Home Lavoro Come regolarizzare colf, badanti e braccianti stranieri: le regole Inps in sintesi

Come regolarizzare colf, badanti e braccianti stranieri: le regole Inps in sintesi

Daniele Bonaddio
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Via libera alla regolarizzazione di colf, badanti e braccianti stranieri. Infatti, dal 1° giugno 2020 fino al 15 luglio 2020, è possibile inviare domanda telematica sul portale INPS attraverso il servizio dedicato per l’emersione dei rapporti di lavoro e il rilascio di permessi di soggiorno temporaneo previsto dall’art. 103 del D.L. n. 34/2020 (“Decreto Rilancio”).

A tal fine, il datore di lavoro – sia italiano che straniero – deve versare un importo forfettario pari a 500 euro per ciascun rapporto di lavoro. Inoltre, occorre pagare un contributo – sempre forfettario – relativo alle somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale, la cui determinazione e le relative modalità di pagamento saranno stabilite con Decreto Interministeriale (Lavoro-Economia-Interni-Agricoltura), attualmente non pubblicato.

La procedura di emersione dei rapporti di lavoro in nero (cd. “sanatoria”) è applicabile esclusivamente a determinati settori di attività, identificati con un codice Ateco presente all’interno della tabella di cui all’allegato 1 del Decreto 27 maggio 2020. Inoltre, il datore di lavoro deve essere in possesso di un reddito imponibile superiore a determinati limiti economici annui.

I criteri di attuazione della sanatoria, nonché le modalità di presentazione della domanda e la procedura che il datore di lavoro e il lavoratore dovranno seguire, sono state esplicitate dall’INPS nella Circolare n. 68 del 31 maggio 2020.

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Sanatoria lavoro irregolare colf, badanti e braccianti stranieri: i soggetti interessati

Il Decreto Interministeriale 27 maggio 2020, adottato in attuazione dell’art. 103 del D.L. n. 34/2020, disciplina le modalità per la presentazione delle domande di emersione di rapporti di lavoro dei cittadini extracomunitari, italiani e dell’Unione europea, e per le domande di permesso di soggiorno temporaneo.

La norma richiamata consente:

  • per il datore di lavoro italiano o straniero di sottoscrivere un nuovo rapporto di lavoro subordinato o di dichiararne uno irregolarmente instaurato con cittadini italiani o stranieri presenti sul territorio nazionale prima dell’8 marzo 2020;
  • per gli stranieri con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019 di chiedere un permesso di soggiorno della durata di sei mesi.

Sanatoria lavoro irregolare colf, badanti e braccianti stranieri: i settori interessati

I settori interessati dalla procedura di emersione del rapporto di lavoro irregolare sono i seguenti:

  • agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;
  • assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o disabilità che ne limitino l’autosufficienza (colf e badanti ad esempio);
  • lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

In relazione alle attività di assistenza alla persona o di sostegno al bisogno familiare, sono equiparati ai datori di lavoro domestico persona fisica anche alcune particolari persone giuridiche, ossia:

  • le convivenze di comunità religiose (conventi e seminari);
  • le convivenze militari (caserme, comandi e stazioni), che hanno lavoratori addetti al servizio diretto e personale dei conviventi;
  • le comunità senza fini di lucro (orfanotrofi e i ricoveri per anziani il cui fine è prevalentemente assistenziale), qualunque sia il numero dei componenti.

Come regolarizzare colf, badanti e braccianti stranieri: i limiti economici

Per poter accedere alla sanatoria, il datore di lavoro persona fisica, ente o società deve essere in possesso di un reddito imponibile o di un fatturato risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi o dal bilancio di esercizio precedente non inferiore a 30.000 euro annui.

Diversamente, per la dichiarazione di emersione di un lavoratore addetto al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare o all’assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, il reddito imponibile del datore di lavoro non può essere inferiore a:

  • 20.000 euro annui, in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito;
  • 27.000 euro annui, in caso di nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica composta da più soggetti conviventi.

