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Legge 104, prestiti e finanziamenti agevolati: quali sono e come richiederli

Paolo Ballanti
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Sei un soggetto che rientra nella Legge 104 e hai necessità di finanziare le tue spese con un prestito personale? Sappi che in Italia sono previste numerose forme di finanziamento agevolato grazie alle convenzioni che l’Associazione nazionale disabili italiani (ANDI) ha stretto con banche e finanziarie.

In alternativa al prestito classico, è possibile ottenere somme da rimborsare con cessione del quinto dello stipendio o della pensione. In quest’ultimo caso, l’INPS si è accordata con numerosi istituti per garantire tassi d’interesse ai pensionati inferiori a quelli di mercato.

Analizziamo la questione nel dettaglio.

Tutte le informazioni sulla Legge 104/92

Legge 104: prestiti

Prestiti classici

Per coloro che intendono accedere ai normali prestiti ed ottenere condizioni agevolate è consigliabile rivolgersi all’Associazione nazionale disabili italiani (ANDI) che li affiancherà nella scelta dell’istituto di credito tra quelli convenzionati con la stessa, previa sottoscrizione della quota annuale di 25 euro.

Numerose sono le soluzioni di finanziamento, come quelle specifiche destinate a:

  • acquisto autovetture modificate in funzione della disabilità;
  • spese sanitarie o di accompagnamento;
  • acquisto di protesi;
  • servizi di assistenza alla persona.

Prestito senza Barriere

Tra i prestiti agevolati erogati da soggetti privati si segnala il Prestito senza Barriere di BPER Banca destinato a finanziare le spese per ausili alla mobilità e alla cura personale, anche di tipo informatico.

Il finanziamento può coprire fino al 100% delle spese. Viene erogato in un’unica soluzione per un importo massimo di 25 mila euro.

Sulla pagina dedicata si riporta l’esempio di un prestito di 10 mila euro per l’acquisto di particolari attrezzature. In questo caso il costo totale per il consumatore ammonta ad euro 10.779,72 (TAN 2,20% e TAEG 2,56%) mentre il prestito potrà essere restituito in 72 rate mensili ciascuna pari a 148,38 euro.

Prestito della Speranza

Nato nel 2009 da un accordo tra CEI (Conferenza episcopale italiana) e ABI (Associazione bancaria italiana) il Prestito della Speranza è destinato a soggetti che versino in situazioni di vulnerabilità economica e sociale, ivi compresi i diversamente abili. Questi ultimi per accedere al finanziamento dovranno presentare la documentazione attestante la propria condizione, rilasciata dall’INPS o da altro ente pubblico (come le Unità sanitarie locali).

La convenzione CEI – ABI ha creato un apposito Fondo di Garanzia cui possono accedere i singoli istituti di credito al fine di erogare prestiti di importo non superiore a 7.500 euro con TAN non eccedente il 2,50%. Il finanziamento può avere durata massima di 6 anni compreso il periodo di preammortamento di un anno.

Cessione del quinto

La normativa italiana consente di contrarre prestiti personali estinguibili con una trattenuta diretta della rata mensile dallo stipendio erogato dall’azienda o dalla pensione INPS. Il recupero in questione non potrà eccedere il quinto della pensione o dello stipendio.

Per quanto concerne l’INPS la cessione può essere chiesta su tutte le tipologie di pensione ad eccezione di:

  • pensioni e assegni sociali;
  • invalidità civili;
  • assegni mensili per l’assistenza ai pensionati per inabilità.

E’ opportuno precisare che anche i percettori di forme di pensione non finanziabili possono ottenere un prestito a patto che siano destinatari anche di una seconda prestazione “cedibile”.

Il primo passo è quello di farsi rilasciare dall’ente di previdenza la comunicazione di cedibilità della pensione, documento su cui è indicato l’ammontare massimo di ciascuna rata del prestito.

In ogni caso, prima di versare la rata trattenuta sulla pensione, l’INPS verifica che:

  • l’istituto di credito sia in possesso dei requisiti richiesti dalla legge per erogare finanziamenti a privati;
  • il tasso d’interesse sia inferiore alla soglia anti-usura ovvero rispetti il tasso agevolato concordato direttamente con l’istituto stesso;
  • la rata mensile non superi il quinto della pensione;
  • nel contratto di finanziamento siano indicate tutte le spese, come quelle di istruttoria ed estinzione anticipata.

Legge 104: finanziamenti

Come anticipato, l’INPS ha stretto convenzioni con banche e istituti finanziari al fine di riconoscere ai pensionati tassi d’interesse più favorevoli rispetto a quelli di mercato.

Mutui

Per i beneficiari della Legge 104 sono previste condizioni agevolate per accedere ai mutui. In particolare l’iniziativa Plafond Casa, nata dalla convenzione del 20 novembre 2013 tra ABI (Associazione Bancaria Italiana) e Cassa depositi e prestiti (CDP), ha l’obiettivo di definire le linee guida per l’erogazione da parte delle banche aderenti di finanziamenti alle persone fisiche per l’acquisto di immobili ad uso residenziale ovvero interventi di ristrutturazione per l’accrescimento dell’efficienza energetica.

A Plafond Casa possono accedere prioritariamente i nuclei familiari al cui interno è presente un disabile ai sensi della Legge 104/92. L’importo del finanziamento non potrà comunque eccedere i 350 mila euro ed avere durata superiore a 30 anni.

Le banche che aderiscono all’iniziativa dovranno riconoscere tassi d’interesse variabili o fissi inferiori a quelli di mercato. Prevista anche da imposta sostituiva, imposta di registro, imposta ipotecaria, imposta catastale e imposta di bollo nonché ogni altra imposta indiretta, tributo o diritto ai sensi dell’articolo 5 comma 24 del Decreto legge n. 269/2003.

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