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Disoccupati senza NASpI, in arrivo una nuova indennità: come fare domanda

Daniele Bonaddio
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Nuova tutela per disoccupati senza Naspi. Sei rimasto senza lavoro e senza possibilità di accedere alla NASpI al termine di un periodo di CIG in deroga? Ti starai chiedendo se hai magari diritto a qualche agevolazione o paracadute per affrontare questa particolare fase di transizione verso la ricerca di una nuova occupazione? La risposta è contenuta nel nuovo “Decreto Rilancio” (D.L. n. 34/2020).

In particolare, l’art. 87 dispone che ai lavoratori i quali hanno cessato la CIGD – nel periodo compreso dal 1° dicembre 2017 al 31 dicembre 2018 – è concessa, nel limite massimo di 12 mesi e in ogni caso con termine entro il 31 dicembre 2020, in continuità con la prestazione di cassa integrazione guadagni in deroga, un’indennità pari al trattamento di mobilità in deroga, comprensiva della contribuzione figurativa.

La novità legislativa prevede che le Regioni e le Province autonome concedano l’indennità pari al trattamento di mobilità in deroga di cui trattasi, esclusivamente previa verifica della disponibilità finanziaria da parte dell’INPS. Inoltre, ai suddetti lavoratori, dal 1° gennaio 2019, devono essere applicate misure di politica attiva, individuate in un apposito piano regionale, da comunicare al Ministero del Lavoro e all’ANPAL.

Ma come fare domanda per i disoccupati senza NASpI al termine di un periodo di CIGD? La nuova disposizione normativa è stata illustrata dall’INPS con la Circolare n. 75 del 22 giugno 2020. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

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Indennità disoccupati senza NASpI: a chi spetta?

L’indennità in argomento può essere decretata da parte delle Regioni e delle Province autonome, nel limite massimo di 12 mesi, in favore dei lavoratori che abbiano cessato un precedente periodo di cassa integrazione guadagni in deroga, nel periodo dal 1° dicembre 2017 al 31 dicembre 2018, senza titolo all’indennità di disoccupazione NASpI.

Al fine di individuare i destinatari del trattamento in argomento, si precisa che il decreto di CIGD – che deve precedere, senza soluzione di continuità, la concessione dell’indennità da parte delle Regioni e delle Province autonome – rientra esclusivamente tra le fattispecie normative di seguito esplicitate:

  • CIG in deroga ai criteri dell’art. 2 del D.I. n. 83473 del 1° agosto 2014;
  • CIG in deroga di cui all’art. 1, co. 145, della L. n. 205/2017;
  • CIG in deroga ai sensi dell’art. 26-ter, co. 2, del D.L. n. 4/2019 (cd. “Decretone”, convertito in L. n. 26/2019).

L’indennità può essere concessa a tutti i lavoratori subordinati, con rapporto di lavoro sia a tempo determinato che indeterminato, con qualifica di operaio, impiegato o quadro. Da notare che sono compresi gli apprendisti ed i lavoratori somministrati. Non si applica, invece, il requisito dell’anzianità aziendale di almeno 12 mesi.

Indennità disoccupati senza NASpI: calcolo

L’indennità, fa sapere l’INPS, viene calcolata secondo le consuete modalità della mobilità in deroga. Gli importi massimi dell’integrazione salariale, a cui far riferimento per il calcolo della prestazione, sono di seguito riepilogati:

  • dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017: l’importo netto è pari a 914,96 euro per retribuzione inferiore o uguale a 2.102,24 euro;
  • dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018: l’importo netto è pari a 1.099,70 euro per retribuzione superiore a 2.102,24 euro.

Indennità disoccupati senza NASpI: verifica delle risorse finanziarie

Come accennato, le Regioni e le Province autonome concedono l’indennità esclusivamente previa verifica della disponibilità finanziaria da parte dell’INPS. A tal fine, queste ultime provvederanno a inoltrare all’Istituto Previdenziale una dichiarazione di responsabilità in ordine ai seguenti punti:

  • completamento della decretazione per gli anni 2014/2018;
  • presenza, nella banca dati dell’Istituto (“SIP”), di tutti i decreti di concessione;
  • assunzione della responsabilità finanziaria sulla gestione delle eventuali situazioni di sospensione o di contenzioso.

