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Manovra 2020, nuovo accordo: cedolare secca resta al 10 per cento

Chiara Arroi
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Dopo un vertice di circa due ore il Governo è giunto ad un nuovo accordo sulla Manovra 2020, il cui impianto resta in sostanza lo stesso. Alcune limature sono entrate nella Legge di bilancio, che a questo punto dovrebbe essere impostata nella sua ossatura.

L’impianto della manovra resta quello che si conosce: l’accordo sostanziale c’è. L’incontro è avvenuto in un clima assolutamente tranquillo. Andiamo avanti determinati, con più coesione”. Lo dice Loredana De Petris, capogruppo di Leu al Senato, uscendo da Palazzo Chigi dopo il vertice di governo. L’obiettivo, spiega, è chiudere la manovra “tra giovedì e venerdì”.

L’obiettivo quindi è quello di consegnare il testo al Senato giovedì 31 ottobre, dieci giorni oltre il limite fissato dalle norme. Oggi, 30 ottobre, il Governo si incontrerà di nuovo per fissare le ultime limature sull’impianto del provvedimento.

Manovra 2020: cedolare secca ferma al 10 per cento

Tra le novità frutto di questo accordo post vertice di martedì 29 ottobre rientra lo stop all’aumento della cedolare secca a canone concordato, che a questo punto non salirà più dal 10 per cento al 12,5 per cento. Resterà quindi tarata sull’aliquota del 10 per cento.

In un tweet Antonio Misiani, viceministro dell’Economia si saluta questa novità con entusiasmo:

“Una buona notizia dal vertice di maggioranza sulla #leggedibilancio: la cedolare secca sugli affitti a canone calmierato resta al 10% (a legislazione vigente sarebbe passata al 15%)”, ha scritto il viceministro.

Manovra 2020: aumenta la tassa sulla fortuna

Tra le novità partorite nel vertice c’è anche un aumento della tassa sulla fortuna, in pratica sulle vincite derivanti dai giochi di Stato. Un aumento pensato proprio per finanziare il congelamento della cedolare secca.

Secondo quanto si apprende il governo, per finanziare la stabilizzazione al 10% della cedolare secca sugli affitti a canone concordato, sarebbe in procinto di aumentare dal 12% al 15% del prelievo sulle vincite oltre i 500 euro (che saliva al 25% sopra il milione), comparso nelle prime bozze del decreto fiscale, poi sostituito dall’intervento sul Preu.

In pratica ad oggi la tassa che pagano i vincitori fino a 500 euro, dal Gratta e Vinci al SuperEnalotto, si attesta al 12 per cento. Con questa modifica in legge di bilancio 2020 passerà al 15 per cento. Il gettito è di circa 96 milioni e coprirà i costi del mancato aumento della cedolare a canone concordato.

La vecchia norma valeva circa 96 milioni a regime, circa la metà il primo anno.  In manovra poi ci saranno 600 milioni aggiuntivi, nel 2020, per le misure per la famiglia. Lo confermano fonti di Palazzo Chigi.

Manovra 2020: accorpamento Imu-Tasi

Ci saranno le misure relative alla riscossione, quelle relative all’accorpamento di Imu-Tasi nella local tax, ed i 110 milioni di ristoro per l’Imu”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli. Con la manovra arriverà un nuovo inasprimento della tassazione sui tabacchi ‘tradizionali’. Lo confermano fonti di governo. Il prelievo, che non interesserà le sigarette elettroniche, però sarà ridotto rispetto alle cifre circolate nelle scorse settimane e si dovrebbe fermare a 88 milioni.

Manovra 2020: restano i nodi su Flat tax e Quota 100

Su altre misure manca ancora un accordo. Il nodo resta la flat tax e quota 100. “Siamo a lavoro per individuare i 100 milioni necessari per confermare il regime agevolato per le partite Iva fino a 65.000 euro, eliminando tutti i vincoli. La maggioranza ha condiviso questa sollecitazione del Movimento 5 Stelle” ha dichiarato il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

Marattin ha ribadito che “per noi Quota 100 va abolita, se la nostra opinione non sarà condivisa dal Parlamento avremo la soddisfazione di aver fatto una battaglia in cui crediamo, non è che si fanno solo battaglie per vincere”.

> Tutte le novità sulla legge di bilancio 2020 <

Manovra 2020: il precedente accordo sulle misure 

In un precedente vertice di Governo si era inoltre giunti a un primo nuovo accordo, su misure che sembrano essere confermate. Due in sostanza le principali novità emerse: il carcere per i grandi evasori, che entra nel decreto fiscale, e l’obbligo al Postetto al contante che slittano a luglio 2020.

Slitta tetto al contante

Prima misura su cui si è focalizzata la nuova intesa di un Governo che cerca di mettere in piedi la Manovra è lo slittamento al 1° luglio 2020 del muovo tetto a 2 mila euro sull’utilizzo del contante.

In sostanza, il Governo Conte bis nel Decreto fiscale collegato alla nuova Legge di bilancio 2020 ha deciso di abbassare ancora il tetto su sui contanti dagli attuali 3 mila euro a 2 mila euro. In base alla nuova intesa questo tetto scenderà solo a partire dal 1° luglio, e non dal 1° gennaio.

Bonus befana dal 2021

Altra novità centrale per l’impianto della Manovra è il cosiddetto superbonus befana, misura fortemente voluta dal premier Giuseppe Conte: come previsto, arriverà a gennaio 2021, ma premierà solo le spese effettuate con carte e bancomat a partire da luglio 2020. Bisogna quindi stare attenti perché il premio sarà erogato solo per le spese effettuate in questo arco di tempo.

Con il bonus befana verranno erogati da 200 a 500 euro a seconda delle spese accumulate

Manovra 2020: carcere evasori

Nel decreto Fisco rimane l’inasprimento delle norme penali, con il carcere da 4 a 8 anni per i grandi evasori, ed entra anche la “confisca per sproporzione“.

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha annunciato che passerà “da un minimo di 4 anni a un massimo di otto anni” il carcere per i grandi evasori partendo da una “somma evasa di 100mila euro”.

La stretta entrerà subito nel testo del decreto fiscale ma con la clausola che le nuove norme entreranno in vigore non subito, ma solo dopo il via libera finale al decreto. Si garantirà così sia la certezza della pena, sia – come sottolinea Dario Franceschini – che “il Parlamento potrà approfondire tutti gli effetti e le conseguenze”.

Manovra 2020: slittano multe sul pos

Anche le multe previste per i commercianti che non utilizzano il pos, accennato nelle bozze del Decreto fiscale entrano in vigore solo a partire da luglio 2020 e non da gennaio.

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