prestazioni sostegno reddito

Sono tante le prestazioni di sostegno al reddito che l’Inps eroga ogni anno a milioni di italiani: dalla Naspi agli Assegni al nucleo familiare. Ma non solo. È il succo di quello che viene chiamato welfare, e che si basa sul principio che lo Stato, tra i suoi doveri, ha anche quello di aiutare e sostenere i cittadini in difficoltà economiche e trovare soluzioni di inclusione sociale, lavorativa per le frange di popolazione più deboli. Anche per questo esiste l’Inps, l’Istituto nazionale di previdenza italiano, nelle cui mani sono concentrate le prestazioni di carattere previdenziale (pensioni) e assistenziale (o meglio di inclusione sociale). Per questo motivo in capo all’Inps ci sono tutta una serie di prestazioni di sostegno al reddito di cittadini e famiglie.

Vediamo un po’ più in dettaglio quali sono le principali prestazioni di sostegno al reddito erogate dall’Inps, come richiedere il pagamento e come modificare i dati Iban, nel caso di cambiamenti di conto.

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Prestazioni di sostegno al reddito Inps: quali sono

Come anticipato, lo Stato adempie alla sua funzione di welfare (benessere dei cittadini) mediante tutta una serie di prestazioni di sostegno al reddito, indirizzate sia ai privati cittadini sia alle famiglie. Ecco le principali misure erogate.

  • Reddito di cittadinanza

È la principale misura di sostegno introdotta dal Governo Lega-5Stelle per aiutare chi vive sotto la soglia della povertà (780 euro), mediante un sostegno mensile economico, che in base alle condizioni del cittadino o nucleo familiare integra il reddito fino al raggiungimento della soglia di 780 euro, e un contemporaneo progetto di inclusione lavorativa, mediante un patto di lavoro, orientato a reinserire la persona professionalmente. Quindi soldi finché non si trova un lavoro che ridia dignità alla persona.

Speciale Reddito di cittadinanza 

  • Pensione di cittadinanza

È la sorella del reddito di cittadinanza in chiave pensionati. In questo caso non esiste patto di lavoro e formazione e reinserimento lavorativo, perché la pensione di cittadinanza è destinata a chi è già pensionato e riceve una pensione troppo bassa. Obiettivo del Governo è arrivare a 780 euro per tutti.

  • Naspi (indennità di disoccupazione)

La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) è un’indennità mensile di disoccupazione, che sostituisce dal 2015 le precedenti prestazioni di disoccupazione ASpI e MiniASpI. Viene erogata su domanda dei cittadini che, per motivi indipendenti dalla loro volontà perdono il lavoro e restano disoccupati.

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  • Bonus asilo nido

È uno dei principali aiuti alle famiglie previsto dalla legge 11 dicembre 2016, n. 232, pensato per sostenere i genitori con figli che devono frequentare gli asili nidi o servizi di assistenza domiciliari, nel caso in cui siano impossibilitati a frequentarli.

Una delle principali novità è proprio l’importo che si potrà percepire a partire dal 2019: la cifra prevista arriva a massimo 1.500 euro, rispetto ai precedenti 1.000 euro previsti.

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Come precisato dalla stessa Inps, l’art.1, comma 488, della legge n. 145 del 30 dicembre 2018 ha elevato l’importo del buono a 1500 euro su base annua per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.

  • Bonus bebè

È una chiara misura per sostenere e incentivare la natalità. Questa misura si concretizza in un assegno erogato alle famiglie che mettono al mondo bambini. Una somma che varia a seconda dell’Isee, ed è destinato alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo, con un Isee non superiore a 25.000 euro. L’assegno è annuale e viene corrisposto ogni mese.

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  • Assegni al nucleo familiare

L’Assegno per il nucleo Familiare (ANF) è un sostegno economico erogato dall’INPS per le famiglie dei lavoratori dipendenti, dei titolari delle pensioni e delle prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente e dei lavoratori assistiti dall’assicurazione contro la tubercolosi.

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I nuclei familiari devono essere composti da più persone e il reddito complessivo deve essere inferiore a quello determinato ogni anno dalla legge. Vengono appunto erogati – su domanda – dallo Stato in base a due requisiti fondamentali: la composizione del nucleo familiare e il reddito complessivo percepito, sulla base delle tabelle Anf: elenchi che specificano quali importi per quali redditi e per quali famiglie.

  • Assegno sociale

L’assegno sociale è una prestazione economica, erogata a domanda, dedicata ai cittadini italiani e stranieri in condizioni economiche disagiate e con redditi inferiori alle soglie previste annualmente dalla legge. Dal 1° gennaio 1996, l’assegno sociale ha sostituito la pensione sociale.

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Prestazione assistenziale che prescinde dal versamento dei contributi ed è erogata in favore di soggetti in condizione economiche disagiate al raggiungimento di una determinata età anagrafica

  • Indennità di maternità

È un’indennità sostitutiva della retribuzione che viene pagata dall’Inps alle lavoratrici assenti dal servizio per gravidanza e puerperio. L’indennità di maternità per astensione obbligatoria spetta per un periodo massimo di cinque mesi; per astensione facoltativa, per un periodo non superiore a 11 mesi complessivi tra i due genitori, da fruire nei primi otto anni di vita del bambino.

