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Errori Inps: come difendersi, procedure, ricorsi

Daniele Bonaddio
errori inps

Trattamenti previdenziali non riconosciuti, importi pensionistici calcolati male, e ancora, richieste di restituzione di somme non dovute e trattenute indebite su importi pensionistici. Diversamente a quanto siamo abituati a pensare, sono frequenti i casi in cui l’Inps commette degli errori. In tali casi, ovviamente, il cittadino ha diritto di difendersi e di far valere i propri diritti. Come? Esistono delle procedure ben precise da rispettare, pena l’improcedibilità del ricorso stesso. Quindi, in primo luogo la prassi prevede di agire mediante ricorso amministrativo, la cui decisione è affidata direttamente all’INPS stesso. Si tratta di un atto preliminare a cui segue l’azione giudiziaria, laddove il ricorso abbia prodotto esito negativo.

Infatti, anche se l’Istituto Previdenziale respinge il ricorso, il cittadino conserva comunque la facoltà di rivolgersi, a seconda dei casi a un giudice del lavoro, piuttosto che alla Corte dei Conti, al Tribunale ordinario, al giudice di pace o al Tar. Ma andiamo con ordine e vediamo nel dettaglio come difendersi da eventuali errori INPS quali sono le procedure da seguire.

Errori Inps: l’azione amministrativa

Come anticipato, in presenza di provvedimenti negativi o concessivi in materia di pensioni, riscatti, ricongiunzioni e totalizzazioni, il contribuente deve innanzitutto fare un ricorso amministrativo. Il pensionato, in pratica, deve:

  • indicare il provvedimento che ritiene lesivo del proprio diritto;
  • esporre brevemente la vicenda amministrativa che lo riguarda;
  • individuare i motivi a sostegno della propria domanda di modifica, revoca, sospensione o annullamento del provvedimento stesso;
  • allegare i documenti utili alla risoluzione della controversia.

Il ricorso deve essere inoltrato all’organo competente entro 90 giorni, che decorrono:

  • da quando è stato ricevuto l’atto amministrativo da impugnare: la data risulta dal timbro apposto dall’ufficio postale sull’avviso di ricevimento (se si tratta di una raccomandata);
  • dal 121° giorno successivo a quello di presentazione della relativa domanda, se si tratta di un’ipotesi di silenzio rigetto.

In caso di rigetto del ricorso amministrativo, la cui decisione spetta agli organi interni dell’INPS, il contribuente può promuovere un’azione giudiziaria. Ricapitolando, quindi, è possibile rivolgersi a un giudice soltanto se:

  • è stato concluso il ricorso amministrativo con decisione negativa;
  • sono decorsi i termini per il compimento dello specifico procedimento amministrativo senza che l’organo si sia pronunciato;
  • sono decorsi 90 giorni dalla data di proposizione del ricorso amministrativo, se non è previsto alcun termine per la decisione: in questo caso si realizza il cosiddetto silenzio-rigetto ed è consentito il ricorso giurisdizionale.

Errori Inps: quando non è necessaria l’azione amministrativa

Esistono dei casi in cui non bisogna obbligatoriamente prima esperire un’azione amministrativa per poter avviare un ricorso di fronte a un giudice. I casi sono i seguenti:

  • quando il ricorrente domanda un provvedimento d’urgenza (nel caso in cui il diritto fatto valere è minacciato da un pregiudizio grave, imminente ed irreparabile);
  • quando la domanda è relativa a un giudizio già instaurato dalla pubblica amministrazione, senza che l’interessato abbia ricevuto alcuna preventiva comunicazione dell’atto da impugnare;
  • nei procedimenti di opposizione alle cartelle di pagamento;
  • quando la controversia verte solo sull’interpretazione da dare ad una disposizione di legge;
  • quando si rilevano meri errori di calcolo nella determinazione delle prestazioni previdenziali. In quest’ultimo caso, è comunque possibile presentare un’istanza all’Inps in autotutela, ferma restando la proponibilità dell’azione giudiziale.

Errori Inps: l’azione giudiziaria

A chi e quando deve essere proposta l’azione giudiziaria? Come abbiamo detto, l’azione giudiziaria può essere esperita unicamente in caso di esito negativo del ricorso amministrativo e può essere rivolto, in base all’oggetto del contendere:

  • al giudice previdenziale;
  • alla Corte dei conti;
  • al Tribunale ordinario;
  • al giudice di pace;
  • al Tar.

