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Assunzione baby-sitter: come fare per instaurare un regolare rapporto di lavoro

Paolo Ballanti
bonus baby-sitter

Attivare un rapporto di lavoro con una baby-sitter comporta una serie di obblighi e adempimenti in capo alla famiglia utilizzatrice.

Dall’assunzione fino all’erogazione del TFR, sono tante le attività da gestire, in autonomia o avvalendosi di CAF e patronati.

Il rischio di fare passi falsi è alto, considerato che non esiste solo la legge da rispettare ma il contratto collettivo lavoro domestico, che disciplina in particolare retribuzione minima, ferie e permessi spettanti al lavoratore.

Per evitare le responsabilità e la burocrazia legata al rapporto di lavoro dipendente è possibile retribuire il baby-sitter utilizzando il “Libretto di famiglia”, strumento di pagamento delle prestazioni di lavoro occasionale che, per loro stessa definizione, sono soggette a limiti di compenso e durata.

L’utilizzo del Libretto è infatti ammesso entro i seguenti limiti (dal 1° gennaio al 31 dicembre):

  • Lavoratore, tetto massimo dei compensi da un solo utilizzatore pari a 2.500 euro per 280 ore, elevati a 5.000 euro netti da parte di tutti gli utilizzatori;
  • Utilizzatore, tetto massimo dei compensi con un solo prestatore pari a 2.500 euro per 280 ore, elevati a 5.000 euro netti con riferimento a tutti i collaboratori.

Analizziamo la questione nel dettaglio.

 Bonus Baby-Sitter: come funziona il libretto di famiglia

Come assumere una baby-sitter

La pratica di assunzione del lavoratore può essere svolta in autonomia o avvalendosi di CAF e patronati. Per chi è cittadino di uno stato membro dell’Unione europea, le procedure di assunzione sono le stesse dei lavoratori italiani. Discorso diverso per gli extra-comunitari:

  • Valgono le regole di italiani e comunitari se l’interessato è in possesso di permesso di soggiorno valido per lo svolgimento di attività lavorativa nel nostro paese;
  • Se il lavoratore risiede all’estero prima dell’assunzione è necessario richiede il nulla osta al lavoro.

Documenti per l’assunzione

Per consentire alla famiglia di procedere all’assunzione, il lavoratore deve consegnare i seguenti documenti:

  • Documento identificativo in corso di validità;
  • Tesserino sanitario per l’individuazione del codice fiscale;
  • Documenti previdenziali ed assicurativi (ad esempio iscrizione all’INPS del lavoratore effettuata in virtù di un precedente rapporto);
  • Eventuali diplomi o attestati.

Lettera di assunzione

Prima dell’inizio dell’attività lavorativa famiglia e baby sitter devono stipulare un contratto di assunzione, che contenga i seguenti dati:

  • Data di avvio del rapporto di lavoro;
  • Convivenza o meno con la famiglia;
  • Livello di inquadramento e mansione;
  • Residenza ed eventuale diverso domicilio;
  • Ammontare della retribuzione;
  • Collocazione della mezza giornata di riposo in aggiunta alla domenica;
  • Erogazione dei contributi di assistenza contrattuale;
  • Luogo di lavoro ed eventuale previsione di spostamenti (ad esempio per le vacanze estive);
  • Periodo previsto per il godimento delle ferie.

Altre clausole che possono essere inserite sono:

  • Periodo di prova;
  • Luogo assegnato al lavoratore per custodire i propri effetti personali;
  • Eventuale divisa fornita dalla famiglia.

Comunicazione INPS

L’attivazione del contratto con la baby-sitter dev’essere comunicato all’INPS entro le ore 24 del giorno precedente l’inizio del rapporto, anche se festivo.

Facciamo l’esempio di una baby-sitter assunta a partire dal 15 giugno 2020.

La comunicazione all’INPS dovrà essere effettuata entro le ore 24 del 14 giugno, anche se cadente di domenica.