Successivamente le Regioni e le Province autonome, prima dell’adozione del decreto, dovranno richiedere la “verifica della disponibilità finanziaria”. A tal fine, le stesse dovranno inviare alla Direzione regionale INPS territorialmente competente, a mezzo PEC, le specifiche di cui all’emanando decreto di concessione, contenenti:

  • la dichiarazione relativa all’esistenza del piano regionale con cui si individuano le politiche attive del lavoro, applicate a far data dal 1° gennaio 2019, comunicato al Ministero del Lavoro e all’ANPAL;
  • l’elenco nominativo e i codici fiscali dei lavoratori interessati, con specifica indicazione delle seguenti informazioni: data di cessazione del precedente trattamento di CIG in deroga concesso; data di inizio dell’indennità concessa, che dovrà decorrere dal giorno successivo alla fine della precedente prestazione di cassa integrazione in deroga concessa; data della fine dell’indennità concessa e stima del costo prevista.

Indennità disoccupati senza NASpI: decreti di concessione dell’indennità

Le Regioni e le Province autonome, ricevuta la valutazione positiva in ordine alla sostenibilità finanziaria da parte dell’Istituto, a mezzo PEC, potranno procedere all’emanazione del decreto di concessione del trattamento.

La trasmissione all’INPS del decreto di concessione avverrà esclusivamente per il tramite del Sistema Informativo Percettori (“SIP”), utilizzando il numero di decreto convenzionale “19251”.

Successivamente all’invio in “SIP” del decreto di concessione, lo stesso sarà visibile, preliminarmente, solo alla Direzione regionale INPS competente, che dovrà effettuare il controllo sulla coerenza tra quanto decretato dalla Regione/Provincia autonoma e la sostenibilità finanziaria precedentemente comunicata dall’INPS. Per effettuare tale controllo, la Direzione regionale INPS dovrà confrontare la stima della spesa complessiva del decreto, calcolata direttamente dal “SIP”, con l’importo di sostenibilità finanziaria precedentemente comunicato.

Se tale confronto ha esito positivo, la Direzione regionale procederà con la validazione in SIP del decreto trasmesso dalla Regione/Provincia autonoma, rendendolo visibile a tutte le Strutture territoriali competenti per i successivi adempimenti.

Indennità disoccupati senza NASpI: modalità di pagamento

Il pagamento dell’indennità è subordinato alla presentazione da parte del beneficiario di un’apposita domanda online di mobilità in deroga.

Per erogare le indennità citate le Strutture territoriali, una volta ricevuta dalla Regione/Provincia autonoma la dichiarazione contenente la volontà di avvalersi della norma in esame, dovranno inserire nella procedura di pagamento della prestazione il codice intervento di prossima istituzione, il cui rilascio sarà comunicato con successivo messaggio.

Per procedere all’erogazione delle prestazioni in deroga, l’operatore di Sede dovrà controllare che:

  • il nominativo non abbia titolo all’indennità di disoccupazione NASpI e che abbia beneficiato di una prestazione di CIG in deroga – concessa dalla Regione/Provincia autonoma – cessata nel periodo dal 1° dicembre 2017 al 31 dicembre 2018;
  • l’indennità sia senza soluzione di continuità rispetto alla fine della precedente prestazione di CIGD.

Si ricorda, al riguardo, che la percezione dell’indennità dà titolo all’accredito della contribuzione figurativa e al riconoscimento, ove spettante, dell’ANF.

Indennità disoccupati senza NASpI: cumulabilità e compatibilità

Infine, in merito alla cumulabilità e alla compatibilità dell’indennità, l’INPS afferma che, laddove il beneficiario del trattamento in commento si rioccupi con un lavoro subordinato, a tempo determinato o a tempo parziale, potrà operare solo la sospensione della prestazione e non lo “slittamento della data finale della stessa” in quanto il termine della prestazione è già indicato nel decreto di concessione.

Non è possibile, quindi, corrispondere l’indennità in forma anticipata in un’unica soluzione in quanto non è previsto dalla norma in esame.

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