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Reddito di cittadinanza: tutti gli emendamenti approvati

reddito di cittadinanza 2019

Il Decretone reddito di cittadinanza e pensioni presentato nelle scorse settimane manca ancora del voto in parlamento. Un voto che dovrà arrivare entro marzo e che dovrà mettere i punti su tutte le questioni controverse che sono nate con l’introduzione delle 2 misure chiave del Governo Lega-5stelle: Riforma pensioni e Reddito di cittadinanza.

Attualmente la Commissione lavoro del Senato, ha terminato l’esame degli emendamenti, approvando quelli che andranno a costituire l’impianto del provvedimento.

Il via libera della commissione è arrivato con mandato ai relatori. Il provvedimento è ora approdato nell’aula di palazzo Madama, pronto per l’esame. Dopo una partenza rinviata più volte, a causa del voto sull’autorizzazione a procedere nei confronti del vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, sul caso Diciotti, i lavori hanno subito un’accelerazione.

Sono circa 50 le modifiche approvate, che non cambiano il provvedimento nella sostanza. Merito anche della decisione del governo, di rinviare alla Camera le modifiche sui capitoli che dividono la Lega e il Movimento 5 stelle.

Vediamo di volta in volta quelli approvati, a cominciare dall’emendamento anti finti divorzi.

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Obbligatorio accettare un lavoro se sopra 858 euro

Tra le tante modifiche apportate al Reddito di cittadinanza, ne è stata inserita una che riguarda lo stipendio minimo per non rifiutare l’offerta di lavoro fatta: i percettori del reddito di cittadinanza saranno obbligati ad accettare il lavoro solo se la retribuzione sarà superiore a 858 euro.

La modifica stabilisce che l’assegno dovrà essere superiore del 10% rispetto “alla misura massima del beneficio fruibile dal singolo individuo (comprensiva della componente ad integrazione del reddito prevista per i nuclei residenti in abitazione in locazione)”. Il reddito di cittadinanza può arrivare fino a un massimo di 780 euro che con un incremento del 10% arriverebbe fino a 858 euro.

Tfs statali: anticipo fino a 45 mila euro

Oltre alla retribuzione dell’offerta di lavoro congrua da accettare in modo obbligatorio, un’altra modifica riguarda l’anticipo della liquidazione per i dipendenti pubblici, che potrà arrivare fino a 45.000 euro (rispetto ai 30.000 previsti attualmente dal decreto).

Emendamento contro i furbetti dei finti divorzi

In base all’emendamento al Decretone, approvato dalla Commissione lavoro del Senato, qualora la separazione sia avvenuta dopo il 1° settembre 2018, gli ex coniugi che facciano domanda saranno esclusi dal beneficio senza appositi “verbali certificati dalla polizia locale sul cambio di residenza”.

Si punta a far si che le coppie di furbi che fingono di divorziare per beneficiare del Reddito siano pescate da controlli e verifiche.

Dal momento che l’emendamento ha ricevuto il benestare della Commissione, questo imporrà a tutti coloro che faranno domanda Rdc e che si siano separati o divorziati dopo il 1° settembre 2018, di certificare con “apposito verbale della Polizia Municipale di non risiedere effettivamente più insieme.

Leggi anche “Reddito di cittadinanza: ok all’emendamento contro i finti divorzi”

Emendamento certificazione stranieri extracomunitari

Diventa più complesso il percorso del reddito di cittadinanza per gli stranieri extracomunitari: la commissione Lavoro del Senato ha approvato un emendamento della Lega al decretone che vincola l’accesso alla presentazione di “certificazione” di reddito e patrimonio e del nucleo familiare rilasciata dallo Stato di provenienza, “tradotta” in italiano e “legalizzata dall’Autorità consolare italiana“. Esentati i rifugiati politici e chi proviene da Paesi dai quali non è possibile ottenere la certificazione. Il ministero del Lavoro avrà però tre mesi per stilare la lista di questi Paesi.

Emendamento dimissioni volontarie

In caso di dimissioni volontarie perderà il diritto al reddito di cittadinanza il solo componente del nucleo che si è dimesso, non tutta la famiglia. Lo prevede un emendamento M5S approvato dalla commissione Lavoro del Senato, che corregge la norma contenuta nel decretone che prevedeva invece l’esclusione per 12 mesi dalle dimissioni volontarie l’intero nucleo familiare.

Emendamento offerta 100 km a familiari disabili

Altra novità prevista nel Decreto sul Reddito di cittadinanza prevede che i familiari di persone disabili saranno tenuti ad accettare un’offerta di lavoro solo se entro i 100 chilometri dalla loro residenza. Lo prevede un emendamento della Lega al Decretone, approvato in commissione Lavoro al Senato e sottoscritto anche da M5s, Fi e Fdi. La modifica riduce da 250 chilometri a 100 chilometri la distanza entro la quale le offerte di lavoro successive alla prima, per i beneficiari del reddito, vengono ritenute “congrue”.

Bonus e sanzioni per i datori di lavoro

I datori di lavoro che assumono persone beneficiarie del reddito di cittadinanza dovranno mantenere il rapporto per almeno 36 mesi, altrimenti perderanno il bonus e dovranno pagare delle sanzioni. E’ inoltre prevista una maxi multa (maggiorata del 20% rispetto alla norma attuale) nei casi di mancata comunicazione dell’instaurazione del rapporto di lavoro con percettori del reddito di cittadinanza. E’ prevista l’esclusione dagli incentivi anche nei casi cui i datori di lavoro che non siano in regola con gli obblighi di assunzione (relativi alle categorie protette).

Reddito di cittadinanza e lavoro nero

E’ prevista la decadenza del reddito di cittadinanza qualora uno dei membri del nucleo familiare sia trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa.

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