La trasmissione all’Istituto può essere effettuata:

  • In autonomia attraverso il portale INPS, se in possesso di credenziali PIN, SPID, CIE o CNS;
  • Chiamando il Contact center INPS (necessarie le credenziali PIN, SPID, CIE, CNS);
  • Avvalendosi di patronati e intermediari abilitati (in tal caso non sono richieste credenziali).

Tutto sul Bonus Baby Sitter

Inquadramento e retribuzione baby-sitter

Il compenso al baby-sitter viene stabilito dalla famiglia nel rispetto dell’inquadramento e del livello retributivo previsto dal CCNL Lavoro domestico.

Innanzitutto è necessario individuare a quale categoria appartiene il lavoratore:

  • Livello A, riservato a collaboratori familiari generici che non assistono persone (come addetto alle pulizie o alla lavanderia), esclusi pertanto i baby-sitter;
  • Livello A super, riservato ad addetti alla compagnia o baby-sitter con mansioni di semplice vigilanza dei bambini;
  • Livello B, destinato ai collaboratori familiari con competenze specifiche (ad esempio cameriere o autista);
  • Livello B super, per i baby sitter che svolgono anche attività di pulizia o preparazione pasti per la famiglia;
  • Livello C, per i lavoratori che operano con totale autonomia e responsabilità (ad esempio il cuoco);
  • Livello C super, per assistenti a persone non autosufficienti (senza formazione specifica);
  • Livello D, destinato a collaboratori familiari che svolgono attività caratterizzate da responsabilità e autonomia decisionale (maggiordomo, capo cuoco, capo giardiniere);
  • Livello D super, per assistenti a persone non autosufficienti in possesso di formazione specifica.

I livelli in cui collocare la baby-sitter sono generalmente:

  • Livello A super;
  • Livello B super.

Una volta individuato il livello è sufficiente verificare la retribuzione minima prevista dal contratto collettivo. Ad esempio un lavoratore non convivente inquadrato come livello B super ha diritto ad una retribuzione minima oraria pari ad euro 6,13.

Alla paga mensile si aggiunge la tredicesima mensilità (pari ad un mese di retribuzione) corrisposta in occasione delle festività natalizie.

Orario di lavoro

L’orario di lavoro settimanale della baby-sitter non convivente non potrà superare le 40 ore, mentre la singola giornata ha come tetto massimo 8 ore. Previsto inoltre il diritto al riposo giornaliero e a quello settimanale di 24 ore coincidente con la domenica.

Ferie

Per ogni anno di lavoro il dipendente ha diritto ad un periodo (retribuito) di ferie pari a 26 giorni lavorativi.

Assenze

E’ consentito al lavoratore assentarsi per:

  • Infortuni sul lavoro e malattie professionali;
  • Malattia;
  • Maternità;
  • Congedo matrimoniale;
  • Permessi per visite mediche, motivi familiari, studio, formazione professionale, cariche sindacali.

Baby-sitter: interruzione del rapporto di lavoro

Il rapporto di lavoro con la baby-sitter può interrompersi per:

  • Interruzione del periodo di prova;
  • Scadenza del termine (per i rapporti a tempo determinato);
  • Risoluzione consensuale;
  • Licenziamento;
  • Dimissioni;
  • Morte del lavoratore o del datore di lavoro;
  • Impossibilità sopravvenuta della prestazione.

Nei casi di licenziamento o dimissioni (salvo che per giusta causa) la famiglia (nel primo caso) e il lavoratore (nel secondo) sono tenuti a rispettare il periodo di preavviso imposto dal contratto collettivo nazionale.

In tutti i casi di cessazione del rapporto il lavoratore ha diritto all’erogazione del Trattamento di fine rapporto (TFR).

Coperture assicurative baby-sitter

Il lavoratore ha diritto alla copertura INPS e INAIL per:

  • Invalidità, vecchiaia, superstiti, indennità antitubercolare, disoccupazione, ANF, maternità (da parte dell’INPS);
  • Infortuni su lavoro e malattie professionali (INAIL).

E’ prevista inoltre l’iscrizione obbligatoria alla Cas.sa COLF che si occupa di riconoscere trattamenti assistenziali aggiuntivi rispetto a quanto riconosciuto da INPS e INAIL.



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