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Infortunio sul lavoro: come denunciarlo e cosa paga l’Inail

Paolo Ballanti
infortunio sul lavoro

Nel corso del rapporto di lavoro può accadere che il dipendente resti coinvolto in un infortunio sul lavoro.

Questo evento si differenzia dalla semplice malattia, perché si tratta di una lesione verificatasi durante lo svolgimento dell’attività lavorativa determinata da una causa violenta, da cui possono derivare due tipologie di inabilità al lavoro.

In particolare:

  • inabilità Permanente (assoluta o parziale);
  • inabilità Temporanea assoluta che comporta l’astensione dal lavoro per più di 3 giorni.

L’infortunio può obbligare il dipendente a sottoporsi a visite mediche, prestazioni sanitarie ovvero assentarsi dal lavoro senza pertanto ricevere la retribuzione. A copertura di queste necessità, è prevista un’assicurazione pubblica, finanziata con il pagamento di un premio a carico delle aziende, che si preoccupa di erogare prestazioni sanitarie ed economiche al verificarsi di infortuni sul lavoro e malattie professionali. Questa assicurazione è chiamata INAIL e ogni volta che il dipendente si infortuna dev’essere informata dell’evento così da far partire tutto l’iter assicurativo.

Vediamo nel dettaglio come devono comportarsi azienda e dipendente e cosa eroga l’Inail.

Infortunio sul lavoro: cosa deve fare il dipendente

Al verificarsi dell’infortunio il dipendente deve informare senza indugio l’azienda, pena la perdita delle prestazioni INAIL per i giorni precedenti quello in cui il datore è venuto a conoscenza dell’evento.

In secondo luogo, l’infortunato deve sottoporsi a visita medica e fornire all’azienda il certificato medico, la data di rilascio e il codice identificativo, tutti elementi che dovranno essere riportati nella denuncia / comunicazione d’infortunio.

La struttura sanitaria (pronto soccorso o ambulatorio) che ha rilasciato il certificato dovrà poi inviarlo telematicamente all’INAIL.

E’ fatto obbligo al dipendente di sottoporsi durante l’infortunio alle cure prescritte dall’INAIL nonché di rendersi reperibile alle visite di controllo se previsto dal CCNL applicato.

> Infortunio sul lavoro: come funziona, risarcimento e regole <

Infortunio sul lavoro: cosa deve fare l’azienda

Quando si verifica l’infortunio, l’azienda deve assicurarsi che il dipendente raggiunga la struttura sanitaria o l’ambulatorio INAIL più vicino. Eventuali spese di trasporto sono ad esclusivo carico del datore.

Il secondo passaggio è la denuncia d’infortunio all’INAIL. Questa dev’essere inviata per gli eventi con prognosi di durata superiore a tre giorni (escluso quello dell’evento), entro due giorni da quando l’azienda ne ha avuto notizia ovvero entro ventiquattro ore in caso di morte o pericolo di morte. La denuncia dovrà riportare oltre ai dati dell’azienda, del dipendente e il dettaglio dell’evento verificatosi anche i dati retributivi necessari per calcolare la “Retribuzione media giornaliera”, valore di partenza per stabilire l’indennità INAIL.

Se la prognosi non supera i tre giorni escluso quello dell’evento, l’azienda dovrà inoltrare la comunicazione d’infortunio che conterrà gli stessi dati della denuncia eccezion fatta per quelli retributivi, non necessari in quanto considerata la durata dell’assenza non è previsto l’intervento dell’INAIL.

Infine, per gli infortuni mortali o con prognosi eccedente i trenta giorni l’azienda deve denunciare l’accaduto all’autorità locale di pubblica sicurezza del comune in cui l’evento si è verificato.

Infortunio sul lavoro: chi paga le prestazioni

Quando avviene un infortunio sul lavoro la copertura economica dei giorni di calendario (compresi sabati, domeniche e festivi) in cui il dipendente non presta alcuna attività è divisa tra azienda e INAIL:

  • Per il giorno in cui si verifica l’infortunio la retribuzione è interamente a carico dell’azienda;
  • I tre giorni successivi quello dell’evento sono anch’essi interamente a carico del datore (si parla di “periodo di carenza”);
  • A partire dal quarto giorno successivo quello dell’infortunio fino al rientro al lavoro il trattamento economico è a carico dell’INAIL.