In particolare, si fa ricorso al giudice previdenziale per le controversie in materia di:

  • assicurazioni sociali a favore di lavoratori dipendenti e di lavoratori autonomi e professionisti (incluse le casse professionali);
  • infortuni sul lavoro e malattie professionali;
  • assegni per il nucleo familiare e assegni familiari;
  • qualsiasi prestazione di previdenza ed assistenza obbligatoria (ad esempio disoccupazione, mobilità o maternità);
  • inosservanza degli obblighi del datore di lavoro di assistenza e previdenza derivanti da contratti e accordi collettivi;
  • risarcimento danni per errore dell’Inps nella comunicazione delle informazioni sulla posizione contributiva: è il caso in cui il dipendente viene indotto a dimettersi prima della maturazione del diritto alla pensione a causa di informazioni sbagliate dell’INPS;
  • costituzione forzosa di una rendita vitalizia.

La Corte dei Conti si occupa, invece, di controversie in materia di pensioni, assegni o indennità civili, militari o di guerra.

Mentre il Tribunale ordinario, il giudice di pace e il Tar si occupano rispettivamente delle controversie in materia di previdenza complementare, interessi e accessori ed infine interessi legittimi.



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15 COMMENTI

  1. Salve, ho effettuato una istanza per ottenere una prestazione a sostegno del reddito. Il tempo per la lavorazione dell’istanza è scaduto. Ho fatto dei solleciti tramite PEC in via d’urgenza per esitare la domanda. L’istituto continua a non adempire ai doveri istruttori e la domanda risulta non ancora istruita. Vorrei andare direttamente dal giudice trattandosi di diverse richieste d’urgenza che non sono state considerate. A quale giudice rivolgermi in termini di competenza ? Premetto che al momento la competenza per la lavorazione della domanda è della Direzione Generale.

  2. Buonasera
    ho ricevuto un tfrda inps ( fondo di garanzia ) nel 2017 dove è stata trattenuta una somma come recupero crediti da destinare alla agenzia di riscossione. Marzo 2020 dopo 3 anni l’agenzia delle entrate mi risponde a seguito mia richiesta di non aver mai ricevuto tale somma da nessuno. Chiedendo spiegazioni all’inps per quanto sopra effettuano subito in pochi giorni il versamento.
    Ricevuto il versamento l’agenzia di riscossione mi comunica di aver trattenuto una parte della somma e la restante di averla restituita, somma che io tutt’ora nonostante le richieste non ho mai ricevuto.
    in questo lasso di tempo erano presenti 3 fermi amministrativi a mio nome che ho dovuto saldare a parte nonostante la somma fosse gia trattenuta nel 2017.
    Cosa si puo fare??

  3. Salve, vorrei delle informazioni inerenti ad un’Aspi dell’2013,circa un mese fa mi vedo arrivare 2 raccomandate dall’Inps dove mi chiedono una parte dell’Aspi da restituire

    Con santa pazienza recupero il contratto e le buste paghe di quel periodo, vado a confrontare sul fascicolo previdenziale i giorni erogati dall’Aspi, per me tutto regolare non trovo 2 accrediti per lo stesso periodo come mi hanno detto loro a telefono, dicendomi che hanno erogato la somma 2 volte per lo stesso periodo, sostengono che avevo presentato 2 Aspi e che mi hanno erogato la cifra sia sulla domanda vecchia e sia sulla domanda nuova,io ho controllato i giorni pagati confrontando i giorni in cui non lavoravo,e dal mio fascicolo ho costato che mi hanno erogato la cifra una sola volta per i giorni corrispondenti,non ho mai ricevuto doppio bonifico per lo stesso periodo, siccome ora gli uffici sono chiusi per via del covid 19,mi sono messo in contatto con loro telefonicamente, loro dicono che non ci sono errori,ma io effettivamente nel mio fascicolo non ho questi pagamenti emessi 2 volte, vorrei fare ricorso avendo 90 giorni di tempo,ho provato a chiedere di inviarmi via mail i documenti con tutti i chiarimenti che non possono farmi verificare personalmente essendo gli uffici chiusi,ma per adesso non ho avuto ancora nessuna risposta alla mail inviata da me, come posso procedere non avendo la loro documentazione? Mi è stato detto che il debito era di 3,600€ però le raccomandate arrivate a me risulta un debito di circa 2,000€, loro hanno detto che una parte del debito l’hanno recuperata dalla nuova naspi senza che io ne fossi a conoscenza, possono farlo? Come faccio a fare ricorso se non mi mandano documentazione dove loro sostengono che il debito sia giusto e non errato? E se anche fosse che loro abbiano ragione,nel fatto che io abbia presentato una nuova naspi e chiusa la vecchia, penso che l errore se anche ci fosse,la colpa sia loro visto che non hanno controllato le pratiche prima di erogarmi i soldi,dove da parte del CAF è stata chiusa la vecchia domanda e presentata la nuova. Qualcuno sa dirmi come comportarmi,cosa fare,come procedere? Grazie mille

