Home Lavoro Malattia e cassa integrazione, come funziona il conteggio: chiarimenti Inps ed esempi

Malattia e cassa integrazione, come funziona il conteggio: chiarimenti Inps ed esempi

Paolo Ballanti
malattia-e-cassa-integrazione

L’INPS è intervenuta con il messaggio n. 1822 del 30 Aprile 2020 per chiarire il rapporto tra malattia e cassa integrazione a beneficio di tutti quei lavoratori e aziende che nei mesi scorsi e ancora oggi sono coinvolti negli eventi speciali di CIG introdotti con il Decreto “Cura Italia” a seguito del diffondersi del virus COVID-19.

Le indicazioni dell’Istituto ricalcano quanto già previsto finora in merito al rapporto tra malattia e gli eventi ordinari di CIGO, CIGS, Cassa in deroga e FIS.

Analizziamo la questione nel dettaglio.

Decreto Maggio: la nuova Cassa integrazione

Rapporto tra malattia e Cassa integrazione ordinaria COVID-19

Sul rapporto tra malattia e CIGO è necessario distinguere tra sospensione a zero ore e riduzione di orario. Nel primo caso (sospensione a zero ore) se la malattia è sorta prima dell’inizio della Cassa integrazione si configurano due ipotesi:

  • Se l’intero personale in forza presso l’ufficio, reparto o squadra cui appartiene il lavoratore è in CIGO, anche chi è in malattia entra in Cassa dall’inizio della stessa;
  • L’assenza del lavoratore resta qualificata come malattia anche durante la Cassa se non risulta sospeso l’intero personale in forza presso l’ufficio, reparto o squadra di cui l’interessato fa parte.

Facciamo l’esempio del dipendente Tizio addetto all’ufficio acquisti in malattia dal 12 febbraio al 30 aprile 2020. Dal giorno 11 marzo 2020 l’azienda sospende l’intero personale dell’ufficio acquisti ricorrendo alla CIGO per COVID-19. Il dipendente Tizio sarà considerato:

  • Assente in malattia dal 12 febbraio al 10 marzo;
  • Assente in CIGO dal giorno 11 marzo.

Per gli eventi di malattia che si verificano durante la Cassa integrazione con sospensione a zero ore prevale sempre quest’ultima e il lavoratore non è nemmeno tenuto a comunicare all’INPS e al datore di lavoro lo stato di malattia.

Nei casi invece di riduzione dell’orario di lavoro prevale sempre la malattia.

Rapporto tra malattia e Cassa integrazione in deroga COVID-19

Come ha chiarito l’INPS nel messaggio n. 1822 le regole previste per la CIGO si applicano anche ai trattamenti di Cassa integrazione in deroga con causale COVID-19.

Rapporto tra malattia e assegno ordinario FIS COVID-19

Le regole delineate per la Cassa integrazione sia ordinaria che in deroga valgono anche per l’assegno ordinario FIS.

Come applicare le regole al caso concreto: sospensione a zero ore

In che modo capire se la Cassa integrazione è caratterizzata da una sospensione a zero ore o da riduzione di orario?

La sospensione si caratterizza per l’assenza di ore lavorate da parte del dipendente che sarà al 100% in Cassa integrazione.

Prendiamo l’esempio del dipendente Caio che nel mese di Marzo 2020 avrebbe dovuto lavorare 176 ore in virtù di un orario full time pari a 40 ore settimanali distribuito su 5 giorni.

A Marzo il programma della CIGO (iniziata il 1° marzo 2020) prevede un’assenza di Caio per 176 ore, pari alla totalità delle ore lavorabili nel mese. In questo caso si parla di sospensione a zero ore.

Un’eventuale malattia di Caio verificatasi mentre lo stesso è in Cassa sarà qualificata come tale e non come evento morboso.

Al contrario una malattia di Caio con prognosi decorrente dal 10 febbraio 2020 e protrattasi anche a Marzo dovrà essere trattata:

  • Come CIGO se la totalità degli appartenenti all’ufficio di Caio sono in sospesi;
  • Come malattia (fino al termine della prognosi) se non tutti gli appartenenti all’ufficio di Caio sono sospesi.

