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Bonus baby sitter: a chi spetta, domanda, importi, pagamenti. La guida completa

Paolo Ballanti
guida al bonus baby sitter 2020

Il Decreto “Cura Italia” ha introdotto il bonus baby-sitter 2020, per facilitare il ricordo ai servizi di babysitting, resi necessari in virtù della chiusura delle scuole di ogni ordine e grado decisa a seguito del diffondersi del Coronavirus.

Nelle righe che seguono forniremo una guida completa del bonus alla luce della normativa e delle circolari / messaggi pubblicati dall’INPS.

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Bonus baby sitter 2020: cos’è 

Il bonus baby sitter, introdotto dal decreto Cura Italia, è un aiuto per i genitori che lavorano e hanno bisogno dell’aiuto di una baby sitter assunta, in questa fase di emergenza Coronavirus, in cui le scuole sono chiuse. E’ pari a 600 euro, elevate a 1.000 euro per il personale sanitario, e verrà accreditato ai beneficiari tramite il Libretto di famiglia strumento già operante per le prestazioni di lavoro occasionale.

 Bonus baby sitter 2020: chi può chiederlo

 Il bonus spetta a:

  • Lavoratori dipendenti del settore privato;
  • Soggetti iscritti in via esclusiva alla Gestione separata INPS;
  • Autonomi iscritti all’INPS;
  • Autonomi iscritti alle rispettive Casse di previdenza;
  • Dipendenti pubblici.

Con riferimento ai lavoratori statali, il bonus è riservato a:

  • Medici;
  • Infermieri;
  • Operatori socio sanitari;
  • Tecnici del laboratorio biomedico e di radiologia medica;
  • Personale del comparto sicurezza, soccorso pubblico e difesa, utilizzato per le esigenze connesse all’emergenza COVID-19.

Bonus baby sitter 2020: chi è escluso dalla domanda

Il bonus è legato alla necessità di avvalersi di persone che custodiscano i figli durante il periodo di chiusura delle scuole. Di conseguenza non spetta:

  • Se l’altro genitore è disoccupato, non lavoratore o assente dal lavoro perché in Cassa integrazione, FIS, Cassa integrazione in deroga o altro strumento di sostegno al reddito (si ritiene esclusa l’indennità di 600 euro una tantum introdotta sempre dal Decreto “Cura Italia”);
  • Se viene richiesto il congedo straordinario di quindici giorni introdotto sempre dal “Cura Italia”;
  • Se il figlio ha più di dodici anni di età (limite non applicabile per i portatori di handicap grave).

Bonus baby sitter 2020: ok ai figli adottati 

Come chiarito dall’INPS (circolare n. 44 del 24 marzo 2020) il bonus spetta anche a genitori affidatari e adottivi. In caso di adozione nazionale o internazionale l’ingresso del minore in famiglia dev’essere avvenuto prima o alla data del 5 marzo.

I documenti utili a dimostrare l’affidamento o l’adozione dovranno essere allegati alla domanda di bonus.

Per le misure di sostegno a imprese e famiglie scarica qui l’e-book gratuito

Bonus baby sitter 2020: cumulo con altre prestazioni

Non escludono la fruizione del bonus:

  • Le assenze dei genitori per permesso 104;
  • Le assenze per prolungamento del congedo parentale concesso per i genitori di figli con handicap grave.

Bonus baby sitter: cosa succede in Smart working

Dubbi sorgono per i dipendenti in smart working. Si ritiene comunque che la modalità di lavoro agile non escluda la fruizione del bonus posto che si tratta sempre di normale orario di lavoro come se il dipendente fosse in sede o in ufficio.

Bonus baby sitter: cosa succede in caso di ferie

Più spinosa la questione delle ferie. Il Cura Italia nulla dice in proposito così come le varie circolari e messaggi INPS sul tema. Visto lo scopo delle ferie (recupero delle energie psico-fisiche e cura dei propri interessi personali e sociali), che rimane tale anche in regime di quarantena, prudenzialmente il bonus non si riterrebbe spettante se l’altro genitore o lo stesso beneficiario sono in ferie. Si auspica comunque sul tema un pronto chiarimento da parte dell’INPS.

Bonus baby sitter 2020: quanto spetta di importo

La somma erogata è pari a 600 euro, elevati a 1000 per i dipendenti pubblici.

Nei confronti del genitore il bonus non è imponibile ai fini fiscali e contributivi e non è coperto da contribuzione figurativa.

