sanzioni reddito di cittadinanza

Quasi un mese è passato dall’entrata in vigore il 29 gennaio del decreto legge n. 4/2019 che ha introdotto il Reddito di cittadinanza quale misura simbolo del governo giallo-verde per contrastare povertà, disuguaglianza ed esclusione sociale.

Mentre in Parlamento sono in corso i lavori per la conversione in legge, vediamo quali sono le sanzioni previste, che nei casi più gravi possono portare alla reclusione.

Consulta lo speciale Reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza: revoca e decadenza 

Incorre nella revoca del sussidio con efficacia retroattiva e nella restituzione di quanto indebitamente percepito, chi rende dichiarazioni o informazioni poste a fondamento dell’istanza non vere. Identica conseguenza per chi omette di comunicare eventuali variazioni del reddito, del patrimonio o della composizione del nucleo familiare.

E’ prevista invece la decadenza dal Reddito quando uno dei componenti il nucleo familiare:

  • Non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID), eccezion fatta per i casi di esclusione o esonero;
  • Non sottoscrive il Patto per il lavoro o quello per l’inclusione sociale, eccezion fatta per i casi di esclusione o esonero;
  • Non partecipa alle iniziative formative, di riqualificazione, politica attiva o di attivazione a meno che non sussistano giustificati motivi;
  • Non aderisce ai progetti utili alla collettività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, qualora vengano istituiti dal comune di residenza;
  • Non accetta almeno una delle tre offerte di lavoro congrue ovvero, in caso di rinnovo, non accetta la prima che gli viene prospettata;
  • In caso di avvio di un’attività d’impresa o di lavoro autonomo, non effettua le comunicazioni obbligatorie entro 30 giorni dall’inizio della stessa o effettua comunicazioni mendaci;
  • In caso di variazione del nucleo familiare, non presenta una Dichiarazione Sostitutiva (DSU) aggiornata;
  • Svolge attività di lavoro dipendente senza le comunicazioni obbligatorie o attività di lavoro autonomo o di impresa senza averne comunicato l’avvio.

La decadenza dal Reddito è inoltre disposta nel caso in cui il nucleo abbia percepito un sussidio maggiore di quello che gli sarebbe spettato, per effetto di dichiarazione mendace in sede di DSU, altra dichiarazione per la richiesta del Reddito ovvero omesse comunicazioni obbligatorie. In questi casi è prevista, oltre alla decadenza, la restituzione di quanto percepito in eccesso.

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Sanzioni Reddito di cittadinanza: la reclusione

E’ punito con la reclusione da due a sei anni chi per ottenere il sussidio rende dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute.

Una pena da 1 a 3 anni è invece prevista per chi omette di comunicare variazioni di reddito (anche frutto di attività irregolari) o altre informazioni dovute e rilevanti per la revoca o la riduzione del sussidio:

  • Entro 30 giorni in caso di avvio della prestazione di lavoro dipendente o di attività di impresa;
  • Entro 15 giorni in caso di variazione patrimoniale che comporti la perdita dei requisiti per ottenere il sussidio.

In caso di condanna definitiva per una delle fattispecie citate, in aggiunta al reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (articolo 640 bis Codice Penale) scatta anche la revoca del sussidio con efficacia retroattiva e l’obbligo di restituire quanto percepito. In questi casi il beneficio non può essere nuovamente richiesto prima che siano decorsi dieci anni dalla condanna.

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Reddito di cittadinanza: mancata presentazione al Centro per l’Impiego

Il Decreto prevede apposite sanzioni laddove anche un solo dei componenti il nucleo familiare non si presenti alla convocazione presso il Centro per l’Impiego o i servizi competenti per il contrasto alla povertà dei comuni, entro 30 giorni dal riconoscimento del sussidio e in assenza di un giustificato motivo.

Le sanzioni consistono in:

  • Decurtazione di una mensilità di Reddito in caso di prima mancata presentazione;
  • Decurtazione di due mensilità di Reddito in caso di seconda mancata presentazione;
  • Decadenza dalla prestazione in caso di ulteriore mancata presentazione.

Mancata presentazione alle iniziative di orientamento

A fronte della mancata presentazione (senza giustificato motivo) anche di un solo componente il nucleo familiare alle iniziative di orientamento è prevista:

  • Decurtazione di due mensilità del Reddito in caso di prima mancata presentazione;
  • Per ogni ulteriore mancata presentazione è prevista la decadenza dal sussidio.

Sanzioni Reddito di cittadinanza: mancato rispetto del Patto per l’inclusione sociale

Se non si osservano gli impegni presi nell’ambito del Patto per l’inclusione sociale è prevista:

  • Decurtazione di due mensilità in caso di primo richiamo formale;
  • Decurtazione di tre mensilità in caso di secondo richiamo formale;
  • Decurtazione di sei mensilità in caso di terzo richiamo formale;
  • Decadenza dal beneficio per ogni ulteriore richiamo.

Sanzioni Reddito di cittadinanza: rinnovo del sussidio

Eccezion fatta per le fattispecie punite con la reclusione, in tutte le altre fattispecie sanzionatorie il Reddito può essere fruito dal richiedente o da altro componente il nucleo familiare solo decorsi diciotto mesi dalla data del provvedimento di revoca o decadenza. Se nel nucleo sono compresi minorenni o soggetti con disabilità il periodo di interdizione scende da diciotto a sei mesi.

Reddito di cittadinanza: chi infligge le sanzioni 

Esclusi i reati, è l’INPS ad occuparsi dell’irrogazione delle sanzioni e del recupero di quanto indebitamente percepito.

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