Home Pensioni Reversibilità 2019: i nuovi limiti di reddito e come richiederla

Reversibilità 2019: i nuovi limiti di reddito e come richiederla

A chi spetta, quanto spetta, cumulabilità con altri redditi, come fare domanda

Daniele Bonaddio
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In caso di morte di un assicurato o pensionato iscritto presso una delle gestioni dell’INPS, i familiari superstiti hanno diritto a una parte della pensione del dante causa, che prende il nome di pensione di reversibilità 2019 o pensione diretta (a seconda dei casi), al soddisfarsi di alcune condizioni.

Quindi, i familiari superstiti avranno diritto:

  • alla pensione di reversibilità, se il dante causa è già titolare di pensione diretta (pensione di vecchiaia o anticipata) ovvero avendone diritto, ne abbia in corso la liquidazione;
  • alla pensione diretta, se il lavoratore deceduto non ha ancora maturato una pensione diretta. In tal caso, l’INPS eroga la pensione ai familiari superstiti allorquando l’assicurato abbia versato almeno 15 anni di contributi (780 contributi settimanali) in tutta la vita assicurativa oppure, in alternativa, almeno 5 anni di contributi (260 contributi settimanali), di cui 3 (156 contributi settimanali) nei cinque anni precedenti al decesso.

Attenzione però: la pensione ai superstiti viene ridotta se il beneficiario possiede anche altri redditi. La decurtazione della pensione di reversibilità, in tali casi, può variare dal 25% al 50%. Vediamo quindi nel dettaglio quali sono i nuovi limiti di reddito per la pensione di reversibilità 2019.

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Pensione di reversibilità 2019: a chi spetta?

La disciplina dell’erogazione delle pensione ai superstiti è contenuta nell’art. 1, co. 41, della Legge 8 agosto 1995, n. 335 e s.m.i, e vi rientrano:

  • il coniuge, anche se separato legalmente. Ha diritto alla pensione ai superstiti anche il coniuge divorziato a condizione che sia titolare dell’assegno periodico divorzile, che non sia passato a nuove nozze e che la data di inizio del rapporto assicurativo del defunto sia anteriore alla data della sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Il coniuge che passa a nuove nozze, invece, perde il diritto alla pensione ai superstiti, ma ha diritto a un assegno una tantum pari a due annualità (articolo 3, decreto legislativo 18 gennaio 1945, n. 39) della quota di pensione in pagamento, compresa la tredicesima mensilità, nella misura spettante alla data del nuovo matrimonio. Nel caso in cui il dante causa abbia contratto nuovo matrimonio dopo il divorzio, le quote spettanti al coniuge superstite e al coniuge divorziato sono stabilite con sentenza dal Tribunale.
  • i figli ed equiparati che alla data di decesso dell’assicurato o del pensionato non abbiano superato il 18° anno di età o, indipendentemente dall’età, siano riconosciuti inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di quest’ultimo;
  • in assenza del coniuge e dei figli o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, i genitori dell’assicurato o pensionato che al momento della morte del dante causa abbiano compiuto il 65° anno di età, non siano titolari di pensione e risultino a carico del lavoratore deceduto;
  • in assenza del coniuge, dei figli o del genitore o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, i fratelli celibi e sorelle nubili dell’assicurato o pensionato che al momento della morte di quest’ultimo siano inabili al lavoro, non siano titolari di pensione, siano a carico del lavoratore deceduto.

Leggi anche “Pensione di reversibilità: spetta in caso di convivenza e unione civile?”

Pensione di reversibilità 2019: quanto spetta?

L’importo della pensione di reversibilità, che decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello del decesso del lavoratore ovvero del pensionato, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda, è calcolato in funzione della pensione che era in pagamento al pensionato deceduto o che sarebbe dovuta essere liquidata. A tal fine, bisogna applicare alcune percentuali, che variano in funzione del grado di parentela con il defunto, come di seguito specificato:

  • 60%, solo coniuge;
  • 70%, solo un figlio;
  • 80%, coniuge e un figlio ovvero due figli senza coniuge;
  • 100% coniuge e due o più figli ovvero tre o più figli;
  • 15% per ogni altro familiare, avente diritto, diverso dal coniuge, figli e nipoti.