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Solitamente viene anticipata dal datore di lavoro e poi conguagliata dall’Inps. In altri casi invece viene erogata direttamente dalle casse dell’Inps:

  • indennità di maternità erogata alle lavoratrici stagionali;
  • maternità per le lavoratrici disoccupate o sospese dal lavoro da non oltre 60 giorni che fruiscono del trattamento di integrazione salariale;
  • indennità di maternità pagata a colf e badanti.

  • Indennità di malattia

L’indennità di malattia è riconosciuta ai lavoratori quando si verifica un evento morboso che ne determina l’incapacità temporanea al lavoro, inteso come mansione specifica: un’influenza, una malattia, un ricovero ospedaliero.

Il diritto all’indennità di malattia decorre, per la generalità dei lavoratori, dal quarto giorno (i primi tre giorni sono di “carenza” e se previsto dal contratto di lavoro verranno indennizzati a totale carico dell’azienda) e cessa con la scadenza della prognosi (fine malattia).

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Anche in questo caso il trattamento viene in genere anticipato in busta paga dal datore di lavoro, eccetto questi casi, in cui è direttamente l’Inps a pagare su domanda dell’interessato:

  • Lavoratori agricoli
  • Lavoratori stagionali, con contratti a termine
  • Disoccupati da non più di 2 mesi per dimissioni o licenziamento
  • Lavoratori sospesi che non usufruiscono della Cig
  • Indennità di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica, erogata a domanda, a favore degli invalidi civili totali a causa di minorazioni fisiche o psichiche per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita.

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Spetta ai cittadini per i quali è stata accertata la totale inabilità (100%) residenti in forma stabile in Italia, indipendentemente dal reddito personale annuo e dall’età.

  • Invalidità civile

In caso di riconoscimento di un grado di invalidità compreso tra il 74% e il 100%, o della sordità o cecità, per ottenere le prestazioni economiche l’INPS procede alla verifica dei dati socio-economici e reddituali trasmessi telematicamente dal cittadino. Le prestazioni economiche riconosciute e pagate dall’INPS in presenza dei relativi requisiti sanitari e reddituali sono:

  • Per gli invalidi civili:
    • pensione di inabilità (invalidi totali);
    • indennità di frequenza (minori invalidi);
    • assegno mensile (invalidi parziali);
    • indennità di accompagnamento.
  • Per i ciechi civili:
    • pensione ai ciechi assoluti;
    • pensione ai ciechi parziali;
    • indennità speciale;
    • indennità di accompagnamento.
  • Per i sordi:
    • pensione;
    • indennità di comunicazione.

Prestazioni Inps: come fare domanda

Quando si possiedono tutti i requisiti per ottenere una prestazione di sostegno al reddito, è possibile presentare domanda all’Inps, utilizzando 3 principali modalità:

  • la domanda online attraverso le proprie credenziali di accesso con codice Pin
  • telefonando al servizio di Contact center Inps al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • recandosi presso gli uffici dei patronati, Caf o intermediari.

Prestazioni Inps: come richiedere il pagamento

Una volta accettata la domanda per la propria prestazione di sostegno al reddito, come iniziare davvero a ricevere i contributi economici approvato? L’Inps ha fornito precise istruzioni, mediante video dedicato, in cui sono illustrati gli step per richiedere il pagamento delle prestazioni Inps di sostegno al reddito.

Occorre innanzitutto

  • scaricare il modello SR 163Richiesta di pagamento delle prestazioni di sostegno al reddito”, per comunicare all’Inps i dati anagrafici della persona che dovrà ricevere i pagamenti, comunicare come lo si vuole ricevere e nel caso si voglia effettuare la comunicazione della modifica dei dati,
  • far timbrare nella seconda pagina il modello compilato dalla propria banca o dal proprio ufficio postale,
  • inviare il modello SR 163 compilato: se è la prima richiesta inviarlo direttamente online.

Come scaricare il modello SR 163

Non è difficile scarica il modulo che consentirà di richiedere il pagamento della prestazione accordata. È sufficiente:

  • accedere al sito Inps (inps.it)
  • cliccare in homepage sulla sezione in alto “Prestazioni e servizi”
  • cliccare sulla sezione “Tutti i moduli”
  • scrivere nello spazietto di ricerca la parola chiave “sostegno del reddito” >> “pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito” >> SR163
  • si aprire una pagina con il link per scaricare il modulo compilabile
  • Clicca qui per scaricare il modulo SR163 da LeggiOggi

Prestazioni Inps: come richiedere la modifica Iban

Il modello SR 163 si utilizza anche per comunicare all’Inps la variazione dei propri dati Iban, di conto corrente bancario o postale. In tal caso:

  • compilare la modifica Iban,
  • far timbrare da banca o posta
  • inviare il modello all’Inps con queste modalità: tramite posta elettronica ordinaria della sede Inps competente, tramite posta elettronica certificata della sede Inps competente, presso la sede Inps competente.

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