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Coronavirus, lavoratori con disabilità: permessi previsti dal Decreto Cura Italia

Paolo Ballanti
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La diffusione e l’aggressività con cui il Coronavirus attacca la salute delle persone ha portato il Governo a prevedere misure specifiche per tutelare coloro che già si trovano in uno stato di disabilità. Il decreto “Cura Italia” ha previsto numerosi strumenti per consentire ai lavoratori con handicap di restare nelle proprie abitazioni, preservando loro e i propri familiari dal rischio di contagio.

Vediamo nel dettaglio le misure previste per i lavoratori disabili e quali conseguenze retributive hanno.

Permessi 104: come richiederli

Coronavirus: lavoratori disabili gravi possono stare a casa?

Il decreto legge “Cura Italia” (D.L. n. 18 del 17 marzo 2020) ha previsto all’articolo 26 che i seguenti lavoratori dipendenti pubblici e privati:

  • Disabili gravi ai sensi della Legge 104;
  • In alternativa, in possesso di certificazione rilasciata dal medico legale competente, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione, patologie oncologiche o dallo svolgimento delle necessarie terapie salvavita.

Hanno diritto di assentarsi dal lavoro fino al 30 aprile 2020. Tale periodo sarà considerato ai fini normativi e retributivi come ricovero ospedaliero. Questo significa, ad esempio per i lavoratori dipendenti, la copertura dell’INPS e / o l’intervento economico da parte del datore di lavoro se previsto dal CCNL applicato.

Coronavirus: permessi 104

I disabili possono stare a casa dal lavoro usufruendo dei permessi mensili previsti dalla Legge 104, che il decreto “Cura Italia” ha aumentato a dodici complessivi per i mesi di marzo e aprile, portando il totale dei giorni di assenza fino a 18 (6 ordinari + 12 del “Cura Italia”).

Per usufruire dell’estensione non è richiesto alcun onere aggiuntivo. Valgono le autorizzazioni già vigenti alla data della fruizione del permesso.

Facciamo l’esempio di un dipendente disabile con un provvedimento di autorizzazione ai permessi 104 decorrente dal 1 febbraio 2020. Questi potrà fruire legittimamente dei dodici giorni senza alcuna domanda ulteriore: vale il nulla osta con decorrenza 1 febbraio 2020.

Coronavirus: Smart working

Sempre il decreto “Cura Italia” facilita l’accesso allo smart working per i lavoratori disabili. L’articolo 39 dispone fino al 30 aprile 2020 che i soggetti con handicap in situazione di gravità hanno diritto a compiere l’attività lavorativa con le modalità del lavoro agile, purché compatibile con le caratteristiche della prestazione.

Inoltre, i lavoratori dipendenti privati con una ridotta capacità lavorativa perché affetti da gravi e comprovate patologie, hanno priorità di accesso allo smart working.

Coronavirus: ammortizzatori sociali

I lavoratori disabili hanno a pieno titolo diritto di accedere agli ammortizzatori sociali speciali previsti dal decreto “Cura Italia” con una copertura economica da parte dell’INPS pari all’80% della retribuzione prevista per le ore non lavorate. In particolare:

  • Cassa integrazione ordinaria;
  • Assegno ordinario (FIS);
  • Cassa integrazione in deroga.

Gli ammortizzatori sono applicabili per l’intera durata della riduzione o sospensione del lavoro, comunque per un periodo non superiore a nove settimane.

Chi è disabile grave?

Lo stato di disabilità grave corrisponde a coloro che, causa una minorazione fisica, psichica o sensoriale, singola o plurima, si siano visti ridurre l’autonomia personale rendendo necessaria un’assistenza permanente, continua e globale sia nella sfera individuale che delle relazioni sociali.

Deputata ad accertare la disabilità è la Commissione competente presso ogni AUSL previa domanda di riconoscimento inoltrata all’INPS dall’interessato.

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