25,72% in quanto non iscritto ad altra forma di previdenza obbligatoria.

I contributi da versare alla Gestione separata saranno pari a:

1.000,00 euro * 25,72% = 257,20 euro.

I contributi totali vengono ripartiti tra committente e prestatore nelle seguenti misure:

  • Per i collaboratori ed altre figure iscritte alla Gestione separata i contributi sono per 1/3 a carico del prestatore e 2/3 a carico del committente;
  • Per i professionisti la contribuzione è totalmente a carico degli stessi.

Gestione separata Inps: come si versano i contributi 

Anche sulle modalità di versamento si segnalano differenze tra iscritti alla Gestione separata da una parte e professionisti dall’altra.

Per i primi i contributi vengono versati dal committente all’INPS con modello F24 (per i datori di lavoro privati) o F24 EP (per le amministrazioni pubbliche) entro il giorno 16 del mese successivo quello di erogazione del compenso, anche per la parte a carico del collaboratore.

Al contrario, i professionisti versano in autonomia i contributi all’INPS con modello F24, secondo le scadenze fissate per il pagamento delle imposte sui redditi, nello specifico saldo 2019 e primo / secondo acconto 2020.

Gestione separata Inps: minimali e massimali

È prevista una soglia minima (cosiddetto “minimale”) al di sotto della quale non posso essere calcolati i contributi alla Gestione separata. L’asticella è definita annualmente dall’INPS nella stessa circolare in cui vengono comunicate le aliquote. Nello specifico per il 2020 (circolare INPS n. 12 del 3 febbraio 2020) il minimale è pari a 15.953,00 euro.

Di conseguenza, per vedersi accreditato un intero anno di contributi alla Gestione separata (soprattutto ai fini pensionistici), è necessario aver versato nel 2020:

  • 828,72 euro di contributi per i soggetti con aliquota al 24% (il calcolo avviene applicato il 24% a 15.953,00 euro);
  • 4103,11 euro per chi è soggetto all’aliquota del 25,72%;
  • 379,35 euro per coloro che hanno l’aliquota al 33,72%;
  • 460,71 euro in caso di aliquota pari al 34,23%.

Viene inoltre previsto (e comunicato annualmente dall’INPS) l’importo oltre il quale non devono più essere versati contributi (cosiddetto “massimale”). Nel 2020 il valore di riferimento è pari a 103.055,00 euro, da calcolarsi con riferimento ai redditi conseguiti dall’iscritto.

Gestione separata Inps: quali prestazioni sono garantite

Come anticipato, le prestazioni garantite dalla Gestione separata sono:

Peraltro, a seguito dell’emergenza COVID-19 i collaboratori coordinati e continuativi iscritti in via esclusiva alla Gestione separata (in attività al 23 febbraio 2020) hanno potuto inoltrare domanda all’INPS per ottenere un’indennità una tantum di 600 euro mensili rispettivamente per marzo ed aprile 2020, oltre ad una quota di 1.000 euro per maggio.

Da ultimo, per i collaboratori che al 23 febbraio 2020 hanno prestato attività lavorativa ovvero sono risultati residenti / domiciliati nei comuni della “zona rossa” è stata introdotta un’indennità di 500 euro mensili per un massimo di 3 mesi, calcolata in base al periodo di sospensione dell’attività.

 



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