> Infortunio sul lavoro: tutte le prestazioni erogate <

A quanto ammonta l’indennità Inail per infortunio

L’indennità Inail non è fissa. Varia a seconda della durata dell’infortunio. Per calcolarla si prende in considerazione in percentuale la cosiddetta “Retribuzione media giornaliera” del dipendente infortunato:

  • 60 per cento della Retribuzione media giornaliera per i giorni di assenza dal quarto al novantesimo;
  • 75 per cento della Retribuzione media giornaliera per i giorni di assenza dal novantunesimo fino alla guarigione.

> Infortunio Inail: entro quando arriva il risarcimento <

La prestazione Inail spetta per tutti i giorni di assenza del dipendente. Le somme a carico dell’ente vengono anticipate in busta paga dal datore di lavoro, salvo poi essere rimborsate con bonifico bancario o assegno circolare.

Quanto a carico dell’Inail ed erogato in busta paga non è soggetto a contributi INPS ma a tassazione Irpef.

L’indennità non è peraltro cumulabile con le prestazioni garantite dall’INPS, quali ad esempio:

  • Indennità di malattia;
  • Indennità di maternità;
  • Cassa integrazione.

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Infortunio sul lavoro: integrazione carico azienda

L’azienda, qualora il contratto collettivo lo preveda, è tenuta ad integrare l’indennità Inail, per fare in modo che il dipendente possa alla fine arrivare a percepire un importo pari alla stessa retribuzione percepita prima del suo infortunio (o quasi la stessa).

Ad esempio, il contratto collettivo del Commercio e Terziario – Confcommercio prevede un’integrazione fino a raggiungere il 90 per cento della retribuzione per i giorni di infortunio dal quinto al ventesimo, innalzata al 100 per cento dal ventunesimo fino al rientro al lavoro.

A differenza dell’indennità INAIL, l’integrazione aziendale è soggetta sia a contributi INPS che a tassazione IRPEF.

Infortunio sul lavoro: chi paga le prestazioni sanitarie

La copertura assicurativa Inail comprende anche una serie di prestazioni sanitarie gratuite:

  • Cure mediche e chirurgiche;
  • Soccorsi di urgenza;
  • Accertamenti clinici;
  • Fornitura degli apparecchi di protesi.

Mentre l’attività di cura è interamente a carico del Servizio sanitario nazionale, rimangono in capo all’INAIL le prestazioni medico – legali e gli accertamenti.

Le cure devono essere garantite per l’intera durata dell’inabilità al lavoro e anche dopo la guarigione clinica al fine di garantire il pieno recupero delle capacità lavorative.

L’infortunato non può ingiustificatamente rifiutarsi di essere sottoposto alle cure, pena la perdita o la riduzione delle prestazioni economiche.

Infortunio sul lavoro: come funziona con le protesi

Il dipendente ha poi diritto gratis alla fornitura di protesi o apparecchi per ridurre il grado di inabilità al lavoro.

In dettaglio, spetta all’Inail occuparsi:

  • della prima fornitura delle protesi;
  • della fornitura di nuove protesi o apparecchi quando gli stessi sono obsoleti;
  • di garantirne la buona manutenzione da parte dell’infortunato, eccezion fatta per i casi di inefficienza o di rottura non imputabili allo stesso.

E’ l’Inail stessa a scegliere le aziende fornitrici delle dovute protesi. Se è l’assicurato ad acquistarle direttamente, questo ha diritto al rimborso da parte dell’assicurato nei limiti di quanto lo stesso avrebbe speso in caso di fornitura ordinaria.

 

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1 COMMENTO

  1. Ho seguito un caso di infortunio “in itinere”, di un cliente – lavoratore che, in sella al proprio scooter, veniva investito da un altro veicolo nel tragitto posto di lavoro – casa, così riportando gravi lesioni permanenti.
    Ho provato la natura “non elettiva” del rischio (per “rischio elettivo” si intende un comportamento contrario al buon senso, in conseguenza del quale si è verificato un infortunio sul lavoro) dimostrando che il mio assistito era affetto da “sindrome claustrofobica” e che, pertanto, non poteva prendere né l’autobus né la metropolitana, entrambi altamente affollati nella Capitale negli orari di punta.
    Avv. Gianluca Tucci

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