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Decreto crescita: cosa prevede il testo approvato dal Governo

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Il Governo approva lo schema del Decreto crescita, lo fa ”salvo intese”  nelle stanze del Consiglio dei ministri nella serata di giovedì 4 aprile 2019, dando così il via a molte e importanti novità economiche, fiscali e di sviluppo. Salvo intese, o con riserva, perché ancora suscettibile di modifiche delle complesse norme introdotte.

Niente accordo invece ancora sui rimborsi ai risparmiatori truffati, tema che sta portando l’ennesimo clima di tensione tra i banchi del Governo, con al centro il ministro bersaglio, il titolare del Tesoro, Giovanni Tria.

Il Decreto è stato messo a punto da Ministero dell’economia (Mef) e dal Ministero dello sviluppo economico (Mise).

Come risulta dallo stesso comunicato stampa della Presidenza del consiglio dei ministri, pubblicato il 4 aprile: “Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, del Ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria e del Ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per la crescita economica.

Il testo prevede, in particolare, sgravi e incentivi fiscali, disposizioni per il rilancio degli investimenti privati, norme per la tutela del made in Italy e ulteriori misure per la crescita”.

Diverse le novità previste dal provvedimento: dalla rottamazione delle imposte locali e bollo auto alla riduzione dell’Ires. Le tematiche affrontate:

  • Misure fiscali per la crescita economica,
  • Misure per il rilancio degli investimenti privati,
  • Tutela del Made in Italy,
  • Ulteriori misure per la crescita.

Affrontiamo il nucleo del provvedimento, elencando le principali novità introdotte.

Decreto crescita: condono imposte locali e bollo auto

Approvato il condono per le multe auto, Imu, Irap, Tasi: la rottamazione delle cartelle viene estesa dall’Erario anche a regioni, province, città metropolitane e comuni. La sanatoria prevede lo sconto di sanzioni e interessi. In pratica si potrà pagare quanto ancora dovuto senza le sanzioni.

Decreto crescita: taglio dell’Ires

Il decreto rivede il regime Ires sostituendo la flat tax al 15% con una tassazione che si applica solo agli utili accantonati. Nel primo anno l’aliquota sarà al 22,5%, per poi calare di un punto sia nel 2020 sia nel 2021. Poi a partire dal 2022 l’Ires scenderà al 20%.

Prevista comunque l’eliminazione della mini-ires sugli utili reinvestiti (introdotta dalla Legge di bilancio 2019).

Super ammortamento al 130 per cento

È prevista la reintroduzione, a partire da aprile fino alla fine del 2019, del superammortamento al 130% degli investimenti in beni strumentali a eccezione di autovetture, immobili, attrezzature di lunga durata e beni immateriali.

Decreto crescita: aumento deducibilità Imu capannoni

Viene aumentata la deducibilità dell’Imu sui capannoni, che passa dal 40 al 50% nel 2019 e fino al 60’% nel 2020.

Credito d’imposta per Ricerca e sviluppo al 25 per cento

Prorogato per il triennio 2021-2023 il credito d’imposta in ricerca e sviluppo in scadenza a fine 2020.

Sconti fiscali per i cervelli in fuga che tornano in Italia

Vengono estesi i benefici a partire dall’anno d’imposta 2020 con l’obiettivo di superare la problematica relativa agli anni passati per i soggetti non iscritti all’Aire.

Docenti e ricercatori che trasferiscono la residenza in Italia dal 2020 vedranno aumentare dal 50 al 70% la quota della base imponibile esclusa dalla tassazione. Inoltre passa da 4 a 6 anni la durata del regime di favore fiscale e si estendono ulteriormente le agevolazioni in base al numero dei figli o in presenza di un acquisto di una casa nel Belpaese.

Obbligo di fattura elettronica tra Italia e San Marino

È stata introdotta la fatturazione elettronica obbligatoria per le operazioni effettuate con la Repubblica di San Marino.

Vendita beni su piattaforme digitali: obbligo comunicazione

Nuove comunicazioni IVA in arrivo per chi vende su piattaforma digitali in e-commerce: da luglio 2019 si introduce un adempimento che grava sui gestori delle piattaforme digitali, che dovranno effettuare comunicazioni per facilitare l’emersione del gettito.

Introduzione del marchio storico di interesse nazionale

Nasce il ‘marchio storico di interesse nazionale’. Le persone fisiche o giuridiche con marchi d’impresa vecchi di almeno 50 anni, o per le quali sia possibile dimostrare l’uso continuativo da almeno cinquanta anni, si potranno iscrivere nell’apposito registro. Le aziende in crisi potranno essere aiutate dallo Stato, che scenderà in campo se le imprese si troveranno in difficoltà.

Tutela Made in Italy

Al fine di tutelare e promuovere il made in Italy, si prevede l’introduzione di norme per il contrasto all’italian sounding, di incentivi al deposito di brevetti e marchi, del marchio storico di interesse nazionale. Lotta aperta quindi al “Parmisan” “pizza mafia” ecc.

Novità Regimi forfetari

Sono state introdotte modifiche al regime dei forfetari in quanto dovranno effettuare le ritenute sui redditi da lavoro dipendenti.

Un nuovo tipo di impresa: la SIS

È prevista inoltre l’ntroduzione di un nuovo tipo di impresa: la SIS “Società di investimento semplice” che può investire solo in start-up non quotate in cambio di esenzione dalle imposte sui redditi da capitale.

 

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