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Bonus 100 euro dipendenti: calcolo giorni lavorati, full time e part time

Premio 100 euro in busta paga: tutte le istruzioni per calcolarlo

Paolo Ballanti
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Introdotto dal decreto “Cura Italia” con lo scopo di premiare i lavoratori presenti in azienda nel mese di marzo, il bonus 100 euro dipendenti, netto in busta paga sono stati oggetto di numerosi interventi dell’Agenzia delle entrate volti a chiarirne le modalità di calcolo. Ultime le istruzioni per il calcolo con la risoluzione n. 18/E del 9 aprile.

Nelle righe che seguono spiegheremo come si determina l’importo del premio sia per i dipendenti full-time che part-time e come comportarsi in caso di assenze dal lavoro.

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Bonus 100 euro dipendenti: Calcolo a giorni

Il premio di 100 dipendenti euro spetta in misura piena se il dipendente in marzo ha prestato servizio in tutti i giorni lavorabili del mese, con esclusione delle giornate in smart working. Pensiamo a chi ha un orario full-time di 40 ore settimanali dal lunedì al venerdì. A marzo i giorni in cui il dipendente avrebbe dovuto lavorare sono stati (esclusi sabati e domeniche) ventidue.

Nel caso in cui li abbia lavorati tutti e ventidue spetta il premio in misura intera.

Discorso diverso se il soggetto dell’esempio ha fatto 4 giorni in smart working. Questi sono esclusi dal calcolo del premio perché il dipendente non era presente in sede. Di conseguenza si dovrà riproporzionare il premio in base ai giorni lavorati, con questo calcolo.

100 (importo premio) / 22 ( giorni lavorabili) = 4,55.

4,55 * 18 (giorni lavorati) = 81,90.

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Bonus 100 euro dipendenti: calcolo ad ore

Come chiarito dall’Agenzia delle entrate (Risoluzione n. 18/E del 10 aprile 2020) è possibile e legittimo adottare in alternativa al calcolo “a giorni” quello in base alle ore lavorate rispetto a quelle lavorabili.

Riprendiamo il caso del dipendente full time 40 ore settimanali distribuite su 5 giorni. Le ore lavorabili a marzo sono 176. Ipotizziamo che ne abbia effettivamente lavorate 144 perché 4 giorni li ha prestati in smart working. Il premio spettante sarà:

100 (importo premio) / 176 (ore lavorabili) = 0,57.

0,57 * 144 (ore lavorate) = 82,08.

Vediamo che tra calcolo a giorni e ad ore il risultato è diverso, nonostante il dipendente sia stato in smart working 4 giorni interi equivalenti a trentadue.

Le differenze sono più marcate se ci sono stati a marzo giorni non interamente lavorati. Nel calcolo a giorni le giornate lavorate vengono considerate tali a prescindere dall’orario svolto, cosa che non accade nel calcolo ad ore.

Pensiamo al dipendente dell’esempio di cui sopra. Ai 4 giorni di smart working si sono aggiunte anche 4 ore rispettivamente il 12 e 13 marzo. Se calcolassimo il premio “a giorni” il risultato non cambierebbe (sempre 81,90 euro perché i giorni lavorati sono stati 18).

Con il calcolo ad ore invece:

100 / 176 = 0,57.

0,57 * 140 (equivalenti a 176 – 32 (giornate intere di smart working) – 4 (smart working del 12 e 13 marzo) = 79,80 euro.

Calcolo a giorni o ad ore: quale scegliere

 Secondo l’Agenzia delle entrate entrambi i sistemi sono legittimi. Spetta all’azienda adottare uno dei due metodi e applicarlo indistintamente a tutte le categorie di dipendenti.

Bonus 100 euro dipendenti: come fare con le assenze dal lavoro

Sulle ore di assenza l’Agenzia delle entrate ha modificato l’interpretazione iniziale (circolare n. 8/E del 3 aprile 2020) che escludeva sia dalle ore lavorate che da quelle lavorabili le assenze per ferie, malattia e aspettativa non retribuita. In questo modo il dipendente assentatosi a marzo per uno dei motivi citati poteva comunque percepire l’importo intero del premio.

Con la risoluzione n. 10/E l’Agenzia ha corretto il tiro, affermando che anche le assenze per ferie, malattia e aspettativa non retribuita riducono l’ammontare del bonus.

Riprendiamo il caso del dipendente full-time 40 ore settimanali dell’esempio di poco fa. A marzo ha lavorato dal 2 al 6 marzo e dal 9 al 14 marzo per un totale di 80 ore.

Dal 16 al 31 marzo è stato assente in malattia per un totale di 96 ore.

Di conseguenza, il calcolo del premio sarà:

100 / 176 ore lavorabili = 0,57.

0,57 * 80 ore lavorate = 45,60 euro.

Stesso conteggio se il dipendente si è assentato per ferie o aspettativa non retribuita.

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Con quest’ultima pronuncia, per intenderci, l’Agenzia delle entrate ha affermato che non esistono assenze “privilegiate”. Tutte concorrono a diminuire l’importo del bonus.

Attenzione. Non valgono come assenze dal lavoro le giornate o le ore di trasferta sia in Italia che all’estero, così come le prestazioni rese presso sedi aziendali diverse da quelle indicata nel contratto di assunzione o successivamente modificata. Discorso identico anche per i dipendenti in distacco nazionale o transnazionale: i giorni di distacco sono equiparati a quelli ordinari e danno diritto al premio.

Bonus 100 euro dipendenti part-time: calcolo

 Ai dipendenti part-time il premio spetta in misura intera se il dipendente ha lavorato in sede per tutte le giornate previste dal contratto. Anche per i part-time le modalità di calcolo possono essere quella a giorni o ad ore.

ESEMPIO

Ipotizziamo il caso di un dipendente part-time orizzontale su 5 giorni alla settimana per un totale di 30 ore. Il soggetto in questione ha lavorato tutto il mese (22 giorni). Posto che i giorni lavorabili di marzo erano 22 gli spetta il premio intero pari a 100 euro.

Discorso diverso per un dipendente part-time verticale che nel mese di marzo avrebbe dovuto lavorare a tempo pieno per soli 3 giorni alla settimana (lunedì mercoledì e venerdì). I giorni lavorabili sono pari a 13 mentre quelli effettivamente lavorati 12.

Il premio sarà pari a:

100 / 13 (giorni lavorabili) = 7,69.

7,69 * 12 = 92,28 euro.

Bonus 100 euro dipendenti con più contratti part time

Nella Risoluzione n. 18 l’Agenzia delle entrate ha affrontato il tema dei dipendenti con due o più rapporti part-time presso aziende diverse. Il premio dev’essere erogato da un solo datore di lavoro cui le altre aziende dovranno comunicare i dati sulle presenze di marzo.

Pensiamo al dipendente che lavora presso l’azienda A (10 ore settimanali) e B (20 ore settimanali). Il dipendente richiede all’azienda B di erogare il premio, pertanto la stessa dovrà ricevere dall’azienda A i dati sulle presenze di marzo in modo tale da corrispondere l’importo corretto del premio.

È importante in questo caso farsi attestare dal dipendente l’ammontare del reddito percepito dall’azienda A, posto che il premio spetta a chi ha totalizzato nel 2019 redditi da lavoro dipendente non superiori ad euro 40 mila.

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