Riduzione di orario

Si parla di riduzione di orario nei casi in cui il dipendente continua a lavorare per una parte delle ore previste contrattualmente.

Riprendiamo il caso di Caio. A Marzo avrebbe dovuto svolgere 120 ore di lavoro e 56 ore di Cassa integrazione, pertanto la CIGO si qualifica come “riduzione di orario”. In questo frangente un evento di malattia iniziato il 10 marzo sarebbe trattato come tale fino al termine della prognosi.

Concetto di ufficio, reparto o squadra

Per qualificare l’assenza come malattia o CIG in caso di sospensione a zero ore, per gli eventi morbosi iniziati prima della Cassa si dovrà esaminare se l’ufficio cui appartiene il dipendente interessato è stato interamente sospeso dal lavoro o meno.

Si ritiene opportuno di considerare la mansione del lavoratore e il reparto / ufficio cui questi appartiene a prescindere dalla sede di lavoro. Prendiamo l’esempio di un’azienda con sede a Roma, Milano e Torino. A Roma c’è un solo dipendente (Mario Rossi) dell’ufficio marketing mentre a Milano e Torino se ne contano rispettivamente 5 e 8.

L’azienda ricorre alla CIGO con decorrenza 1° Marzo sospendendo l’attività dell’intero ufficio marketing. Pertanto, anche il dipendente Mario Rossi in malattia dal 10 febbraio 2020 sarà da considerare in Cassa integrazione a partire dal 1° Marzo 2020.

Naturalmente, a seconda dei dipendenti considerati e dell’organizzazione aziendale, si dovrà assumere come criterio quello della situazione del “reparto” o “squadra”.

Conseguenze retributive

Qualificare un evento come malattia o Cassa integrazione ha importanti conseguenze dal punto di vista retributivo.

Nel caso della malattia, la retribuzione dell’assenza spetta:

  • All’INPS con integrazione da parte del datore di lavoro se prevista dal contratto collettivo, fino a raggiungere (a seconda di quanto prevede il CCNL) il 100% della retribuzione che sarebbe spettata se il malato fosse stato al lavoro;
  • Interamente al datore di lavoro, nell’ammontare previsto dal CCNL applicato (che può arrivare fino al 100% della normale retribuzione).

Prendiamo il caso di un impiegato (retribuzione lorda mensile pari ad euro 1.400,00) full time 40 ore settimanali per 5 giorni cui spetta l’indennità a carico dell’INPS, con integrazione dell’azienda fino ad arrivare al 100% della retribuzione.

Questi è stato assente a Marzo 2020 per 7 giorni, di cui i primi 3 sono interamente a carico dell’azienda (cosiddetta “carenza”), mentre i restanti sono indennizzati dall’INPS in misura pari al 50% della retribuzione globale giornaliera.

L’importo totale spettante al dipendente per la malattia sarebbe pari a:

Carenza euro 161,54 + Indennità INPS euro 108,92 + Integrazione azienda euro 95,44 = 365,90 euro.

La stessa assenza di 7 giorni se fosse stata qualificata come CIGO avrebbe generato una retribuzione pari a:

5,34028 (massimale orario previsto dall’INPS) * 56 ore di assenza per CIGO = 299,06 euro.

Può interessarti anche:

CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI E CONTRATTI DI SOLIDARIETÀ - e-Book

CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI E CONTRATTI DI SOLIDARIETÀ - e-Book

Sara di Ninno, Massimiliano Matteucci, Lorenzo Sagulo, a cura di Paolo Stern , 2020, Maggioli Editore

Mai come in questo periodo il tema degli ammortizzatori sociali è stato così sentito dall’intero sistema produttivo. In occasione della pandemia Covid19 ed alle conseguenti chiusure degli esercizi commerciali e dei siti produttivi il ricorso agli ammortizzatori sociali ha coinvolto...





© RIPRODUZIONE RISERVATA


SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome