Home Lavoro Contributo a fondo perduto 2020: beneficiari, requisiti, importi, come richiederlo

Contributo a fondo perduto 2020: beneficiari, requisiti, importi, come richiederlo

Modello scaricabile e procedura di istanza online per accedere al bonus a fondo perduto 2020

Daniele Bonaddio
contributo a fondo perduto 2020

Al via dal 15 giugno le domande per richiedere il Contributo a fondo perduto 2020, il sostegno economico introdotto dal Decreto Rilancio, per autonomi e imprese colpiti economicamente nel periodo di emergenza Coronavirus. Consiste in una somma di denaro di cui può usufruire una vasta platea di beneficiari, senza alcun obbligo di restituzione. L’importo del contributo è commisurato alla perdita del fatturato e dei corrispettivi subita a causa dell’emergenza da Coronavirus.

Non spetta a tutti ovviamente. Per accedere al Fondo perduto 2020 è necessario possedere alcuni requisiti generali e specifici, soddisfatti i quali è poi possibile accedere direttamente al sito dell’Agenzia delle entrate e compilare le domande telematicamente, tramite procedura web o software.

Attenzione però: il soggetto che ha percepito il contributo in tutto o in parte non spettante, anche a seguito di presentazione di istanza di rinuncia, può regolarizzare l’indebita percezione, restituendo spontaneamente il contributo, i relativi interessi e versando le relative sanzioni mediante applicazione delle riduzioni del ravvedimento operoso.

I criteri di erogazione dell’agevolazione economica sono stati esplicitati dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 15/E del 13 giugno 2020.

Vediamo di seguito chi può accedere al Fondo perduto 2020, i requisiti, il calo di fatturato, le modalità di domanda per accedere ai contributi erogati.

> La guida completa agli aiuti Covid per imprese <

Contributo a fondo perduto 2020: cos’è

Il Decreto Rilancio, in fase di conversione, ha introdotto all’articolo 25 un’altra forma di sostegno economico per lavoratori autonomi e imprese colpiti al cuore economico della loro attività a causa dell’emergenza Coronavirus, che imposto divieti e chiusure di attività:

“Al fine di sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid-19”, è riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita Iva…

Il contributo a fondo perduto quindi consiste nell’erogazione di una somma di denaro senza obbligo di restituzione. Il contributo spetta ai titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa e di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, ed è commisurato alla diminuzione di fatturato subita a causa dell’emergenza epidemiologica.

Si tratta, in particolare:

  • degli imprenditori individuali e delle società in nome collettivo e in accomandita semplice che producono reddito d’impresa, indipendentemente dal regime contabile adottato;
  • dei soggetti che producono reddito agrario, sia che determinino per regime naturale il reddito su base catastale, sia che producono reddito d’impresa;
  • degli enti e società indicati nell’art. 73, co. 1, lettere a) e b) del TUIR;
  • delle stabili organizzazioni di soggetti non residenti di cui alla lett. d), del co. 1, dell’art. 73 del TUIR;
  • degli enti non commerciali di cui alla lett. c), del co. 1, dell’art. 73 del TUIR che esercitano, in via non prevalente o esclusiva, un’attività in regime di impresa in base ai criteri stabiliti dall’art. 55 del TUIR, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti;
  • delle persone fisiche e delle associazioni di cui all’art. 5, co. 3, lett. c), del TUIR che esercitano arti e professioni, producendo reddito di lavoro autonomo.

Inoltre, sono ricomprese le imprese esercenti attività agricola o commerciale, anche se svolte in forma di impresa cooperativa.

Poiché il reddito dalle stesse prodotto si qualifica come reddito d’impresa, rientrano nell’ambito di applicazione della disciplina anche le società tra professionisti.

> Speciale Coronavirus < 

Contributo a fondo perduto 2020: a chi spetta

Il bonus a fondo perduto può essere richiesto

  • dalle imprese,
  • dalle partite Iva,
  • dai titolari di reddito agrario,

a patto che siano in attività alla data di presentazione dell’istanza per l’ottenimento del contributo.

A chi non spetta il contributo a fondo perduto

In base alla natura dell’attività svolta, vi sono specifiche cause di esclusioni. In particolare, si tratta:

  • degli organi e delle amministrazioni dello Stato, compresi quelli ad ordinamento autonomo, anche se dotati di personalità giuridica, dei comuni, delle unioni di comuni, dei consorzi tra enti locali, delle associazioni e degli enti gestori di demanio collettivo, delle comunità montane, delle province e delle regioni;
  • degli intermediari finanziari, delle società di partecipazione finanziaria e delle società di partecipazione non finanziaria ed assimilati;
  • degli enti e delle persone fisiche che producono redditi non inclusi tra i quelli d’impresa o agrario, come ad esempio coloro che svolgono attività commerciali non esercitate abitualmente o attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, producendo conseguentemente redditi diversi.

