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Figli disabili a carico 2020: tutte le detrazioni possibili e come funzionano

Paolo Ballanti
agevolazioni figli disabili a carico 2020

Le detrazioni d’imposta hanno la funzione di abbattere la tassazione a carico dei lavoratori dipendenti, in considerazione delle spese che questi devono sostenere per:

  • Recarsi al lavoro (detrazione per lavoro dipendente);
  • Mantenere figli e familiari fiscalmente a carico (detrazioni per familiari a carico).

La detrazione varia principalmente in funzione del reddito complessivo dell’interessato e, nel caso specifico dei figli, in virtù della loro età e caratteristiche personali. Sotto quest’ultimo aspetto la normativa fiscale prevede detrazioni superiori in caso di figli a carico portatori di handicap.

Per comprendere come opera la detrazione d’imposta, consideriamo il dipendente Mevio con imposta lorda (calcolata in base alla sua retribuzione) pari a 250 euro. Questo sarebbe l’importo da trattenergli a titolo di tassazione IRPEF. Tuttavia, operando le detrazioni d’imposta (ipotizziamo 100 euro per lavoro dipendente e 50 euro per figli a carico), la trattenuta effettiva sarà:

250 – 100 – 50 = 100 euro.

Analizziamo nel dettaglio quali detrazioni sono previste per figli disabili a carico e come calcolarle.

Figli disabili a carico: reddito complessivo

Le detrazioni d’imposta variano in base al reddito complessivo dell’interessato, calcolato sommando i redditi di ogni categoria al netto:

  • Degli oneri deducibili applicati dal sostituto d’imposta (ad esempio per contributi a carico dipendente);
  • Al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze.

Come vedremo meglio nei paragrafi successivi, in caso di riconoscimento delle detrazioni direttamente dall’azienda, il reddito complessivo dell’anno è:

  • Frutto di una simulazione nei singoli mesi;
  • Soggetto a conguaglio di fine anno quando sarà noto il reddito complessivo effettivo.

Ulteriori variazioni possono presentarsi in sede di dichiarazione 730 / Unico, in presenza di redditi diversi da quelli erogati dall’azienda.

Vivenza a carico dei figli disabili 

Per poter considerare un figlio “fiscalmente a carico” è necessario che lo stesso abbia un reddito personale annuo, al lordo degli oneri deducibili, non superiore a 2.840,51 euro. Il suddetto limite è elevato a 4 mila euro per i figli di età non superiore a 24 anni.

Portatori di handicap inferiori a 3 anni

L’importo spettante a titolo di detrazione per figli a carico è differenziato in ragione dell’età del figlio. In particolare, se questa è superiore o inferiore ai 3 anni.

Per i figli a carico portatori di handicap fino a 3 anni di età spetta una detrazione pari a:

1.620 (valore determinato per legge) * [(95.000 – reddito complessivo) / 95.000].

Per i figli normodotati la formula è identica, eccezion fatta per il valore fisso di 1.220 anziché 1.620.

Ipotizziamo un genitore con reddito complessivo pari a 30 mila euro nel 2020. La detrazione spettante nell’anno per il figlio di 2 anni portatore di handicap sarà pari a:

1.620 * [(95.000 – 30.000) / 95.000] = 1.108,40 euro.

È opportuno precisare che il risultato delle operazioni all’interno della parentesi quadra dev’essere assunto nelle prime quattro cifre decimali con troncamento (quindi senza procedere ad alcun arrotondamento). Nell’esempio appena citato il valore è:

[(95.000 – 30.000) / 95.000] = 0,68421053.

Tuttavia l’importo da moltiplicare con 1.620 è solamente 0,6842.

Portatori di handicap superiori a 3 anni

In presenza di figli portatori di handicap di età superiore a 3 anni diminuisce il valore della detrazione, posto che la si ottiene con la seguente formula:

1.350 * [(95.000 – reddito complessivo) / 95.000].

Come si può notare cambia, rispetto alla casistica precedente, il valore fisso pari a 1.350 anziché 1.620 (950 invece per i figli normodotati di età superiore a 3 anni).

Riprendendo l’esempio precedente (reddito complessivo pari a 30 mila) vediamo la differenza di importo in presenza di un figlio di età superiore ai 3 anni:

1.350 * [(95.000 – 30.000) / 95.000] = 923,67 euro.

Più figli disabili a carico

In presenza di due o più figli a carico cambia l’importo della detrazione. In particolare, per ogni figlio successivo al primo, il valore di 95.000 al numeratore e al denominatore dev’essere incrementato di 15.000. Pertanto, in presenza di:

  • Due figli a carico il valore di 95.000 passa a 110.000;
  • Tre figli a carico, il parametro è pari a 125.000;
  • Quattro figli a carico, il valore è pari a 140.000.

Quanto citato avviene a prescindere dal fatto che i figli siano normodotati o portatori di handicap.

Non è finita qui. In presenza di più figli l’importo teorico totale della detrazione dev’essere determinato in ragione delle caratteristiche di ognuno di essi (età e se normodotato / portatore di handicap).

Pensiamo al caso del genitore con due figli:

  • Figlio A, età 2 anni portatore di handicap (importo teorico della detrazione pari a 1.620;
  • Figlio B, età 5 anni normodotato (importo teorico della detrazione pari a 950).

