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Familiari a carico 2019: chi sono, limiti di reddito, importo detrazioni

Giuseppe Moschella
familiari a carico 2019

Le detrazioni per familiari a carico, variano in base al reddito, e relativamente al modello 730 chi presta l’assistenza fiscale dovrà calcolare l’ammontare degli importi effettivamente spettanti, tenendo conto di quanto previsto dall’art. 12 del TUIR.

Fino al 2018 si poteva beneficiare delle detrazioni per i familiari fiscalmente a carico, purché questi ultimi non superassero il reddito complessivo di 2.840 euro, ma dal 2019 a seguito di una modifica alla norma, vi sono (in pratica) due diverse soglie di reddito per stabilire se un figlio è a carico o meno, a seconda dell’età anagrafica.

Dal 1° gennaio 2019, si considerano a carico i figli fino a 24 anni con un reddito non superiore a 4.000 euro.

L’articolo 1, comma 252, della Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017), aggiungendo un nuovo periodo all’articolo 12, comma 2, del Tuir, ha previsto che a partire dal 2019 il reddito complessivo per essere fiscalmente a carico, per i figli di età non superiore a ventiquattro anni, è elevato a 4.000 euro.

I figli che hanno superato tale limite di età, sono fiscalmente a carico in base alle condizioni di cui all’articolo 12 del Tuir e quindi,  con il possesso di un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro.

Gli ulteriori requisiti (convivenza e percezione di assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria), continuano ad essere richieste solo per gli “altri familiari” di cui all’articolo 433 del codice civile.

Si ricorda che ai fini della applicazione del nuovo limite di reddito previsto per i figli a carico di età non superiore a 24 anni, il requisito anagrafico deve sussistere per l’intero anno in cui il figlio raggiunge il limite di età, a prescindere dal giorno e dal mese in cui ciò accade.

> Figli a carico 2019: nuove soglie di reddito per le detrazioni. Cosa cambia <

Familiari a carico 2019: chi può considerarsi a carico

I familiari che possono essere considerati a carico, anche se non conviventi con il contribuente, o residenti all’estero sono:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età, e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito. Gli stessi pertanto ai fini dell’attribuzione della detrazione, non rientrano nella categoria degli “altri familiari”.

Possono essere considerati a carico anche gli altri familiari, a condizione che convivano con il contribuente o che ricevano dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria, sono in particolare:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • i discendenti dei figli;
  • i genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi);
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);
  • i nonni e le nonne (compresi quelli naturali).

Familiari a carico: il limite di reddito

Nel limite di reddito (per il 2018 è per tutti di 2.840,51 euro) che il familiare deve possedere per essere considerato fiscalmente a carico, devono essere computate anche le seguenti somme, che non sono comprese nel reddito complessivo:

  • il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni;
  • le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, Rappresentanze diplomatiche e consolari, Missioni, Santa Sede, Enti gestiti direttamente da essa ed Enti Centrali della Chiesa Cattolica;
  • la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto lavorativo da soggetti residenti nel territorio dello Stato;
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (L. n. 98 del 6 luglio 2011,art. 27, commi 1 e 2);
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime forfettario per gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni (Legge n. 190 del 23 dicembre 2014, art. 1, commi da 54 a 89).

Familiari a carico 2019: indicazione nel modello 730

Nel modello 730/2019, è presente nel frontespizio, il prospetto dedicato ai familiari a carico dove devono essere inseriti i dati relativi ai familiari che nel 2018 sono stati fiscalmente a carico del contribuente, al fine di fruire delle detrazioni d’imposta.

Se nel 2018 varia la situazione di un familiare, si dovrà compilare un rigo per ogni situazione del citato prospetto.

Nella sezione, è presente il rigo relativo al coniuge nel quale si dovranno indicare i corrispondenti dati, barrare la casella “C” (coniuge), e lo spazio per indicare il codice fiscale (da indicare anche se lo stesso non è fiscalmente a carico). Si dovrà poi inserire il numero dei mesi a carico.

Nei righi successivi (da 2 a 5) si indicheranno i dati relativi ai figli e agli altri familiari a carico. In particolare segnaliamo che il codice fiscale dei figli (anche se residenti all’estero) e degli altri familiari a carico, deve essere indicato, anche se non si fruisce delle relative detrazioni, perché sono attribuite interamente a un altro soggetto, inoltre si indicherà la percentuale di detrazione spettante.

Relativamente al coniuge, nelle istruzioni della dichiarazione dei redditi, è precisato che “in base a quanto stabilito dall’art. 1, comma 20, della Legge n. 76 del 2016, le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti, si intendono riferiti anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso”.

Familiari a carico: a quanto ammontano le detrazioni

Per quanto riguarda il coniuge, la detrazione prevista è pari a:

  • 800 euro se il reddito complessivo non supera 15.000 euro;
  • 690 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.000 e 40.000 euro;
  • 690 euro se il reddito complessivo è superiore a 40.000 euro, ma non a 80.000 euro.

La prima e la terza detrazione sono teoriche, in quanto la detrazione effettiva diminuisce all’aumentare del reddito, la detrazione di cui al  secondo punto, spetta invece in misura fissa, ma per i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 29.000 euro e inferiore a 35.200 euro, la stessa detrazione è aumentata di un importo che varia da 10 euro a 30 euro.

Per quanto riguarda i figli a carico, la detrazione prevista per ciascun figlio è pari a 950 euro. Tale detrazione è pari a:

  • 220 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni;
  • 350 euro per ciascun figlio con disabilità di età superiore a tre anni;
  • 620 euro per ciascun figlio con disabilità di età inferiore a tre anni.

Nel caso in cui i figli a carico siano più di tre, le stesse detrazioni sono aumentate di 200 euro per ciascun figlio. Anche le detrazioni previste per i figli sono teoriche in quanto la detrazione effettivamente spettante diminuisce all’aumentare del reddito.

Per gli “altri familiari” la detrazione prevista è di 750 euro variabile in funzione del reddito complessivo.

Ripartizione delle detrazione

La detrazione per figli a carico, non può essere ripartita liberamente tra entrambi i genitori, e se gli stessi non sono legalmente ed effettivamente separati, la detrazione deve essere ripartita nella misura del 50% ciascuno.

I genitori possono comunque decidere di comune accordo di attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito complessivo più elevato, per evitare che la detrazione non sia fruita in tutto o in parte dal genitore con il reddito inferiore.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta in mancanza di accordo tra le parti, nella misura del 100% al genitore affidatario, oppure in caso di affidamento congiunto nella misura del 50% ciascuno.

Anche in questo caso, i genitori possono decidere di comune accordo di attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito complessivo più elevato.

Se un genitore fruisce al 100% della detrazione per figlio a carico, l’altro genitore ovviamente non può fruirne. La detrazione spetta per intero ad uno solo dei genitori, quando l’altro genitore è fiscalmente a carico del primo e nei seguenti altri casi:

  • figli del contribuente rimasto vedovo/a che, risposatosi, non si sia poi legalmente ed effettivamente separato;
  • non è legalmente ed effettivamente separato.

Relativamente al primo figlio, si ha diritto alla detrazione prevista per il coniuge a carico, quando l’altro genitore manca perché deceduto, o non ha riconosciuto il figlio, oppure per i figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente se non si è risposato, o se risposato, si è legalmente ed effettivamente separato.

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