Le somme vengono erogate sul Libretto di famiglia, con una procedura che analizzeremo nel paragrafo successivo.

Bonus baby sitter: come funziona il libretto di famiglia

Il Libretto di famiglia è uno strumento introdotto già da alcuni anni per i pagamenti da parte dei privati di prestazioni di lavoro occasionale, per intenderci piccoli lavori domestici, ripetizioni scolastiche, assistenza domiciliare per bambini, anziani o portatori di handicap.

Nel caso specifico del bonus per i servizi di baby-sitting le somme verranno accreditate dall’INPS sul Libretto ed utilizzate dai privati per remunerare le prestazioni rese a decorrere dal 5 marzo scorso e per l’intero periodo di chiusura delle scuole.

Parallelamente alla domanda di bonus, è necessario per entrambe le parti (privato e prestatore del servizio) registrarsi sul portale INPS – sezione “Prestazioni occasionali – Libretto di famiglia”:

  • Il privato dovrà registrarsi come utilizzatore;
  • Il prestatore del servizio dovrà accreditarsi come tale scegliendo la modalità di pagamento dei compensi.

È importante per il prestatore porre la massima attenzione nell’indicazione dell’IBAN. L’INPS è esente da qualsiasi responsabilità in caso di pagamenti non andati a buon fine per coordinate bancarie erroneamente inserite.

Per registrarsi sul sito INPS è necessario possedere le credenziali PIN, SPID, CIE, CNS. In alternativa, chiamare il Contact center (muniti comunque delle credenziali di accesso) o avvalersi di patronati e intermediari abilitati (in questo caso non è necessario alcun codice).

Purtroppo l’INPS non ha esteso al Libretto di famiglia la modalità di accesso semplificata ai servizi telematici, applicata in considerazione dell’elevato numero di richieste per le prestazioni introdotte dal “Cura Italia”. Come spiegheremo meglio nelle righe successive, l’accesso semplificato prevede l’inserimento della sola prima metà del PIN (otto cifre) immediatamente disponibile in fase di richiesta, senza attendere la seconda metà che viene di norma inviata per posta a distanza di giorni.

Bonus baby sitter 2020: come richiederlo all’Inps

Una volta attivato il Libretto di famiglia e appurato che anche il prestatore si è accreditato sulla piattaforma “Lavoro occasionale”, il privato deve inoltrare domanda di bonus sul portale INPS sezione “Prestazioni e servizi – Tutti i servizi – Domande per Prestazioni a sostegno del reddito – Bonus per servizi di baby sitting”. Nell’homepage del sito è comunque presente un link diretto.

Come accedere al servizio online Inps per domanda bonus baby sitter

Per accedere al servizio di richiesta bonus è necessario possedere le credenziali PIN, SPID, CIE, CNS. Come anticipato sopra, l’INPS ha reso disponibile una procedura di accesso semplificata per chi non è in possesso del PIN. È sufficiente collegarsi al portale dell’Istituto, servizio “Richiesta PIN”. Una volta compilata la domanda, il sistema restituisce via mail o sms le prime otto cifre del PIN che consentiranno, in deroga alla procedura normale, di accedere comunque alla domanda di bonus. In caso di mancata ricezione del PIN entro dodici ore dalla richiesta è necessario chiamare il Contact center.

In condizioni ordinarie sarebbe stato necessario attendere la seconda metà del PIN inviata per posta per poter accedere ai servizi telematici.

La richiesta del PIN può essere effettuata anche chiamando il Contact center.

Bonus baby sitter: come richiederlo tramite Patronati e Contact center Inps

La domanda di bonus può essere presentata anche chiamando il Contact center (necessarie comunque le credenziali di accesso INPS) o rivolgendosi a patronati e intermediari abilitati.

Bonus baby sitter 2020: cosa fare a domanda accettata

Entro 15 giorni dalla comunicazione INPS di accoglimento della richiesta di bonus, il genitore dovrà richiedere l’appropriazione telematica delle somme necessarie al pagamento delle prestazioni di baby-sitting. Presentare la richiesta di appropriazione telematica oltre i 15 giorni equivale ad una rinuncia tacita al bonus.

È fondamentale tenere monitorati i canali di comunicazione indicati nella domanda di bonus (sms, mail o PEC) al fine di non presentare la richiesta di appropriazione in ritardo.

Bonus baby sitter 2020: comunicazione della prestazione all’Inps

Conclusasi la fase di appropriazione con il trasferimento delle somme nel Libretto di famiglia, il genitore dovrà comunicare sulla piattaforma “Lavoro occasionale”, dopo lo svolgimento della prestazione di baby-sitting, i dati dell’attività svolta.