  4. Buonasera sono Anna Maria, in data 15/05/2017 ho presentato all’INPS il MOD. C.D. 1 (dichiarazione aziendale relativa alla cancellazione del nucleo di conduzione d’impresa Diretto Coltivatore), in quanto come specificato nella Dichiarazione sostitutiva di atto notorio dichiaravo che dal 01/01/2017 l’azienda di cui ero affittuaria (risoluzione fondo rustico presentato c/o l’Agenzia delle Entrate a far data 15/05/2017) dichiaravo che avendo un ordinamento culturale di HA 4.29.59 destinato a seminativo (erbaio) e HA 0.12.31 destinato ad uliveto, non vi erano più i requisiti necessari al mantenimento dell’iscrizione ai coltivatori diretti e quindi si richiedeva la cessazione dell’attività al 31/12/2016.
    Nel frattempo presentavo per più di una volta all’INPS laa richiesta per il pagamento dei contributi volontari che sistematicamente mi veniva rigettata perchè l’INPS non avendo messo in lavorazione la mia pratica, a sistema risultava sempre che ero una lavoratrice autonoma.
    Dopo varie solleciti andati a vuoto, mi sono presentata presso l’INPS di appartenenza per ottenere un appuntamento con il funzionario di competenza che mi veniva dato per il 12/02/2020.
    Il funzionario INPS non avendo predisposto accertamenti in merito alla mia dichiarazione, mi richiedeva una relazione dello stato culturale successivo alla data della mia richiesta di cessazione dell’attività, pertanto dichiaravo nuovamente che quello che era stato già prodotto era sufficiente per definire la pratica di cancellazione, considerando che nel frattempo ho ricevuto negli ultimi mesi cartelle esattoriali con le quali si richiedono contributi per gli anni 2017, 2018 e successivi che ovviamente sarà necessario annullare successivamente all’accoglimento della cancellazione.
    Visto che a Febbraio 2019 sono stata operata per un tumore al seno e mi è stata riconosciuta una invalidità superiore ai due terzi, mi sono vista respingere la mia richiesta di assegno ordinario di invalidità per mancanza di 12 settimane per il raggiungimento dei requisiti necessari (vedi richieste di pagamento contributi volontari non accettati).
    Volevo chiedervi un chiarimento su come procedere nei confronti dell’INPS.
    Grazie

  5. Buongiorno,
    mi viene richiesto da Inps di restituire un quinquennio (2013-2018) di ANF -assegni al nucleo familiare- secondo loro non dovuti in quanto il minore ovvero mio figlio non era residente con il sottoscritto richiedente in quel periodo. Facendo presente che nel 2013 io e la madre ci siamo separati (non eravamo sposati) e lei è libera professionista con partita iva pertanto non poteva richiedere ANF, ritengo sia una richiesta vessatoria. Posso rifiutarmi o aprire una controversia? Ho speranze di far valere i miei diritti?
    Grazie per l’attenzione.

  6. salve, volevo un’informazione. nel giugno del 2018 ho ricevuto un invito a regolarizzare da parte dell’inps la mia posizione contributiva, dicendomi che non risultavano saldati i contributi dovuti per l’iscrizione alla gestione separata, relativi all’anno 2012. ho presento ricorso amministrativo nel luglio del 2018 eccependo l’intervenuta prescrizione.
    nessuna risposta da parte dell’inps.
    Qualche giorno fa ho ricevuto l’avviso di addebito relativo all’iscrizione a ruolo di quei contributi.
    Sono ancora in tempo per presentare opposizione dinnanzi al Giudice del Lavoro?

  7. Buona sera
    devo presentare ricorso ad INPS per ( ratei maturati e mai percepiti da defunto ) assegno ANF/SO
    in quanto il diritto alla prestazione economica del defunto si trasmette agli eredi. ( Inps nega il riconoscimento di tutto cio’ )
    Come si presenta questo tipo di ricorso , grazie per la risposta , Saluto cordialmente .

    • Salve Marina, nel caso in cui la domanda di assegno familiare venga respinta l’interessato può presentare ricorso, in carta libera, al Comitato Provinciale dell’Inps, entro 90 giorni dalla data di ricezione della lettera con la quale si comunica il rifiuto.

