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Brutte notizie per chi si sta preparando a finti divorzi e cambi di residenze in vista della partenza del Reddito di cittadinanza: è stato approvato l’emendamento firmato Lega, che punta a stanare i furbetti pronti a utilizzare questo espediente per beneficiare della nuova misura di contrasto alla povertà che partirà dal prossimo 6 marzo.

Questo è solo uno dei tanti emendamenti approvati in queste ore dalla Commissione Lavoro del Senato.

Consulta lo speciale Reddito di cittadinanza 

Reddito di cittadinanza: cosa dice l’attuale decreto

L’art. 1, al comma 6 del decreto legge sul Reddito di cittadinanza esclude dall’accesso al reddito i coniugi separati e divorziati “qualora continuino a risiedere nella stessa abitazione”. Ma questo non esclude certo che questi coniugi possano fingere di separarsi, continuando a vivere nella stessa casa, e fingendo cambi di residenza.

Ciò infatti è accaduto: si sta registrando un vero boom di cambi di residenza negli uffici Anagrafe dei comuni italiani, che ha fatto prendere consapevolezza di un altro rischio di furbetti all’italiana.

Leggi anche “Reddito di cittadinanza: domande dal 6 marzo, come fare”

Reddito di cittadinanza: cosa dice l’emendamento anti-furbetti

In base all’emendamento al Decretone, approvato dalla Commissione lavoro del Senato, qualora la separazione sia avvenuta dopo il 1° settembre 2018, gli ex coniugi che facciano domanda saranno esclusi dal beneficio senza appositi “verbali certificati dalla polizia locale sul cambio di residenza”.

Si punta a far si che le coppie di furbi che fingono di divorziare per beneficiare del Reddito siano pescate da controlli e verifiche.

Dal momento che l’emendamento ha ricevuto il benestare della Commissione, questo imporrà a tutti coloro che faranno domanda Rdc e che si siano separati o divorziati dopo il 1 settembre 2018, di certificare con “apposito verbale della Polizia Municipale  di non risiedere effettivamente più insieme

 

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