Inoltre, un ulteriore insieme di soggetti esclusi è rappresentato:

  • dagli esercenti arti e professionisti, iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai D.Lgs. n. 509/1994 r D.Lgs. n. 103/1996;
  • dai lavoratori dipendenti;
  • dai liberi professionisti con partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020, iscritti alla Gestione separata ed i collaboratori coordinati e continuativi attivi alla predetta data del 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione separata;
  • dai lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo, che abbiano almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo e che abbiano prodotto nel medesimo anno un reddito non superiore a 50.000 euro.

Contributo a fondo perduto 2020: requisiti

Ci soffermiamo un attimo sui requisiti necessari per poter accedere al Fondo perduto 2020, perché non basta esercitare un’attività d’impresa per poter presentare istanza di richiesta.

Possono ottenere l’agevolazione i contribuenti che nel 2019 hanno conseguito un ammontare di ricavi e compensi non superiore a 5 milioni di euro. È necessario, inoltre, soddisfare una delle tre seguenti condizioni:

  • aver avuto un ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del mese di aprile 2019
  • aver iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2018
  • avere il domicilio fiscale o la sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi, i cui stati di emergenza erano in atto alla data del 31 gennaio 2020.

Contributo a fondo perduto 2020: a quanto ammonta

L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

La percentuale applicabile è stabilita in relazione ai ricavi o compensi relativi al periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data del 19 maggio 2020, ovvero la data di entrata in vigore del “Decreto Rilancio”, che per i soggetti aventi il periodo d’imposta coincidente con l’anno solare è il 2019.

In particolare, il legislatore ha previsto le seguenti percentuali:

  • il 20% se i ricavi o compensi sono stati minori o uguali a 400.000 euro;
  • il 15% se i ricavi sono stati superiori a 400.000 euro e minori o uguali a 1.000.000 euro;
  • il 10% se i ricavi sono stati superiori a 1.000.000 e minori o uguali a 5.000.000 euro.

Nel caso in cui i soggetti beneficiari avessero diritto ad un contributo che, sulla base dei calcoli sopra esposti fosse inferiore al minimo o pari a zero, per mancanza di dati da confrontare (si pensi, ad esempio, all’ipotesi di coloro che hanno avviato l’attività nel mese di maggio 2019), lo stesso spetta, in ogni caso, per un importo:

  • non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche;
  • non inferiore a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Possono beneficiare altresì del contributo minimo anche i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 e che in fase di start up non avevano ancora conseguito ricavi nel 2019 e che quindi sarebbero stati penalizzati dal confronto con il mese di aprile 2020.

Contributo a fondo perduto 2020: come viene erogato

Il contributo a fondo perduto, una volta accolta la richiesta viene erogato direttamente con accredito su conto corrente dell’Iban intestato al soggetto che ha richiesto il bonus.

Contributo a fondo perduto 2020: come richiederlo

Il Bonus a fondo perduto può essere richiesto in modalità telematica a partire dal 15 giugno fino al 24 agosto 2020. 

Lo si può fare in diversi modi:

  • compilando l’istanza tramite il form online da presentare fra il 15 giugno e il 24 agosto, seguendo la procedura web nel portale Fatture e corrispettivi sul sito dell’Agenzia delle entrate,
  • compilando l’istanza online tramite l’apposito software di compilazione e invio attraverso il Desktop telematico,
  • in caso di contributo superiore a 150 mila euro l’istanza va presentata via pec con firma digitale all’indirizzo “Istanza-CFP150milaeuro@pec.agenziaentrate.it”. Questo il modello da compilare e inviare. 

Il contribuente può avvalersi degli intermediari che ha già delegato al proprio Cassetto fiscale o al servizio di Consultazione delle fatture elettroniche.

E’ possibile accedere alla procedura con le credenziali Fiscoonline o Entratel dell’Agenzia oppure tramite Spid oppure mediante la Carta nazionale dei Servizi (Cns).

Per maggiori dettagli sulla richiesta del Bonus a fondo perduto 2020 consultare La guida dell’Agenzia delle entrate. 

 

 



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