In tal caso per calcolare la detrazione complessivo per l’anno di imposta 2020 (reddito complessivo sempre 30 mila euro) si dovrà:

  • Sommare 1.620 + 950 = 2.570 ottenendo così l’importo teorico complessivo della detrazione;
  • Assumere 95.000 + 15.000 = 110.000 come numeratore e denominatore.

A questo punto possiamo calcolare la detrazione pari a:

2.570 * [(110.000 – 30.000) / 110.000] = 1.868,90 euro.

Più di 3 figli a carico

In aggiunta a quanto appena descritto, i soggetti con più di tre figli a carico vedono aumentarsi l’importo teorico della detrazione in misura pari a 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo.

Consideriamo l’ipotesi del contribuente con quattro figli a carico:

  • Figlio 1 normodotato di età superiore a 3 anni;
  • Figlio 2 normodotato di età inferiore a 3 anni;
  • Figlio 3 portatore di handicap di età superiore a 3 anni;
  • Figlio 4 portatore di handicap di età inferiore a 3 anni.

In tal caso l’importo teorico della detrazione dovrà essere aumentato di 200 euro per ogni figlio:

  • Figlio 1 importo teorico passa da 950 a 1.150;
  • Figlio 2 importo teorico passa da 1.220 a 1.420;
  • Figlio 3 importo teorico passa da 1.350 a 1.550;
  • Figlio 4 importo teorico passa da 1.620 a 1.820.

Di conseguenza l’importo teorico complessivo sarà pari a 5.940, mentre il numeratore ed il denominatore saranno entrambi 140.000:

5.940 * [(140.000 – 30.000) / 140.000] = 4.667,06 euro.

Percentuale di vivenza a carico

Nel caso di figlio o figli a carico di entrambi i genitori (50% ciascuno) l’importo teorico della detrazione dev’essere ricalcolato in misura pari al 50%.

Riprendendo l’ultimo esempio, consideriamo l’importo teorico della detrazione per Tizio (padre) in virtù del fatto che i figli sono per il 50% a carico suo ed il restante 50% a carico della moglie:

5.940 * 50% = 2.970.

Di conseguenza la detrazione sarà pari a:

2.970 * [(140.000 – 30.000) / 140.000] = 2.333,53 euro.

Periodi inferiori all’anno

In caso di vivenza a carico per periodi inferiori all’anno (ad esempio in virtù della nascita in corso d’anno) la detrazione dev’essere riproporzionata in base ai mesi interessati.

Prendiamo il caso di Caio (reddito complessivo 30 mila euro) con figlio a carico portatore di handicap nato a marzo 2020. In questo caso si calcola l’importo complessivo annuo:

1.620 * [(95.000 – 30.000) / 95.000] = 1.108,40.

A questo punto si riproporziona l’importo annuo in virtù dei mesi di vivenza a carico (10):

(1.108,40 *10) / 12 = 923,67 euro.

A questo punto, se volessimo ottenere l’importo mensile della detrazione sarà sufficiente dividere 923,67 / 12 = 76,97 euro.

Allo stesso modo, se il figlio fosse stato a carico per l’intero anno per ottenere l’importo mensile sarebbe stato sufficiente dividere 1.108,40 (importo annuo) per 12 = 92,37 euro.

Ulteriore detrazione per famiglie numerose

I soggetti con almeno 4 figli a carico hanno diritto (a patto che spettino le detrazioni “ordinarie” sopracitate) ad un’ulteriore detrazione di 1.200 euro all’anno, indipendentemente dal reddito complessivo e da ripartire in base alla percentuale di vivenza a carico.

La detrazione aggiuntiva spetta in misura intera anche se il requisito dei 4 figli a carico si verifica solo per parte dell’anno.

Il ruolo del datore di lavoro

Determinare la somma mensile della detrazione è utile per il datore di lavoro tenuto ad elaborare le buste paga dei dipendenti, riconoscendogli in anticipo, nei singoli mesi dell’anno, gli importi per figli a carico.

Naturalmente, nel corso del 2020, l’azienda non può conoscere con certezza quale sarà il reddito complessivo dell’anno (lo stesso sarà noto solo in sede di elaborazione delle paghe di dicembre). Di conseguenza, il reddito complessivo è frutto di una simulazione: si moltiplica l’imponibile fiscale del mese per 13 o 14 mensilità a seconda del CCNL applicato. Questo valore (ipotetico) viene assunto per determinare il reddito complessivo utilizzato nelle formule degli esempi precedenti.

In sede di conguaglio di fine anno, il datore individuerà la detrazione effettivamente spettante nell’anno in base al reddito complessivo. Qualora la detrazione anticipata sia superiore a quella reale il dipendente subirà una trattenuta in busta paga pari all’importo erogato in eccedenza. In caso contrario, si darà luogo al rimborso, sempre all’interno del cedolino.

Figli disabili a carico 2020: come ottenere le detrazioni

Le detrazioni d’imposta per figli a carico possono essere richieste all’azienda a mezzo di un’apposita dichiarazione (cosiddetto “modello D23”) che funge da autocertificazione circa l’effettivo diritto alle somme interessate. In questo modo, il datore considererà nei singoli mesi le detrazioni all’interno del calcolo delle spettanze.

In alternativa (o integrando / rettificando quanto dichiarato all’azienda) l’interessato può far valere il diritto alle detrazioni direttamente in sede di dichiarazione dei redditi, indicando gli importi spettanti all’interno del modello 730 / Unico.

 



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