In merito al requisito reddituale è bene tenere presente che:

  • il coniuge ed i parenti entro il 2° grado possono concorrere alla determinazione del reddito anche se non conviventi.
  • ai fini della valutazione della disponibilità economica, il datore di lavoro può anche certificare un reddito esente da dichiarazione annuale e/o Certificazione Unica.
  • i requisiti reddituali non si applicano al datore di lavoro affetto da patologie o disabilità che ne limitano l’autosufficienza e che presenti domanda per l’emersione di un unico lavoratore addetto alla sua assistenza.

Sanatoria lavoro irregolare extracomunitari: cosa fare

I datori di lavoro operanti nei settori indicati, che presentano istanza in favore di cittadini extracomunitari, devono presentare istanza esclusivamente con modalità informatiche – dal 1° giugno al 15 luglio 2020 dalle ore 7:00 alle 22:00 – sull’applicativo accessibile all’indirizzo “https://nullaostalavoro.dlci.interno.it/” utilizzando il sistema di identificazione digitale SPID.

Successivamente all’invio della domanda sarà generata sul portale dedicato, area personale, la ricevuta che ne attesta l’avvenuta presentazione da consegnare in copia al lavoratore.

Lo Sportello unico per l’immigrazione, dopo aver verificato l’istanza e acquisiti i pareri favorevoli della Questura e dell’Ispettorato territoriale del lavoro, convocherà le parti per l’esibizione della documentazione necessaria all’emersione e la stipula del contratto di soggiorno. Contestualmente, lo Sportello provvederà all’invio della comunicazione obbligatoria di assunzione e alla consegna al lavoratore del modello per la richiesta di permesso di soggiorno per lavoro subordinato, che dovrà essere poi inviato alla Questura tramite gli uffici postali.

I datori di lavoro potranno avvalersi, per la compilazione e l’inoltro delle domande, delle associazioni di categoria, delle organizzazioni sindacali e dei patronati che vorranno fornire assistenza, a titolo gratuito, sulla base dei protocolli d’intesa già sottoscritti.

Sanatoria lavoro irregolare: come pagare il contributo forfettario

Il contributo forfettario di 500 euro per ciascun lavoratore deve essere versato tramite modello “F24 ELIDE”. Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha istituito:

  • il codice tributo “REDT”, denominato “Datori di lavoro – contributo forfettario 500 euro – art. 103, comma 1, D.L. n. 34/2020”.

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Rinnovo permesso di soggiorno: cosa fare

Differente è la procedura per gli stranieri irregolari con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato o convertito in altro titolo di soggiorno, e che prima di tale data hanno lavorato nei settori su menzionati.

Questi ultimi possono chiedere il rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio nazionale, della durata di sei mesi decorrenti dalla data di presentazione dell’istanza.

In particolare, gli stranieri potranno presentare la domanda di permesso di soggiorno presso i 5.700 Uffici Postali dedicati (sportello amico), inoltrando l’apposito modulo di richiesta compilato e sottoscritto dall’interessato. L’onere del servizio è di 30 euro.

Prima della presentazione della domanda il richiedente dovrà provvedere al pagamento del contributo forfettario, pari a 130 euro a copertura degli oneri per la procedura, utilizzando il modello F24 (codice “RECT 2020”).

Alla consegna del modulo di richiesta del permesso di soggiorno presso lo sportello di Poste Italiane, allo straniero è rilasciata una ricevuta contenente specifiche di sicurezza che gli consentirà di soggiornare sul territorio nazionale e di svolgere attività lavorativa nei citati settori di attività.

Contestualmente lo straniero verrà convocato presso la Questura per l’esame della sua richiesta ed il rilascio del permesso di soggiorno temporaneo. Il titolo di soggiorno potrà essere convertito in permesso per motivi di lavoro qualora lo straniero, nel termine di sei mesi, abbia ottenuto un contratto di lavoro nei settori produttivi interessati.



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