Qualora abbiano diritto a pensione i figli, ovvero i genitori o i fratelli o sorelle, le aliquote di reversibilità sono le seguenti:

  • un figlio: 70%;
  • due figli: 80%;
  • tre o più figli: 100%;
  • un genitore: 15%;
  • due genitori: 30%;
  • un fratello o sorella: 15%;
  • due fratelli o sorelle: 30%;
  • tre fratelli o sorelle: 45%;
  • quattro fratelli o sorelle: 60%;
  • cinque fratelli o sorelle: 75%;
  • sei fratelli o sorelle: 90%;
  • sette fratelli o sorelle: 100%.

Pensione di reversibilità 2019: è cumulabile con altri redditi?

Lo svolgimento di attività lavorativa o il possesso di altri redditi può provocare riduzioni della pensione spettante al coniuge del pensionato o del lavoratore defunto. Infatti, il secondo periodo dell’art. 1, co. 41 della L. 8 agosto 1995, n. 335 prevede che gli importi dei trattamenti pensionistici ai superstiti sono cumulabili con i redditi del beneficiario, nei seguenti limiti:

Ammontare dei redditi Percentuali di riduzione
Reddito superiore a 3 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, calcolato in misura pari a 13 volte l’importo mensile in vigore al 1° gennaio:

·        1.539,00 euro mensili;

·        20.007,00 euro annui.

 

25%
dell’importo della
pensione

Reddito superiore a 4 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, calcolato in misura pari a 13 volte l’importo mensile in vigore al 1° gennaio:

·        2.052,00 euro mensili;

·        26.676,00 annui.

 

40%
dell’importo della
pensione

Reddito superiore a 5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, calcolato in misura pari a 13 volte l’importo mensile in vigore al 1° gennaio:

·        2.565,00 euro mensili;

·        33.345,00 euro annui.

 

50%
dell’importo della
pensione

 

I limiti di cumulabilità previsti dalla L. 8 agosto 1995, n. 335 trovano applicazione nei casi di pensione spettante al solo coniuge, ai genitori ovvero a fratelli e sorelle (circostanze queste ultime due abbastanza remote); non trovano invece applicazione nei casi in cui siano titolari della pensione figli, minori, studenti o inabili ancorché in concorso con il coniuge. In tal caso l’ordinamento garantisce la possibilità di cumulare interamente la pensione del defunto con i redditi (v. INPS, Circolare n. 234 del 25 agosto 1995).

Pensione di reversibilità 2019: come fare domanda?

Per richiedere la pensione di reversibilità 2019, occorre presentare domanda telematica all’INPS, previo possesso di Pin dispositivo o di credenziali SPiD, oppure, in alternativa, è possibile recarsi presso un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o Patronato.

La domanda deve essere redatta su apposito modello, ossia “pensione reversibilità S01”, e bisogna allegare:

  • l’autocertificazione del certificato di morte, certificato di matrimonio e dichiarazione sostituiva stato di famiglia alla data del decesso;
  • dichiarazione di non avvenuta pronuncia di sentenza di separazione con addebito e di non avvenuto nuovo matrimonio;
  • dichiarazione sul diritto alle detrazioni d’imposta;
  • dichiarazione del reddito;
  • modalità di pagamento bonifico bancario p assegno se l’importo è minore dei 500 euro.

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5 COMMENTI

  1. Buonasera Giovanna, per avere maggiori informazioni riguardanti la pensione di reversibilità le consiglio di recarsi presso lo Sportello INPS territorialmente competente. Cordiali saluti

  2. Salve, percepisco il 60% della pensione del mio coniuge defunto dal 2016…avendo io lavorato sia come dipendente e in proprio e avendo versato i contributi, si possono aggiungere alla cifra che percepisco x poter avere un mensile più alto ?
    Grazie

  3. La pensione di reversibilità spetta solo se il deceduto aveva una pensione con i contributi oppure se aveva anche la sociale?

  4. Non trovo giusto che non si abbia diritto alla pensione di reversibilita , a chi ha dovuto fare molta fatica nella vita , un divorzio drammatico per maltrattamenti e soprusi di ogni genere sena mantenimento a i figli non assegnò divorzile , a che serve essere cittadini onesti se lo stato tutela le persone che dalla vita hanno avuto tutto, è abbandona chi à fatto grandi rinunce E grandi sacrifici.grazie a chiunque sappia darmi qualche consiglio Distinti saluti

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