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Fondo pensione casalinghe 2019: come iscriversi e importi da versare

Daniele Bonaddio
fondo pensione casalinghe

Ti sei mai chiesto se le casalinghe prendono una pensione come gli altri lavoratori? La domanda non è affatto scontata, perché quella della casalinga è un vero e proprio lavoro, anche se per la Pubblica Amministrazione non viene a crearsi un rapporto di lavoro in quanto non è presente un datore di lavoro. Occuparsi della vita familiare, svolgere le faccende di casa, e non da meno accudire i figli, sono tutte attività che occupano spesso tutta la giornata, e che non permettono di intraprendere e instaurare altri lavori. Per questo motivo, per venire incontro a tali categorie di soggetti, l’INPS ha creato il “Fondo pensione casalinghe”, ossia un fondo alimentato dalla casalinga stessa in cui confluiscono tutti i contributi autonomamente versati, al fine di garantire comunque un trattamento pensionistico minimo.

Ma chi e come è possibile iscriversi al predetto fondo? Quali sono gli importi da versare? Quando si matura l’ipotetica pensione? Esiste un’età minima anagrafica oppure è possibile riscattare la pensione a qualsiasi età? E ancora, occorre maturare un minimo di anni contributivi? Nelle righe che seguono si forniscono le linee guida sul Fondo pensione casalinghe 2019.

Fondo pensione casalinghe 2019: chi può iscriversi

La prima cosa da sapere è che possono iscriversi al fondo sia uomini che donne, di età compresa tra i 16 e i 65 anni, che:

  • esercitano un lavoro in famiglia, legato a responsabilità familiari, non retribuito e non soggetto a vincoli di subordinazione;
  • non risultano titolari di pensione diretta;
  • non svolgono attività lavorativa (dipendente o autonoma) per cui vige l’obbligo di iscrizione ad un altro ente o ad un’altra cassa previdenziale;
  • svolgono un’attività lavorativa part-time se, in funzione all’orario e allo stipendio percepito, si verifica una riduzione delle settimane utili per il diritto a pensione.

Fondo pensione casalinghe 2019: come iscriversi

Non trattandosi di lavoro dipendente non sono necessari ulteriori adempimenti amministrativi. Infatti, basta presentare apposita domanda:

  • presso la sede INPS territorialmente competente, direttamente o mediante uno degli enti di Patronato, riconosciuti dalla legge, che prestano assistenza gratuita ai lavoratori;
  • tramite posta con raccomandata con avviso di ricevimento;
  • online dal sito ufficiale INPS;
  • patronati e intermediari dell’Istituto;
  • contact center (803164 gratuito da rete fissa o 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico).

Fondo pensione casalinghe 2019: importo da versare

Come anticipato in premessa, la pensione dedicata alla casalinga deve essere finanziata con versamenti volontari. Si tratta di una “pensione fai-da-te” alimentata con i contributi dell’iscritto. Per vedersi riconosciuto almeno un mese di contributi bisogna versare 25,82 euro: quindi, per ogni anno risulteranno accreditati tanti mesi quanti risultano dividendo l’importo totale per 25,82 euro. Ciò significa che per coprire un anno di contributi, basta versare 309,84 euro, mentre chi ha versa solo 155 euro, si vedrà accreditato esattamente la metà di contributi, ossia 6 mesi.

Per versare i contributi si potrà utilizzare il bollettino postale che l’INPS invia insieme alla lettera di accoglimento della domanda. Ad ogni modo, sul sito INPS si può scaricare il modulo in formato pdf compilabile e stampabile.

Al riguardo, è importante notare che i contributi versati sono determinati in base al calcolo contributivo: quindi più sono i contributi versati e maggiore sarà il valore dell’assegno. I contributi versati sono deducibili, completamente, dal reddito imponibile IRPEF, sia per il dichiarante, che per i familiari a carico fiscale.

Fondo pensione casalinghe: quali pensioni eroga

Il Fondo pensioni casalinghe eroga due tipi di prestazioni

  • la pensione di inabilità, che prevede una contribuzione di almeno 5 anni (60 mesi), e che è garantita a patto che venga dimostrata un’assoluta e permanente impossibilità a prestare qualsiasi attività lavorativa;
  • la pensione di vecchiaia, che viene erogata dai 57 anni a patto che siano stati versati almeno 5 anni (60 mesi) di contributi.

Tuttavia per vedersi riconosciuta la pensione di vecchiaia a 57 anni è necessario che l’importo della pensione spettante sia pari all’ammontare dell’assegno sociale maggiorato del 20%. Cosa significa? In sostanza, considerato che l’assegno sociale è attualmente pari a 458 euro, la pensione maturata della casalinga deve essere di almeno 549,60 euro. Si prescinde dall’importo, invece, una volta che la casalinga ha compiuto i 65 anni di età.

Si precisa, infine, che la pensione casalinghe può essere comunque cumulata con l’assegno sociale, che si ottiene nel caso in cui il reddito non superi 5.954,00 annui, elevati a 11.908,00 euro se coniugati.

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