      Il ricorso, indirizzato al Comitato Provinciale, può essere:
      • presentato agli sportelli della Sede dell’Inps che ha respinto la domanda;
      • inviato alla Sede dell’Inps per posta con raccomandata con ricevuta di ritorno;
      • presentato tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge.

  8. Sono stata classifica come extracomunitaria in quanto nata a Caracas e mi è stato sospeso il RDC.La verità è che sono figlia di italiani, temporaneamente all’estero. Sono stata registrata presso l’Ambasciata e residente effettiva su suolo Italiano dal 1960. Mi dicono che devo aspettare un decreto apposito (devono verificare che non abbia proprietà nel paese di nascita)…Intanto non posso pagare bollette e mangiare. ..Posso fare ricorso?

  9. salve, ho bisogno di un breve chiarimento: il termine di 90 giorni per inviare il ricorso all’INPS si intende escludendo dal conteggio sabati, domeniche e festivi? nel mio caso: provvedimento di reiezione richiesta riesame NASpI emanato il 05/07/2019, timbro postale sulla busta contenente il provvedimento da me contestato del 18/07/2019 (è arrivata per posta ordinaria qualche giorno dopo, senza ricevuta di ritorno) e ricorso da me inoltrato per via telematica il 16/10/2019. grazie per l’attenzione, cordiali saluti.

  10. salve, ho bisogno di un breve chiarimento: il termine di 90 giorni per inviare il ricorso all’INPS si intende escludendo dal conteggio sabati, domeniche e festivi? nel mio caso: provvedimento di reiezione richiesta riesame NASpI emanato il 05/07/2019, timbro postale sulla busta contenente il provvedimento da me contestato del 18/07/2019 (è arrivata per posta ordinaria qualche giorno dopo, senza ricevuta di ritorno) e ricorso da me inoltrato per via telematica oggi 16/10/2019. grazie per l’attenzione, cordiali saluti.

  11. Io ho presentato un ricorso tramite Patronato per 3000€ (scalati da assegno sociale) che mi sono stati tolti abbassando assegno sociale a 3!8€ x 12 mesi, poi dopo ricorso restituiti e trattenuti per cartelle di una vecchia P i. Chiusa e mai operativa. Ripresentato ricordo e allegata lettera dell’INPS che aveva cancellato dal 2008 tale p.i. dell’aprile di quest’anno. Nessuna risposta. Inviato reclamo dopo 121 giorni il silenzio continua. Cosa posso fare?

  12. piuttosto che alla Corte dei Conti, al Tribunale ordinario, al giudice di pace o al Tar. Ma andiamo con ordine e vediamo nel dettaglio come difendersi da eventuali errori INPS quali sono le procedure da seguire. Avete scritto così. Ma PIUTTOSTO in italiano corretto significa INVECE, AL POSTO DI. Usarlo così ERRONEAMENTE, come se significasse ANCHE, O, OPPURE induce a pensare, per chi usa l’italiano corretto , che si possa fare ricorso SOLO al giudice di pace.

  13. Salve,
    Ormai il tempo per il ricorso è stato scaduto. Ricordo che io ho 46 anni, sono stata dichiarata invalida e inabile al lavoro al 100%,Non Collocabile, legge 104 art 3 comma 3 ,e Disabilità Neurologica e Mentale ma non mi hanno dato l’accompagno che mi era stato richiesto. Io soffro di epilessia farmacoresistente, a Padova mi hanno messo nel 2013 lo Stimolatore Vagale ma ora non ce piu nessuno che lo sappia ” usare ” perché la Proff. Saladini è andata in pensione senza formare nessuno neurologo perciò mi hanno indirizzato a Venezia o Vicenza. Il neurologo mi ha Certificato che necessito di assistenza continuativa per possibili cadute a terra e alterazioni del contatto tale da rendermi inabile nelle comuni attività quotidiane, assumo il Tegretol, Luminale, Frisium e Zonegran ma come vi ho detto l’accompagno è stato negato!! Sono andata dagli assistenti sociali degli adulti del mio Comune e mi ha risposto che mi è stato negato perché vado in cura all’Ospedale di Venezia Lido e non a quello di Padova. Gli ho detto che non ce nessuno x il mio caso,ora mi costringe di prenotare una visita a Padova e se pure loro dicono qualcosa come Venezia allora si può fare forse qualcosa altrimenti se scrivere diversamente non faccio nulla e prendo solo i soliti 286 euro!!
    Per cortesia, ditemi pure Voi qualcosa dato che sto buttando giù i muri con la testa senza risultati!!
    Ora ho comunicato pure alla Regione Veneto e attendo risposta pure da loro!!
    Grazie di Cuore, Nicoletta

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