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Internet e la privacy. Come proteggere i nostri dati personali

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Fin dalla nascita, internet è stato concepito per permettere di scambiare dati. Accedere a un sito web significa ricevere delle informazioni, ma allo stesso tempo anche fornirle. Questo scambio può essere pericoloso, soprattutto quando include delle informazioni personali sensibili. Per questo motivo, è indispensabile occuparsi della protezione dei dati personali mentre si naviga sulla rete.

Esistono diverse soluzioni facili da adottare e implementare per proteggersi, come le VPN e i server proxy. Per tutti coloro che non conoscono questi termini, in questo articolo spiegheremo sia che cos’è una VPN, sia come sfruttare un proxy per proteggersi. Continuate a leggere sotto.

Quali sono le soluzioni per proteggere i dati personali?

Tutti coloro che si occupano di privacy online lo sanno da tempo: navigare senza alcun tipo di protezione è rischioso, se non altro perché non si può mai avere la certezza di quali e quanti dati vengono trasmessi.

In alcuni casi viene registrata l’attività sul sito, come le pagine aperte e il tempo di navigazione, in altri casi viene salvato l’indirizzo IP, da cui si può ricavare posizione geografica, browser e dispositivo utilizzato.

È evidente che è indispensabile adottare delle misure di protezione dei dati personali. Le soluzioni possibili sono:

  • VPN. Coloro che si stanno chiedendo che cos’è una VPN, non è altro che un sistema di connessione che permette di camuffare l’indirizzo IP dell’utente attraverso un server esterno. Il server applica anche un protocollo di crittografia ai dati di navigazione, rendendoli leggibili solo ai diretti interessati. In questo modo, qualsiasi tool pubblicitario o provider di rete che tenta di sfruttare i dati dell’utente viene bloccato.
  • Proxy. Il server proxy è simile al server VPN, nel senso che permette di camuffare l’IP. La differenza risiede nel fatto che non viene fornito il protocollo di crittografia. Per questo motivo, i dati di navigazione possono essere comunque rintracciati e analizzati da eventuali tool di tracciamento, anche se non associabili all’indirizzo IP reale dell’utente.
  • Tor. Questo sistema è leggermente diverso da quelli precedenti perché sfrutta vari server sui cui far rimbalzare la connessione. In questo modo diventa impossibile rintracciare il punto di partenza dei dati. La sicurezza fornita è notevole, tuttavia, la velocità di navigazione potrebbe non essere delle migliori.

Come e perché vengono raccolti i dati su internet

I dati degli utenti che vengono richiesti, salvati, elaborati e trasmessi da un sito web sono numerosi. Allo stesso modo, sono tante le motivazioni per cui si rende necessario il loro utilizzo. Basta pensare a un sito come un social media, in cui il funzionamento è interamente basato sull’idea che gli utenti debbano fornire delle informazioni per la creazione di un profilo come foto, nome, cognome e indirizzo.

La differenza sostanziale, però, risiede nel modo in cui vengono raccolti i dati. Mentre in un social l’utente è a conoscenza del fatto che sta fornendo dei dati e quindi può optare per non farlo, in altri siti le cose possono essere leggermente più nascoste.

Ad esempio, un sito potrebbe aver installato dei tool di targetizzazione e analisi che non fanno altro che raccogliere gli indirizzi IP degli utenti che accedono il sito e registrare il comportamento degli stessi per migliorare sia le funzionalità del sito sia le campagne pubblicitarie. I dati potrebbero anche essere venduti a terzi, diventando una fonte di guadagno.

In tutti questi casi, l’utente non è realmente a conoscenza del fatto che sta fornendo i propri dati e di conseguenza non può interrompere la trasmissione degli stessi, se non evitando di accedere completamente al sito. Peggio ancora, in alcuni casi è lo stesso provider della connessione di rete a raccogliere i dati dell’utente non appena questo attiva la connessione internet. In quest’ultima situazione la protezione dei dati personali diventa ancora più indispensabile per poter usare liberamente la rete.



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