Comunicata la prestazione all’INPS la stessa procederà ad accreditare le somme al lavoratore, utilizzando la modalità di pagamento scelta da quest’ultimo in fase di registrazione.

La data di accredito dipende dal caricamento della prestazione sul portale. Se il genitore comunica i dati dell’attività entro il giorno 3 del mese successivo, il pagamento avverrà il 15 del mese stesso. In caso contrario, l’accredito sarà posticipato al 15 del mese successivo.

Ipotizziamo il caso di un genitore che comunichi in data 4 aprile la prestazione resa il 16 marzo. L’accredito delle somme al lavoratore avverrà non il 15 di aprile ma il 15 maggio.

In sede di comunicazione della prestazione, il genitore dovrà specificare di avvalersi del “Bonus COVID-19”. Le prestazioni potranno essere caricate sul portale entro il 31 dicembre 2020.

Bonus baby sitter: come gestire il pagamento del compenso

Il compenso da erogare per le prestazioni di baby-sitting segue le regole generali delle prestazioni occasionali eccezion fatta per la natura del soggetto prestatore.

In considerazione dell’emergenza COVID-19 e della chiusura delle scuole, limitatamente alle prestazioni oggetto del bonus, il genitore potrà rivolgersi anche a soggetti con cui sono intercorsi da meno di sei mesi o sono tuttora in essere dei rapporti di lavoro.

In caso di erogazione del compenso a lavoratori occasionali (per i quali è già attivo il Libretto di famiglia) il bonus sarà spendibile per remunerare le ore supplementari che i soggetti in questione sono chiamati a svolgere per la chiusura delle scuole.

Naturalmente deve trattasi di lavoratori occasionali che svolgano già attività di sorveglianza o custodia di minori.

Tenuto conto del plafond del bonus pari a 600 / 1000 euro, il compenso per un’ora di lavoro non potrà essere inferiore a 10 euro lordi equivalenti a 8 euro netti perché decurtati di:

  • 1,65 euro di contributi INPS accreditati in Gestione separata;
  • 0,25 euro di assicurazione INAIL;
  • 0,10 euro per oneri gestionali e di servizio.

La copertura INPS – Gestione Separata è prevista per i casi di invalidità, vecchiaia e superstiti mentre l’assicurazione INAIL tutela il prestatore contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Il genitore è tenuto a rispettare le disposizioni in materia di orario di lavoro e di pause intermedie.

Budget statale per il bonus baby sitter 

Le risorse destinate dal Decreto “Cura Italia” per il bonus sono pari a 30 milioni di euro. È plausibile una revisione della misura in ragione del prolungarsi della quarantena e della chiusura delle scuole. Tuttavia, allo stato attuale, non ci sono provvedimenti di rifinanziamento del bonus.

Per chi non avesse ancora presentato domanda è importante tener presente che alle 11 dell’8 aprile erano già state inoltrate 37.587 mila richieste.

In caso di superamento del budget, l’INPS continuerà ad accogliere le domande ma con riserva di ammissione in caso di rifinanziamento della prestazione.

Consulta le altre Guide ai bonus Covid-19

Guida al Bonus 100 euro dipendenti 

Guida al Bonus 600 euro autonomi

 

Foto: iStock.com/fizkes



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2 COMMENTI

  1. Salve,
    vorrei capire se il secondo genitore è in cassa integrazione (iniziata il 24 Marzo oltretutto), ma all’80% e non al 100% gli spetta una parte del bonus?
    come funziona?
    Grazie

    • Buongiorno Francesco,
      la fruizione del bonus baby-sitting non è compatibile con le misure di sostegno al reddito erogate in favore dell’uno o dell’altro genitore. L’Inps nella circolare 44 del 24 marzo 2020, ha precisato che tale prestazione spetta a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa (ad esempio, Naspi, Cigo, indennità di mobilità, eccetera) o altro genitore disoccupato o non lavoratore, con i quali, sussiste incompatibilità e divieto di cumulo. La circolare fa riferimento alle misure di sostegno al reddito non differenziando eventuali percentuali, anzi chiarisce che il bonus eventualmente percepito dovrà essere restituito, secondo le procedure e modalità definite dall’Inps, nel caso in cui per lo stesso periodo a uno o entrambi i genitori siano stati concessi gli ammortizzatori sociali richiesti dal rispettivo datore di lavoro.

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