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Dichiarazione redditi 2019: compilazione, detrazioni, conformità. La guida completa

Chiara Arroi
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Tutte le novità sulle spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, detrazioni d’imposta, crediti d’imposta, compilazione: è questo il sunto della guida completa alla Dichiarazione redditi 2019 per le persone fisiche, pubblicata dall’Agenzia delle entrate. Istruzioni contenute nella circolare n. 13/E del 31 maggio 2019. Certo non proprio con largo anticipo, visto che la stagione dichiarativa è entrata nel vivo già da un po’.

Una guida di 384 pagine più allegati,  in cui l’Agenzia detta tutte le istruzioni sulle nuove detrazioni per spese effettuate nell’anno d’imposta 2018, quelle che possono portare a deduzioni, alcuni chiarimenti in merito alla compilazione e alle sanzioni per visto di conformità infedele e i documenti da conservare nel caso di controlli e richieste da parte dell’amministrazione.

Sono istruzioni valide sia per chi presenta il modello 730 sia per chi invece opta per il Modello Redditi.

Entriamo un po’ più nello specifico, approfondendo gli aspetti più importanti della Guida alla Dichiarazione. Chi vuole avere tutti i dettagli completi può scaricare la Guida in oggetto a questo link.

Guida Dichiarazione dei redditi 2019: novità sulle detrazioni

Primo aspetto su tutti da esaminare nella guida completa delle Entrate è l’ingresso delle nuove detrazioni per alcune tipologie di spesa effettuate. Tra queste:

  • Nuova detrazione per gli abbonamenti ai mezzi pubblici
  • Novità sul bonus verde per i lavori di casa
  • Nuova detrazione per acquisto strumentazioni didattiche per studenti con DSA

Abbonamenti a mezzi pubblici

Quest’anno nel modello 730 debutta una nuova agevolazione: la detrazione Irpef relativa alle spese per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.

Il nuovo bonus spetta nella misura del 19% sull’ammontare delle spese totali nel limite di 250 euro annui, sostenute dal contribuente anche per i familiari fiscalmente a carico.

Il bonus è destinato ai soggetti che usufruiscono del trasporto pubblico per la mobilità quotidiana: ad esempio studenti, lavoratori, e pensionati.

Bonus verde

Il bonus verde è una di quelle detrazioni introdotte nella scorsa Manovra. Quest’anno però è stato prorogato dalla Legge di bilancio 2019. Altro non è che una detrazione Irpef legata alla casa. In particolare, sono agevolabili le spese dedicate a:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

I contribuenti potranno detrarre il 36% delle spese documentate relative al verde, fino a un massimo di 5mila euro per ogni unità immobiliare.

Quello che il vademecum delle Entrate ha precisato però è che il bonus verde NON spetta per le spese sostenute per la manutenzione ordinaria periodica dei giardini preesistenti non connessa ad un intervento innovativo o modificativo nei termini indicati dalla norma, nonché per i lavori in economia (ovvero quelli che il contribuente effettua direttamente, con le proprie mani).

Conseguenze mancata comunicazione Enea

Nel vademecum viene inoltre confermato che la mancata comunicazione Enea per i lavori di ristrutturazione comportanti un risparmio energetico non compromette il diritto alla detrazione fiscale, pari al 50% della spesa sostenuta fino ad un massimo di 96.000 euro.

Le sanzioni per visto di conformità infedele

Cambiano anche le regole per CAF e intermediari. Per questi, a partire dall’anno in corso cambia la disciplina sanzionatoria prevista nei casi di visto di conformità infedele sul 730: basterà versare un importo pari al 30 per cento della maggiore imposta riscontrata al contribuente.

Come riportato in dettaglio nella circolare 13/E del 31 maggio 2019:

“Nell’ambito delle attività inerenti il rilascio del visto di conformità e dell’eventuale sua responsabilità, il CAF o il professionista abilitato sono tenuti a effettuare i controlli previsti dall’art. 2 del DM n. 164 del 1999. Le conseguenze dell’apposizione del visto infedele previste dall’art. 39 del DLGS n. 241 del 1997, tuttavia, sono distinte in funzione dell’oggetto dei controlli.

In base alla nuova formulazione dell’art. 39, comma 1, lettera a), del DLGS n. 241 del 1997, recata dall’articolo 7-bis del citato decreto-legge n. 4 del 2019, in caso di visto di conformità infedele su una dichiarazione modello 730, il professionista abilitato, il Responsabile dell’Assistenza Fiscale (RAF) e, in solido con quest’ultimo il CAF sono tenuti al pagamento di un importo pari al 30 per cento della maggiore imposta riscontrata, sempre che il visto infedele non sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente”.

Tutti i dettagli sono consultabili nella guida sottostante:

 Guida alla Dichiarazione redditi 2019

Inoltre, per ulteriori approfondimenti consigliamo questo volume:

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