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Redditi non dichiarati, Alert del Fisco in arrivo: come regolarizzarsi

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I contribuenti che non sono in regola e hanno redditi non dichiarati o erroneamente dichiarati al Fisco, riceveranno avvisi di Alert da parte dell’Agenzia delle entrate, che ha nelle scorse ora emanato un provvedimento ad hoc, per spiegare le modalità della procedura.

Il tutto nell’ottica di sviluppare un rapporto tra il Fisco e il cittadino contribuente lontano da logiche punitive, e più orientate al dialogo, anche in presenza di anomalie fiscali e dichiarative. Il contribuente ha così tempo di leggere e verificare le anomalie riscontrate e comunicate dall’Agenzia, rispondere, chiedere delucidazioni o porvi rimedio utilizzando lo strumento del ravvedimento operoso.

Vediamo in dettaglio cosa dice il provvedimento e cosa potrà fare il cittadino che si vedrà recapitare per posta ordinaria o Pec un avviso di anomalie redditi.

Redditi non dichiarati: l’avviso delle Entrate

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato nelle scorse ore il provvedimento che avvisa i contribuenti dell’imminenti arrivo via posta o via Pec di avvisi ad hoc contenenti i dati relativi ai redditi non dichiarati o dichiarati in modo errato.

Scarica qui il provvedimento 

Questi avvisi di Alert sono volti a far conoscere al diretto interessato eventuali errori o omissioni compiute in merito a particolari categorie di redditi che il Fisco prende in considerazione. Sempre in questa comunicazione si chiede al cittadino di verificare le informazioni contenute, effettuare eventuali segnalazioni all’amministrazione e rimboccarsi le maniche per porre rimedio all’omissione o all’errore, mediante il ravvedimento operoso.

I dati contenuti nelle comunicazioni:

  • identificativo della comunicazione;
  • dati presenti in Anagrafe tributaria riferibili: ai contratti di locazione registrati, ai redditi corrisposti per le diverse categorie reddituali, ai dati delle operazioni rilevanti ai fini IVA comunicati ai sensi dell’articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78;
  • estremi del modello di dichiarazione presentato, nel quale non risultano dichiarati in tutto o in parte i redditi percepiti;
  • importo del reddito parzialmente o totalmente omesso.

Leggi anche “Dichiarazione redditi 2019: ecco i modelli definitivi. Istruzioni e novità”

Quali redditi fanno scattare la segnalazione

Vediamo ora quali tipologie di redditi omessi o non dichiarati verranno presi in considerazione e segnalati ai contribuenti in questi alert. Si parla espressamente, come specificato nel provvedimento, di:

  • Redditi da lavoro dipendente e assimilati
  • Assegni periodici
  • Redditi di partecipazione, nonché quelli derivanti da partecipazione in società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria
  • Redditi diversi
  • Redditi da lavoro autonomo abituale e professionale
  • Redditi di lavoro autonomo abituale e non professionale
  • Redditi di capitale

Redditi non dichiarati: modalità di invio Alert

L’Agenzia delle entrate, qualora abbia riscontrato anomalie sulla situazione dichiarativa di un soggetto contribuente, provvederà a inviare un avviso alla persona, e lo farà via Pec, qualora il cittadino disponga di un indirizzo di posta elettronica certificata, oppure via posta ordinaria, qualora non risultasse un indirizzo Pec attivo nell’elenco dell’Indice nazionale di posta elettronica certificata.

Redditi non dichiarati: come regolarizzarsi

Una volta ricevuto l’avviso, il contribuente, anche mediante gli intermediari, può:

  • richiedere informazioni in merito al contenuto delle anomalie segnalate,
  • segnalare all’Agenzia eventuali elementi, fatti e circostanze che vuole far conoscere all’Agenzia, inviando una dichiarazione integrativa

e lo può fare avvalendosi dell’assistenza dei CAM e degli uffici delle direzioni provinciali dell’Agenzia, oppure trasmettere tutto mediante il Canale di assistenza Civs.

Infine, il contribuente, una volta conosciute tutte le informazioni, può procedere alla regolarizzazione della sua situazione di omissione o errore, utilizzando lo strumento del Ravvedimento operoso versando le maggiori imposte dovute, i relativi interessi e le sanzioni per infedele in misura ridotta, in ragione del tempo trascorso dal momento della commissione delle violazioni commesse.

Leggi anche “Dichiarazione redditi: regole e novità nei modelli definitivi”

Ravvedimento operoso: quando è possibile

Gli elementi e le informazioni riportate forniscono al contribuente i dati utili al fine di porre rimedio ad eventuali errori mediante il sopracitato ravvedimento operoso.

Questo strumento può essere posto in essere a prescindere dalla circostanza che la violazione sia:

  • già stata constatata
  • siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altri controlli.

Il ravvedimento invece non si può più effettuare quando è già arrivata la notifica formale di un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o, in generale, di accertamento e il ricevimento delle comunicazioni di irregolarità.

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