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Taglio cuneo fiscale 2020: a chi spetta, importi, come funzionerà, ultime novità

Legge di bilancio 2020: il taglio del cuneo fiscale sul lavoro partirà da luglio 2020

Chiara Arroi
stipendi più alti dal 2020

Ultime novità sul taglio cuneo fiscale 2020. Procede la strutturazione dell’impianto della Manovra 2020, anche se fra alti e bassi, litigi, polemiche e vertici. All’interno del provvedimento il Governo giallorosso ha già deciso di inserire una misura importante per cittadini e famiglie, perché in gioco ci sono più soldi a fine mese in busta paga: il taglio del cuneo fiscale 2020.

Buone notizie quindi si profilano per il prossimo anno per i lavoratori e lavoratrici di tutta Italia, soprattutto quelli che percepiscono salari bassi, e ad ogni cedolino paga, abbassano gli occhi in segno di disperazione, per la magra cifra che spetta loro ogni mese: arriveranno stipendi più alti dal 2020. Almeno così è stato annunciato dal nuovo Governo Conte bis, che ha promesso, tra tutte le altre novità della Legge di bilancio 2020, anche un bel taglio del cuneo fiscale, a tutto vantaggio dei lavoratori e delle lavoratrici italiani. Un progetto a tutti gli effetti annunciato come uno dei due pilastri di tutta la Manovra (l’altro è lo stop agli aumenti Iva).

Certo sarà un taglio un po’ meno ambizioso del progetto iniziale, che voleva mettere in tasca dei lavoratori e delle lavoratrici italiani fino a 1.500 euro in più all’anno. La cifra ora è scesa notevolmente. Si parla adesso di un bonus fino a 500 euro, e comunque non da subito. Si parla da luglio 2020.

Il Premier Giuseppe Conte aveva reso pubblico l’intento di abbattere il costo del lavoro in busta paga durante il suo discorso alla Camera dei deputati, in occasione del voto di fiducia al Governo. Si ritiene quindi che la novità verrà inserita direttamente nel Def e nella prossima Manovra di bilancio.

La prima proposta era arrivata direttamente dal Pd, che pareva aver già messo in cantiere un progetto di attuazione. Si trattava di un recupero in busta paga di 1.500 euro per ogni lavoratore e lavoratrice. Somma che si prevede più bassa, almeno per questo 2020 e per il prossimo 2021. Come avverrà? Vediamolo.

Legge di bilancio 2020: le ultime novità 

Il cantiere della Legge di bilancio 2020 entra nel vivo. Il 15 ottobre il Governo ha steso e inviato a Bruxelles un primo testo di Legge di bilancio e collegato fiscale.

Mentre il 30 settembre era stato approvato il famoso Def, o meglio la Nadef, la nota di aggiornamento al Documento di Economia e finanza, documento strategico su cui vengono fissati e impressi tutti gli obiettivi da raggiungere con la Legge di bilancio 2020.

Tra le prime e più importanti novità annunciate dal premier Giuseppe Conte, c’è il taglio del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori. Anzi, per dirla esattamente con le parole del Premier: “a totale vantaggio dei lavoratori”. Questa, come parte del più ampio progetto di riforma fiscale pronta a ricevere il battesimo Conte bis.

«La sfida più rilevante, per quest’anno», ha annunciato Conte, «sarà evitare l’aumento automatico dell’ Iva e avviare un alleggerimento del cuneo fiscale».

Cuneo fiscale tagliato per i lavoratori si trasforma in busta paga più ricca e stipendi più alti.

Tra le altre novità e misure strategiche, propedeutiche ai provvedimenti e numeri veri e propri, che si conosceranno solo con la Manovra, ci sono:

  • taglio del cuneo fiscale
  • stop all’aumento dell’Iva
  • cashback, bonus befana e altri strumenti volti a incentivare i pagamenti elettronici (con carta di credito e bamcomat) e disincentivare quelli in contanti.
  • conferma di Reddito di cittadinanza, Quota 100 e Opzione donna
  • salario minimo
  • parità di genere nelle retribuzioni
  • bonus infanzia e assegno unico per le famiglie meno abbienti
  • riduzione rette asili
  • abolizione superticket e, più avanti, ticket sanitari progressivi in base al reddito

Taglio cuneo fiscale 2020: da quando parte

Chiaramente è tutto ancora allo studio, ma dalle ultime news sulla Legge di bilancio, il taglio al cuneo fiscale partirà da luglio 2020, quindi non da subito. Sicuramente non da gennaio. Verrà coinvolta una platea di 4 milioni e mezzo di lavoratori e lavoratrici dipendenti con un reddito da lavoro fino a 35 mila euro.

Cos’è il cuneo fiscale

Quando parliamo di cuneo fiscale ci riferiamo a quella parte di costo del lavoro gravante sulle imprese, che però non finisce in busta paga, perchélo Stato la cattura, al fine di finanziare i costi di erario e previdenza.

Quando si taglio il cuneo fiscale non si fa altro che ridurre il divario tra retribuzione lorda e netta nella busta paga del lavoratore, a suo vantaggio.

Taglio cuneo fiscale 2020: a quanto ammonterà

Oramai assieme al congelamento degli aumenti Iva (che costerà nella prossima Manovra ben 23 miliardi), sembra certo che ci sarà l’altro provvedimento cardine dell’ossatura di bilancio: il taglio del cuneo fiscale sul lavoro, che andrà a vantaggio di lavoratori e lavoratrici. Come riuscirà il Governo ad aumentare gli stipendi (alcuni davvero magri) dei lavoratori e delle lavoratrici italiani? Tagliando le tasse in busta paga. Si sta pensando in pratica ad un bonus nelle buste paghe mensili.

All’inizio si parlava di circa 125 euro al mese di taglio, che alla fine dell’anno avrebbe portato in tasca a lavoratori e lavoratrici fino a 1.500 euro. ora la cifra è ben più ridimensionata. Si tratta di 500 euro di bonus all’anno che, a partire da luglio 2020, andranno nelle buste paghe dei lavoratori e lavoratrici fino a 35 mila euro annui di reddito da lavoro. Parola di vice ministro dell’Economia, Antonio Misiani.

Misiani ha chiaramente parlato, intervenendo su Rai3, di un taglio del cuneo che porterà nelle tasche degli italiani circa 500 euro in un anno: “Ridurre le tasse sul lavoro è l’obiettivo del governo. Il taglio del cuneo fiscale porterà più soldi al lavoratore dipendente. Se lo estendiamo alla platea dell’80 euro questi avranno 500 euro in più all’anno”, ha garantito l’esponente Dem.

Questo risultato si ottiene in pratica inglobando in questa nuova misura il Bonus Renzi di 80 euro e di abbattere il cuneo fiscale in modo progressivo a secondo del reddito di ciascun lavoratore e lavoratrice.

Taglio cuneo fiscale: quando entra in vigore?

La possibilità che il taglio del cuneo fiscale entri a regime solo a metà anno – dal mese di luglio 2020 – viene paventata dal ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, a Circo Massimo, su Radio Capital: “Tutti sappiamo che ci vogliono almeno 5 miliardi per iniziare ad avere un effetto dal cuneo fiscale. Ma nel 2020 partirà a metà anno perché bisognerà definire alcune cose prima, riguarderà il periodo luglio-dicembre”.

Taglio del cuneo fiscale 2020: a chi spetta

A beneficiare di questi soldi in più in pratica saranno:

  • gli attuali beneficiari del Bonus Renzi (con redditi fino a 26 mila euro),
  • e i lavoratori e le lavoratrici che hanno un reddito tra i 26 e i 35 mila euro.

Ai beneficiari andranno circa 50 euro in più al mese, per un totale di 500 euro nel 2020. Soldi che dovrebbero raddoppiare poi nel 2021, quando ovviamente l’aumento in busta paga ci sarà per l’intero anno (12 mesi).

Ancora non si è capito se e come saranno aiutati invece coloro che si possono considerare incapienti, perché con redditi fino a 8 mila euro.

 

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5 COMMENTI

  1. vergogna vergogna vergogna peggio di renzi potevate risparmiare danno alle famiglie 50 euro lordi in busta paga che poi saranno puliti all’incirca 30 euro al mese x i lavoratori dipendenti siete una massa di ladroni date lo zuccherino alla famiglie ma stiamo scherzando mica siamo scemi potevate risparmiare brutti bastardi prendete in giro la povera gente diamo e togliamo x 30 euro neanche li vogliamo tanto ci avete sempre preso x il culo a tutta l’Italia brutti vermi schifosi e fitusi,io e tutta la mia famiglia e amici e parenti non avete più un voto da me italiani aprite gli occhi che questi bastardi ancora ci prendono in giro e aumentano giorno dopo giorno tasse luce Iva e l’aria che respiriamo con me avete chiuso x sempre lo zuccherino datelo alle vostre famiglie che hanno di bisogno per comprare la carta igienica bastardi infame tutta la generazione politica gamer over fitusi.

  2. e come al solito ai pensionati niente di niente, soprattutto a coloro che non percepiscono neanche 20.000 euro all’anno o meno. Ma i sindacati a che servono?

  3. Che miseria! Una mancetta ai soliti già beneficiari del bonus di 80 euro, forse distribuita per Natale neanche il nonno spilorcio di zio papernino avrebbe saputo fare di meglio.

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